MotoGP, nuova regola rivoluzionaria: la Ducati è nel mirino?

La MotoGP si appresta ad introdurre una nuova regola che può cambiare le carte in tavola. Ecco perché sarà testata e poi resa ufficiale.

Mancano meno di tre mesi all’inizio della stagione di MotoGP targata 2023, che prenderà il via il prossimo 26 marzo con il Gran Premio del Portogallo. La pista di Portimao ha visto trionfare Fabio Quartararo e la sua Yamaha nell’edizione corsa ad aprile, e sarà solo in quel momento che capiremo i valori in campo.

MotoGP Ducati Pecco Bagnaia (ANSA)
MotoGP Ducati Pecco Bagnaia durante il GP di Valencia (ANSA)

La grande favorita è ovviamente la Ducati, con Pecco Bagnaia che dovrà difendere il titolo mondiale conquistato lo scorso 6 novembre a Valencia, ma gli spunti di interesse sono davvero tanti. Tralasciando per un attimo le forze in campo, va sottolineata l’introduzione delle Sprint Race, che verranno corse ad ogni week-end, ma con un format differente rispetto alla F1.

Esse, infatti, non andranno a deliberare l’ordine di partenza, ma saranno una vera e propria gara più corta che assegnerà dei punti ai primi classificati. Ci sarà da capire l’impatto che tale evento avrà sui fine settimana di corsa, per vedere quali rischi saranno disposti a prendere i piloti, considerando che, comunque vada, conserveranno la loro posizione di partenza per la domenica, decisa dalle qualifiche del venerdì.

La MotoGP andrà ad abbracciare anche due piste inedite, quella del Kazakistan e dell’India. Quest’ultima, il Buddh International Circuit, è stata utilizzata per tre anni di fila, dal 2011 al 2013, dalla F1, con tre vittorie ottenute dalla Red Bull di Sebastian Vettel. In seguito, a causa della scarsa affluenza di pubblico, l’impianto venne abbandonato, e sarà curioso capire quella che sarà la risposta dei tifosi all’arrivo delle due ruote.

Oltre alle novità regolamentari e del calendario, la nuova stagione si preannuncia scoppiettante per tutta una serie di motivi legati alle moto ed ai piloti. In primis, la Ducati resta la favorita, ma non può affatto dormire sonni tranquilli. La Honda e la Yamaha restano le rivali più temute, considerando anche la forza dei loro alfieri come Marc Marquez e Fabio Quartararo, due tra i più grandi talenti dell’intera griglia.

I giapponesi sono andati in grossa difficoltà negli ultimi anni, e solo l’immenso talento del francese ha consentito alla casa di Iwata di mettere le mani sul titolo del 2021, mentre il team diretto da Alberto Puig naviga in acque poco tranquille. Dopo l’infortunio del nativo di Cervera, la Honda ha perso completamente la bussola, e dovrà faticare per recuperare.

Con il ritiro della Suzuki, i costruttori al via saranno soltanto cinque, vista la presenza di KTM ed Aprilia, due case in grande ascesa. Il marchio austriaco potrà contare sulla presenza di alcuni tecnici provenienti dalla Red Bull di F1, chiamati a rinforzare il reparto aerodinamico. La casa di Noale è cresciuta molto nel 2022, anche se il finale di stagione ha lasciato qualche dubbio, tornando competitiva nei test di Valencia successivi all’ultima tappa di campionato.

MotoGP, nuova regola per verificare la pressione gomme

La Ducati è la casa di riferimento nella MotoGP odierna, grazie al fantastico lavoro svolto dall’ingegner Luigi Dall’Igna, arrivato a Borgo Panigale nel lontano 2014 dopo i trionfi con l’Aprilia in Superbike. Il tecnico è riuscito a portare in pista una serie di innovazioni che hanno dato risultati eccezionali, finendo spesso nel mirino della concorrenza.

Gli esempi più importanti sono quelli dati dalle alette e dagli abbassatori, perima messi sotto accusa dai rivali e poi copiati da tutti per ovvi motivi. In occasione del Gran Premio di Spagna corso il primo maggio a Jerez de la Frontera, dominato da Pecco Bagnaia che era partito dalla pole position, si era alzata una polemica relativa alla pressione delle gomme, con quattro piloti accusati di essere scesi in pista con dei numeri non regolari.

Stando a quanto era stato detto da alcuni media, Bagnaia avrebbe corso tutti i 25 giri di gara con una pressione inferiore agli standard, Jorge Martin sulla Ducati Pramac per 24 giri, Alex Rins sulla Suzuki ed Andrea Dovizioso sulla Yamaha del team WithU per 17 tornate.

Per evitare nuovi disguidi in futuro, la MotoGP ha deciso di introdurre un nuovo sistema che sarà utile per controllare la pressione delle gomme, che verrà provato nelle prime tre gare e poi reso attivo a tutti gli effettivi dal quarto appuntamento in poi. Il direttore tecnico del Motomondiale, Corrado Cecchinelli, ha raccontato la novità in un’intervista concessa a “Crash.net“.

Ecco le sue parole: “Avremo dei requisiti precisi per calcolare se un giro in qualificao il risultato finale di una gara saranno da ritenersi validi. Ci sono ancora dei dettagli che dobbiamo sistemare, ma siamo concordi sul fatto che un giro sarà convalidato nel caso in cui la pressione della gomme è al di sopra del limite minimo per un preciso arco di tempo durante la tornata. Per la corsa? Andremo a calcolare la pressione media per ogni singolo giro. Per le prime tre gare non daremo sanzioni nel caso in cui ci siano delle irregolarità, dobbiamo sistemare alcune cose“.