I vertici del team Red Bull hanno deciso. Ecco come si comporteranno nelle prime gare del Mondiale 2023 di F1, dove partiranno da favoriti.
La tre giorni di test del Bahrain ci ha fatto capire che non ce ne sarà per nessuno. Anche nel 2023 la Red Bull sembra avere un’altra marcia. Un altro passo, rispetto alla concorrenza che arranca. La Mercedes sta vivendo ancora una fase nebulosa, in cui le prestazioni sembrano non arrivare nonostante sia stato risolto il fastidioso problema del porpoising. Mentre la Ferrari, pur essendo abbastanza veloce sul giro secco, ha dato prova di mancare sulla distanza.

In poche parole, se tutto si manterrà come abbiamo potuto osservare nel brevissimo inverno della F1, Max Verstappen potrà affrontare il campionato senza ansia e l’esigenza di spingere più del dovuto.
Con questa consapevolezza, la scuderia stessa ha optato per adottare un approccio conservativo per quanto concerne le evoluzioni.
La Red Bull sicura già di vincere?
Come ha riferito il talent scout Helmut Marko non vi saranno aggiornamenti prima del round dell’Azerbaijan del prossimo 30 aprile. Il che significa che le prime novità sulla RB19 faranno la loro apparizione soltanto al quarto appuntamento stagionale.
“Dobbiamo essere parsimoniosi, sia per quanto riguarda il budget, sia per il tempo impiegato in galleria del vento. Non possiamo fare esperimenti o prenderci dei rischi”, ha confidato a motorsport-magazin.com, conscio della spada di Damocle rappresentata dal taglio del 10% del tempo da trascorrere nella wind-tunnel, a seguito dell’infrazione relativa al tetto di spesa del 2021, punita dalla FIA.
Dunque, da qui ad Abu Dhabi vedremo il due volte iridato in carrozza? Non esattamente. Sempre secondo l’austriaco, il compagno di box Perez potrebbe dargli più di qualche fastidio.
“L’olandese ama avere un avantreno solido, mentre Sergio ha un altro stile. Preferisce una vettura più docile. Ma sembra che i tecnici abbiano trovato un modo per venire incontro ad entrambe le esigenze“, ha buttato lì, prevedendo quale sarà la narrazione almeno della prima fetta di annata.
Che possa quindi riprodursi un moderno 2016, quando furono scazzottate tra i portacolori della Stella Hamilton e Rosberg. Con quest’ultimo uscito vincente e sfinito dal duello, tanto da volersi immediatamente ritirare dallo sport? Staremo a vedere.
Dal canto suo Checo ha dichiarato di aver lavorato sodo nel giorno e mezzo avuto a disposizione. Di aver compreso bene l’auto e di non aver incontrato particolari intoppi, specialmente per quanto riguarda l’affidabilità.
Lo scorso anno, in particolare nelle battute conclusive del Mondiale, tra i due galletti dell’equipe energetica erano nati dissapori. Il figlio d’arte sentiva di non essere stato aiutato abbastanza dal messicano, e per vendetta quando il driver di Guadalajara si era trovato a dover lottare con il ferrarista Charles Leclerc per la seconda piazza conduttori, lui aveva platealmente risposto pan per focaccia, dando parecchio da scrivere alla stampa e alla tv da commentare.
Come andrà questa volta, non lo possiamo sapere. Di certo, anche a causa di queste tensioni interne, la compagine con base a Milton Keynes persa la chance di fare doppietta nella classifica che di solito viene più ricordata. Questi mesi di pausa saranno serviti, oltre che per riposarsi, pure per riappacificarsi e chiarirsi?





