F1, piloti sull’attenti: per il 2023 sta per cambiare un’altra regola

Diversi gli episodi controversi in F1 lo scorso anno. Ma su un caso molto discusso i team stanno per intervenire, cambiando le regole.

Il 2023 per la F1 si preannuncia un anno ricco di sfide. A partire dal mercato piloti, che è in deciso fermento già ora, visto che diversi sedili, anche importanti, sono in ballo per la prossima stagione. Per non parlare di quello dei costruttori, che non riguarda solo il 2026 ma anche le più immediate annata, con Andretti che spinge sempre per entrare nel Circus nonostante la diffidenza dei team che fanno attualmente parte del “gioco”. Dal punto di vista tecnico invece non cambierà molto rispetto a quanto visto lo scorso anno, che ha visto una decisa rivoluzione in termini di struttura delle monoposto. Si guarderà molto ai dettagli, ma non aspettiamoci cambiamenti radicali visibili, ma molto potrebbe essere diverso all’interno delle monoposto.

F1 partenza (ANSA)
Una partenza della F1 nel 2022 (ANSA)

Di sicuro qualcosa di nuovo ci sarà, anche perché i regolamenti prevedono da questa stagione vetture che andranno rialzate di 15 mm per evitare il ripetersi di episodi come il porpoising, che tanto ha afflitto le monoposto lo scorso anno. Sulla rigidezza e sulla flessione dei fondi ci sarà poi un’attenzione particolare, visto quanto accaduto con Red Bull e Ferrari in particolare proprio nel Mondiale passato.

F1, ecco cosa sta per cambiare

Ma non è tutto, perché anche un’altra regola è pronta a cambiare. Se ben ricordate, Max Verstappen ha conquistato il titolo di F1 nel 2022 a Suzuka dopo che Charles Leclerc aveva ricevuto una penalità di cinque secondi per aver tagliato la chicane e guadagnato un vantaggio nell’ultimo giro. Questo aveva portato allo slittamento del monegasco di una posizione, ma Verstappen non era comunque sicuro della matematica certezza della vittoria del campionato, visto che con la pioggia e la distanza inferiore compiuta sarebbero stati assegnati punti dimezzati. Così non fu.

A seguito delle modifiche apportate in seguito al flop del Gran Premio del Belgio del 2021, sono state messe in atto nuove regole in F1 che stabiliscono i requisiti di distanza per la distribuzione dei punti. In pratica se un pilota ha vinto una corsa che ha completato due giri ma meno del 25% della distanza di gara, otterrebbe sei punti. Per le gare che hanno superato il 25% ma non il 50%, il vincitore otterrebbe 13 punti e per le gare che hanno superato il 50% ma non il 75%, sarebbero 19 punti. Per il resto si otterrebbe punteggio pieno. In Giappone con poco più del 52% dei giri compiuti molti avevano avuto l’impressione che Verstappen avrebbe ottenuto 19 giri per la sua vittoria, ma ci si sbagliava. Infatti la FIA prevede quella regola ma solo per le gare sospese e non riprese. Ed è per questo che a Suzuka è stato assegnato il punteggio pieno.

Adesso però tutto dovrebbe cambiare. Infatti dopo le polemiche, il nuovo direttore sportivo per la F1 Steve Nielsen, che è appena entrato a far parte dell’organo di governo, ha dato via a una sessione di lavoro per arrivare a una regola chiara che coinvolga anche questo caso. Parlando con Motorsport.com, il presidente Ben Sulayem ha spiegato che il regolamento sarebbe stato riscritto, ma ha anche accusato le squadre: “Chi l’ha scelto quel punteggio? I team. Chi li ha approvati quei regolamenti? I team. Dovevamo solo implementarli. E chi si prende la colpa? Noi. Onestamente. Dov’è l’equità?“. Ecco allora che entro inizio stagione anche questo aspetto cambierà. Ma finiranno le polemiche?