Ferrari, questo il piano per la riscossa di Leclerc: all-in a Budapest

La Ferrari va all’attacco per cercare la doppietta in Ungheria, su una pista nettamente favorevole al Cavallino che non può sbagliare.

Per l’ennesima volta in questa stagione, ci troviamo a parlare di un week-end che funge da ultima chiamata per la Ferrari e Charles Leclerc. Tuttavia, in questa occasione la situazione è decisamente peggiore rispetto a quelle che potevano essere le gare di Silverstone o Spielberg, visto che un ritardo così ampio dalla Red Bull e da Max Verstappen non lo si era ancora visto.

Ferrari F1-75 (LaPresse)
Ferrari F1-75 (LaPresse)

Al termine del campionato mancano dieci gare ed una Sprint Race (prevista in Brasile), più dieci punti messi a disposizione dai giri più veloci. Ciò significa che in ballo ci sono ancora 268 punti, con 63 da recuperare rispetto al campione del mondo. Leclerc, nelle gare che mancano alla fine della stagione, dovrà recuperare una media di sei lunghezze per ogni week-end per sperare di riagguantare il leader della graduatoria generale.

Visto il potenziale della Ferrari, tutto ciò non appare in possibile, ma come abbiamo visto sin qui non basta una monoposto competitiva per vincere il mondiale. Come sottolineato da Leo Turrini nei giorni scorsi, la Scuderia modenese non è ancora pronta per pensare di poter mettere le mani sulla vittoria del campionato, ma a questo punto la domanda sorge spontanea: questo gruppo di lavoro lo sarà mai?

Effettivamente, si parla di una squadra che lavora insieme ormai dal 2019, quando Mattia Binotto arrivò ad occupare il ruolo di team principal prendendo il posto di Maurizio Arrivabene, silurato dopo le due sconfitte nel 2017 e nel 2018. Uno dei grandi responsabili del fallito (a quanto sembra sino ad ora) sogno mondiale è Inaki Rueda, giunto a Maranello nel 2015 come stratega dopo la Lotus.

C’è ovviamente lui ed il suo staff dietro alle incredibili sviste di Monte-Carlo e Silverstone, che sono costate due vittorie facili facili a Leclerc, ma che potevano essere anche delle doppiette. Tuttavia, Binotto ha già detto dopo la disfatta del Paul Ricard che tutta la squadra verrà riconfermata, nella speranza che si impari dopo i troppi errori fatti in queste stagioni.

Il tempo però passa, e l’impressione è che questi sbagli vengano commessi a ripetizione, anche se in Francia ci ha messo il proprio zampino anche il pilota, autore di un errore da principiante. In Ungheria, occorrerà subito rialzarsi, non tanto per riaprire un mondiale che ormai ha preso la direzione di Verstappen, ma per dimostrare che la Rossa può comunque essere una protagonista nella seconda parte di stagione.

Il Cavallino, per la prima volta dal 2008, ha a disposizione il miglior mezzo tecnico, ed è davvero un sacrilegio vedere che il ritardo in classifica dalla Red Bull sia così ampio. Il team di Milton Keynes non è stato esente da problematiche, ma nonostante questo veleggia tranquillamente verso il bis iridato. Su tutto ciò, ci sarà da riflettere e tanto a Maranello, dal momento che il ritardo in classifica fa davvero rabbia se si pensa alla vettura che è stata preparata per questa stagione.

Ferrari, pista favorevole in Ungheria e nuovo fondo

Secondo quanto riportato da “Motorsport.com“, Charles Leclerc avrebbe già messo da parte l’enorme delusione del Paul Ricard. Il monegasco ha partecipato regolarmente al debriefing con gli ingegneri della Ferrari, apparendo più carico che mai in vista della prossima tappa, prevista per questa domenica in Ungheria.

Il tracciato dell’Hungaroring è sicuramente favorevole alle caratteristiche tecniche della Rossa, che qui ha vinto in due occasioni nel corso dell’era ibrida. Sebastian Vettel si è imposto nel 2015 e nel 2017, mentre Leclerc non è mai finito sul podio. Lo scorso anno, il monegasco venne tamponato alla prima curva dall’Aston Martin di Lance Stroll, che gli tolse la possibilità di lottare per la vittoria.

Carlos Sainz colse invece un podio insperato, approfittando della squalifica di Vettel stesso nella giornata della prima e storica vittoria Ferrari di Esteban Ocon sull’Alpine. Tornando a questa stagione, la Ferrari ha dimostrato di avere una marcia in più sulle piste tortuose, come Monte-Carlo, dove a livello di prestazione la Rossa non aveva rivali.

Il nuovo fondo introdotto negli ultimi appuntamenti fa molto ben sperare, anche se con il grande caldo che è atteso (si parla di temperature simili al Paul Ricard), la questione assetti sarà fondamentale. Come dicevamo, il fondo potrebbe essere fondamentale, e si tratterà anche dell’ultima gara prima dell’introduzione della direttiva tecnica che entrerà in vigore dal Gran Premio del Belgio.

Dunque, è probabile che vedremo diversi test da parte delle squadre, nell’attesa che la TD39 tanto attesa dalla Mercedes vada a fare il proprio esordio. Per quanto riguarda la Red Bull non dovrebbero esserci grosse novità tecniche, nella consapevolezza che battere il Cavallino non sarà facile.

Tuttavia, il team di Milton Keynes confida in un qualche altro errore dei rivali, che sicuramente avranno un enorme pressione addosso visto quanto accaduto nelle ultime tappe. Leclerc ha bisogno di vincere per eliminare in fretta la grossa delusione della Francia, che non può e non deve avere un impatto sul suo futuro.