F1, svelato il segreto della Red Bull: la trovata geniale terrorizza la Ferrari

Il GP di Monaco di F1 non avrebbe dovuto regalare particolari spunti tecnici, considerata la non necessità di portare aggiornamenti. Il crash di Sergio Perez in qualifica ha svelato un dettaglio sulla RB18.

Il tortuoso tracciato cittadino di Monaco avrebbe dovuto elevare la Ferrari F1 – 75 ad autentica principessa del Principato. La Rossa aveva tutte le caratteristiche per primeggiare nelle curve lente dello storico street circuit, ma alla fine l’ha spuntata una Red Bull Racing. Il miracolo del team austriaco è stato costruito con bravura e un pizzico di fortuna. La pioggia ha scombinato i programmi della Rossa, gettando gli uomini al muretto box in una condizione caotica.

F1 Red Bull Racing (Ansa Foto)
F1 Red Bull Racing (Ansa Foto)

Qualche minuto prima dello spegnimento dei semafori una pioggia copiosa è scesa su Montecarlo, determinando un ritardo dello start di un’ora. Il pubblico, giunto numeroso, era pronto ad assistere all’incoronazione dell’idolo di casa, ma già dalle prime tornate è risultato palese che non sarebbe stata una passeggiata. Sergio Perez ha rotto gli indugi, anticipando il passaggio alle gomme intermedie. La Ferrari ha deciso di non coprirsi e replicare, immediatamente, alla mossa dei rivali.

Nel giro di pochi minuti Leclerc è passato dal condurre il GP a ritrovarsi alle spalle del messicano, del teammate spagnolo e del campione del mondo olandese. Un errore strategico costato carissimo. La Red Bull Racing ha trovato il modo di spuntarla, anche su una pista favorevole alle caratteristiche della wing car di Maranello. Facendo un passo indietro alla qualifica di sabato, la Rossa aveva monopolizzato la prima fila, mentre le Red Bull Racing si erano dovute accontentare della seconda fila.

Nell’ultimo tentativo del Q3 Sergio Perez è andato a sbattere contro le barriere, interrompendo di fatto la sfida finale al fastest lap. Un botto che ha reso felice la Rossa in quel momento. Leclerc ha celebrato la sua quattordicesima pole position, lo stesso numero in carriera di Max Verstappen in F1. Il crash del messicano ha dato la possibilità agli esperti di analizzare nel dettaglio il sottoscocca della RB18. Come detto, in occasione della tappa di Monaco, gli aggiornamenti erano stati minimi. Solo il raffreddamento dei freni e la geometria dello sterzo sono stati ritoccati per soddisfare le particolari caratteristiche del tracciato. In F1, inoltre, è guerra sul budget cap: ecco la posizione della Ferrari.

F1, la trovata della Red Bull Racing

I fotografi si sono accalcati per immortalare la vettura del messicano, alzata dalla gru. Le auto ad effetto suolo sono stato introdotte per invertire una rotta che aveva stancato i fan. Meno aria sporca, più sorpassi (in teoria) grazie al carico aerodinamico generato sul sottoscocca e una aerodinamica semplificata avrebbero dovuto garantire uno spettacolo unico. Il cosiddetto effetto Venturi, incollando la wing car sull’asfalto, avrebbe dovuto aprire una nuova era della categoria regina del Motorsport.

La realtà è che la maggior parte dei sorpassi continua ad avvenire grazie all’ala mobile posteriore e il divario tra i top team e le altre scuderie è rimasto molto ampio. Il trucco di ogni wing car che si rispetti è quello di ottenere quanta più aria possibile sotto la vettura per aumentare l’effetto. Gli aerodinamici hanno progettato auto in grado di guidare il flusso attraverso i canali in modo così intelligente che l’aria non fuoriesca lateralmente. Il porpoising ha limitato le performance di tante monoposto 2022, a partire dalla Mercedes W13. Secondo Adrian Newey, ingegnere geniale della RB, il fenomeno si verifica nella zona del sottoscocca dove si produce la maggior deportanza.

Ci sono così tanti fattori che possono innescare il porpoising – ha analizzato James Key, Chief Technology Officer della McLaren su AMuS – guidare in aria turbolenta, dossi, rigidità delle gomme e delle sospensioni. Ci sono forze laterali che agiscono sulla vettura, più le conseguenze dell’assetto meccanico sull’aerodinamica. Ecco perché è tutto così difficile da simulare“. Ne sanno qualcosa Lewis Hamilton e George Russell che si sono ritrovati per le mani una vettura ballerina. In Mercedes non sono ancora riusciti a risolvere del tutto il problema.

La Red Bull Racing, a causa dell’incidente di Perez, ha svelato il motivo per cui non risente del problema. Red Bull, conoscete la vera storia del logo? Resterete sorpresi. Il sottoscocca della RB18 è molto elaborato, a differenza di quello della F1-75 che presenta canali esterni divisi in modo più uniforme. La wing car austriaca ha ingressi distanziati a distanze diverse. Il canale esterno è molto stretto con più contorni. Nella parte posteriore affusolata, si nota solo un piccolo gradino sulla F1 – 75, mentre sulla RB18 ci sono due curve prominenti. Non è possibile copiare, nel giro di qualche settimana, una soluzione del genere, sia per limiti del Budget cap sia per la difficoltà tecnica del progetto elaborato a Milton Keynes.