F1, è guerra sul budget cap: la posizione della Ferrari

È sempre una questione di soldi. Il circus si interroga sul tetto di spesa imposto dalla FIA. Il caos regna sovrano e la spaccatura tra top team, come Ferrari e Red Bull, e realtà minori è sempre più vasta.

In principio il budget cap avrebbe dovuto essere un elemento equilibratore dei valori di forza della F1. Imporre un limite di spesa uguale per tutti i team avrebbe dovuto riportare in auge realtà minori che da anni latitano nelle ultime posizioni della classifica. La crisi economica e gli otto anni di trionfi di fila della Mercedes hanno dato la spinta decisiva per concludere un accordo su cui tutte le squadre erano favorevoli.

F1 Ferrari Mattia Binotto (Ansa Foto)
F1 Ferrari Mattia Binotto (Ansa Foto)

Nel 2021 il budget cap era fissato a 145 milioni di dollari. Quest’anno il limite è sceso a 140 milioni, anche se in realtà la cifra esatta è di 142 milioni di dollari perché è stato deciso che per ciascuna gara in più, oltre le 21, il budget aumenta di un milione. Si tratta in sostanza di una differenza di pochi milioni, ma la pandemia e gli effetti della guerra scoppiata in Ucraina si sono fatti sentire. Inoltre, dalla stagione 2023 in poi, il BC sarà, ulteriormente, abbassato a 135 milioni di dollari. La F1 si prepara ad una rivoluzione: ecco cosa cambierà.

Il progetto era rendere la Formula 1 un campionato più avvincente e non dominato dai soliti top team. La missione della nuova era 2022 ha, certamente, fallito il target principale. La Ferrari ha fatto un passo avanti e la Mercedes, per ora, due indietro, ma tutte le altre scuderie sono rimaste stazionarie nelle posizioni che occupavano anche nel 2021. Le wing car, reintrodotte dopo 40 anni, non hanno rimescolato le carte, specialmente per realtà come McLaren, Alpine, Aston Martin e Williams. Nelle prime uscite stagionali è risultato palese che Ferrari e Red Bull Racing avessero un quid in più rispetto a tutte le altre squadre.

Il budget cap si riferisce, esclusivamente, alle vetture. Non rientrano nel computo economico, ad esempio, gli stipendi dei piloti, dello staff, gli investimenti di marketing etc. I top team, come si può immaginare, non avrebbero bisogno di un sistema che permetta loro di sostenersi, finanziariamente, a lungo termine. L’inflazione con i conseguenti aumenti di spesa dei vari componenti delle monoposto e dei costi in altre aeree, ha portato la Red Bull Racing ad esporsi sull’argomento.

Ferrari, scoppia il caos sul BC

Abbiamo bisogno che la FIA affronti la questione inflazionistica, perché penso che probabilmente sette squadre dovranno saltare le ultime quattro gare per rientrare nel limite”, ha dichiarato Christian Horner a The-Race.com. Mattia Binotto, team principal della Rossa, ha fatto sapere che concorda con Horner sul fatto che si debba alzare il budget cap. L’inflazione al 6% è molto elevata e in Ferrari temono che tantissimi team toccheranno il tetto di spesa molto presto. Non è ancora chiaro, inoltre, quale sia la penalità per chi dovesse superare il budget cap.

La posizione della Ferrari è evidente e sembra assurdo che non sia lampante ai tutti i team le eventuali penalità che scatteranno per chi non rispetterà il BC. Ridurre i costi è una esigenza giusta, ma sembra una zona grigia del regolamento finanziario in cui sarà facile sfruttare le lacune. Ecco perché alcuni team stanno sviluppando le auto ad effetto suolo come se non ci fosse un domani. La questione si è aperta anche in merito agli stipendi dei driver, considerati, secondo parte della critica, troppo alti.

Il principio di un tetto salariale sembra logico, ma l’applicazione è difficile. Attualmente lo stiamo vedendo con il tetto del budget cap. Molto deve ancora essere fatto con le attuali regole finanziarie e ci sono molte complicazioni e fattori complessi – ha aggiunto Horner a racingnews365 – penso che dovremmo considerare i fattori che fanno aumentare i costi. Lo sviluppo delle auto è ancora molto costoso. Le nuove regole sui motori, non c’è niente di economico neanche in questo aspetto. Questo aggiunge più pressione sulle regole finanziarie. Alla fine avremo più personale nel reparto finanziario che nel nostro reparto di progettazione. Non vogliamo che la F1 diventi un campionato mondiale per ragionieri!

Un monito accolto anche da Andrew Shovlin della Mercedes. “Il pensiero di un tetto può essere positivo per lo sport e di certo se ne parla per il futuro. Tuttavia, se si guarda alla situazione attuale e al limite di budget per lo sviluppo, è molto difficile in questo momento vedere come funzionerà un tetto salariale nel clima attuale”, ha dichiarato il tecnico. C’è chi non la pensa, esattamente, nello stesso modo, a partire da Frederic Vasseur dell’Alfa Romeo Racing che ha risposto per le rime ai TP dei top team. “Davvero non corrono le ultime 4 corse? Meglio per noi, più punti a disposizione. C’è un regolamento e va rispettato, piuttosto che spengano la galleria del vento e che smettano di aggiornare le vetture”, l’appunto del team principal dell’Alfa in riferimento alla sparata di Horner.

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Alpine e Haas hanno assunto una posizione contraria all’aumento del tetto di spesa a stagione in corso. Le squadre hanno pianificato le spese e potrebbero far fronte alla difficile situazione di contrasto che si è creata con i top team. Verranno avviate delle discussioni per trovare un compromesso, ma data la complessità dell’argomento ci vorrà del tempo per trovare un accordo tra le parti. Occorreranno forse anni per implementare un sistema che per ora fa acqua da tutte le parti.