MotoGP, ecco come cambiano gli allenamenti: piloti a rischio infortuni?

La MotoGP ha introdotto le Sprint Race per la stagione 2023, aumentando di molto i chilometri da percorrere. Cambia tutto per i piloti.

La stagione della MotoGP targata 2023 segnerà una sorta di pietra miliare nella storia di questo sport. Infatti, verranno introdotte le Sprint Race, che avranno un format generale differente dalla F1, in quanto saranno delle gare separate da quella domenicale. Le “garette” del sabato non andranno a deliberare lo schieramento di partenza, cosa che verrà stabilita dalle qualifiche del venerdì.

MotoGP (ANSA)
MotoGP (ANSA)

La decisione della DORNA ha scatenato polemiche a non finire, dal momento che non è stato chiesto alcun parere ai piloti prima di ufficializzare la decisione, sottoponendoli al doppio dei rischi di quelli che vengono presi già di solito. La ricerca sfrenata dello spettacolo sta rovinando la storia sia della F1 che della MotoGP, ma la massima serie automobilistica si è saputa limitare.

Nel biennio 2021-2022, in F1 sono state disputate tre Sprint Race per stagione, sino ad aumentarle a sei per il 2023. La top class delle due ruote, invece, non ha conosciuto mezze misure, ed ha deciso di portare il format delle Sprint per tutta la durata del campionato, un cambiamento epocale per questa categoria.

Inoltre, con l’ingresso in calendario di Kazakistan ed India, le gare in calendario diventeranno addirittura 21, che sommate ad altrettante Sprint Race porteranno a ben 42 gare nel corso di una sola stagione. Si tratta di un aumento forse eccessivo, ed il rischio è che la salute dei piloti venga messa a dura prova, in maniera ancor maggiore rispetto a quanto non accade già di solito.

Negli ultimi giorni, è arrivato un parere molto interessante di Paolo Beltramo a riguardo, che nel corso di un’intervista rilasciata a Fabio Fagnani di “Talk GP” ha criticato la scelta da parte degli organizzatori. Secondo l’ex inviato di Mediaset, queste cose non fanno altro che snaturare la storia dello sport, oltre che rivelarsi una mancanza di rispetto per i piloti, che ormai vengono visti come un mero oggetto da spettacolarizzare e da sfruttare soltanto per fare business.

Ormai è palese che una situazione del genere non sia più accettabile, ma la DORNA appare irremovibile. La volontà è quella di risollevare l’interesse di un campionato che è in caduta libera, a causa dei ritiri di Dani Pedrosa, Jorge Lorenzo e di Valentino Rossi, il quale era in grado di trascinare le folle anche quando combatteva nelle ultime posizioni. Nelle prossime righe, vi sveleremo come cambierà la preparazione fisica dei piloti, che dovranno affrontare circa 1300 km più nella prossima stagione.

MotoGP, ecco come si preparano i rider al campionato

I piloti della MotoGP, ma anche quelli di tutte le altre categorie del motorsport, non sono dei robot, ma hanno bisogno di sottoporsi a dei durissimi allenamenti per competere ad alti livelli. Il 2023, costringerà tutti i rider a percorrere circa 1300 km in più rispetto al campionato appena concluso.

A parlare di come cambieranno i loro allenamenti e la preparazione fisica è stato Marc Rovira, allenatore di Pol Espargaró, che ha parlato a “Motorsport.com“: “Andremo ad aumentare di parecchio l’intensità degli esercizi fisici, ma ciò non basta. Dovremo diminuire anche le tempistiche per recuperare, ed in questo modo saremo in grado di aumentare la fatica. Al giorno d’oggi, i piloti sono tutti atleti, e sappiamo che dovremo fare ancor di più per la prossima stagione“.

La MotoGP ha aumentato sempre di più le prestazioni negli ultimi anni, stressando tantissimo il fisico dei rider. L’incredibile tenuta fisica è confermata dal caso di Marc Marquez, che nonostante le tante cadute e gli interventi chirurgici riesce ancora a guidare ed a disputare le corse, seppur dovendo stringere i denti come mai fatto prima.

La DORNA dovrà riflettere per bene sulle decisioni prese, augurandosi che non si verifichino gravi incidenti o infortuni di una certa entità. Lo spettacolo è necessario, ma a volte occorre anche anteporre la sicurezza dei piloti agli interessi, dal momento che le Sprint Race non sono di certo una garanzia di maggiori ascolti. Per quanto riguarda la presenza in pista dei tifosi, non è certo la presenza di una “garetta” al sabato che cambierà le cose, ma si potrebbe iniziare abbassando i prezzi dei biglietti.

Le spese odierne sono folli per una famiglia normale, ed il vuoto che si è visto al Mugello quest’anno potrebbe riproporsi anche in futuro. Cominciando ad abbassare i prezzi dei biglietti, ma anche quelli degli abbonamenti per le pay tv, le cose potrebbero iniziare a migliorare, ma non sembra che si possa andare in questa direzione, almeno per questi anni che stiamo vivendo.

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