Ducati, l’obiettivo è fissato: Michele Pirro spaventa i rivali

Il collaudatore Ducati, Michele Pirro, ha un ruolo chiave nella casa di Borgo Panigale. La sfida del 2023 non sarà così agevole come molti ipotizzano.

Michele Pirro ha avuto il piacere di guidare tutte le motociclette che la Rossa ha schierato in pista, compreso il prototipo full electric V21L. In 10 anni in Ducati ne ha viste di tutti i colori. La carriera di Pirro è iniziata col botto, vincendo il Campionato Europeo Velocità classe 125 GP nel 2004.

Ducati Pirro (Ansa Foto)
Ducati Pirro (Ansa Foto)

Il classe 1986 ha vinto tutto a livello nazionale, prima di lanciarsi nella classe Superstock 1000 (2007 e 2008), e nel 2009 nella classe Supersport 600. Dopo la lunga esperienza nel Motomondiale si è cimentato in Superbike nel 2015, 2017, 2018, 2019, 2021 e 2022. Contemporaneamente Pirro ha provato i bolidi della casa di Borgo Panigale in MotoGP. Lo scorso anno ha corso tre tappe come pilota wild card in MotoGP sulla Desmosedici, non conquistando punti.

Pirro è diventato campione Italiano Superbike per la sesta volta, nove volte considerando tutte le classi, nel 2022. Dopo una dura battaglia con Alessandro Delbianco, il pugliese si è tolto l’ennesima soddisfazione in carriera. Il suo lavoro nella squadra corse della casa di Borgo Panigale continuerà anche quest’anno, sperando di festeggiare una clamorosa tripla in Supersport, Superbike e MotoGP.

Pirro ha svolto un ruolo essenziale a 36 anni e può considerarsi uno dei “padri fondatori” della Desmosedici. “Sì, si può dire così – ha annunciato il pugliese in una intervista a Speedweek – la MotoGP è nata praticamente con me e quando è stata realizzata la V4 ho portato in Superbike l’esperienza maturata in MotoGP. Prima era impossibile per i piloti della MotoGP allenarsi con la V4, ora lo fanno tutti perché la moto è molto simile”.

La Ducati è riuscita ad unire due mondi, avvicinando quindi le MotoGP alle moto di serie. Nessun altro produttore lo ha fatto prima. Nessun centauro della top class aveva contribuito ad un prodotto di serie, ma la MotoGP è molto cambiata rispetto a 20 anni fa. Pirro ora prova anche tante altre moto per dare agli ingegneri di Borgo Panigale una serie di dati da usare per il futuro. Chi va più veloce tra una Formula 1 e una MotoGP? Accelerazioni folli.

Ducati, Pirro sugli obiettivi 2023

Il focus principale della casa è sulla MotoGP, ma si guarda anche al futuro. Ci sarà il debutto anche in MotoE, il prototipo V21L sulla bilancia pesa appena 225 kg con una potenza di 150 cavalli con una coppia massima di 140 Nm. La full electric tocca i 275 km/h. Il motociclismo è cambiato tantissimo.Quando ho iniziato Bridgestone era il fornitore di pneumatici, poi è arrivata la Michelin, abbiamo contribuito allo sviluppo in quel momento e ho acquisito molta esperienza. Adesso le gomme sono molto simili, prima le differenze erano grosse ed era molto più difficile”, ha spiegato Pirro.

Sono contento di quello che abbiamo ottenuto e so che è molto difficile ripeterlo. Ci vuole molto per vincere, ci è voluto molto impegno per noi. E vincere ancora non sarà più facile. Un Mondiale con 42 gare sarà una sfida, ma sono fiducioso, soprattutto perché i ragazzi sono giovani e penso che possano garantire continuità. Allo stesso tempo devi essere realista, non sarà facile. Marquez tornerà a lottare per il titolo, così anche Quartararo, e a questo aggiungete questa incognita delle 42 gare, cambia l’approccio alla stagione”, ha concluso Michele Pirro in merito alle Sprint Race e alla lotta al titolo.