La Red Bull Racing sta distruggendo la concorrenza. Un dominio che è iniziato da tempo e con uno scopo ben preciso, in una visione sempre più distorta della Ferrari.
La Scuderia Ferrari sta finendo sempre più in basso. Dopo un 2022 caratterizzato da 4 trionfi, in questa annata la SF23 è crollata al quarto posto della graduatoria, lontana anni luce dalla P1. Charles Leclercha ottenuto un solo podio, una terza piazza in Azerbaijan, salvo poi impantanarsi in posizioni poco nobili della classifica.

Leclerc sta attraversando uno dei periodi più bui della sua carriera. In cinque anni in Ferrari ha raccolto pochissimo sul piano dei risultati. Cinque vittorie in cinque stagioni. Due trionfi al debutto, nel 2019, a Spa e Monza, poi un vuoto di due anni e mezzo. Nonostante i suoi acuti sul giro secco è risalto sul primo gradino del podio solo nel 2022, in Bahrain, grazie ad un hat-trick da sogno.
Dopo anni di frustrazione, Charles è ripiombato nello sconforto al volante della SF23. E’ finito sul banco degli imputati, in modo ingiustificato. Purtroppo il giovane prodotto dell’Academy è crollato in un tunnel negativo. Sul piano tecnico i tecnici della Rossa non hanno capito come far funzionare la wing car, tra degradi gomme repentini e mancanza di performance. Sul piano gestionale, con Frederic Vasseur, non vi sono stati passi in avanti.
L’ex tecnico dell’Alfa Sauber non sembra essere cosciente dei limiti concettuale della monoposto. Ha cercato di difendere l’operato dei tecnici, ma la Ferrari sta rivivendo un tracollo come il 2020 senza la giustificazione delle conseguenze dell’accordo segreto sulle Power Unit della SF90. Non vi sono più alibi, la Ferrari nel confronto con Red Bull Racing oggi è un team di basso livello, come emerge anche da un altro dato.
Ferrari, Academy al tappeto
Se la Red Bull Racing è riuscita a vincere con Sebastian Vettel, quattro titoli consecutivi, e con il bicampione Max Verstappen, destinato a riscrivere i numeri del libro della Formula 1, un motivo ci sarà. Il dott. Helmut Marko ha fatto un lavoro straordinario, nonostante i suoi metodi spietati. La “scuola di Maranello”, invece, è stata un fallimento clamoroso.

Mick Schumacher e Antonio Giovinazzi, rispettivamente, in Haas e Alfa Romeo Sauber non hanno ottenuto risultati degni di nota nella categoria regina del Motorsport. Appiedati dai rispettivi team, entrambi hanno pochissime chance di rientrare nella griglia 2024. Non hanno avuto possibilità Shwartzman e Ilott. Arthur, fratello minore di Leclerc, Beganovic e Bearman non sembrano avere il talento né il potenziale dell’attuale numero 16 della Rossa.
La crisi di Leclerc è la più grande sconfitta della Ferrari. L’obiettivo era quello di reggere il passo dell’Academy dei rivali austriaci. Seb e Max, in due, hanno vinto 6 mondiali, con il secondo destinato a festeggiare mondiali a raffica nei prossimi anni. Per Charles sembra utopia anche solo la lotta per un riconoscimento iridato. Il mondiale 2023 è già chiuso a doppia mandata, mentre nelle prossime annate non si prevedono particolari scossoni. Max Verstappen potrebbe colpire al petto il cuore di molti ferraristi, vincendo cinque mondiali di fila come solo Michael Schumacher, nei fasti a Maranello, ha fatto in carriera.





