F1, allarme Honda per la Red Bull Racing: arriva una pessima notizia

Red Bull Racing e Honda hanno instaurato uno dei matrimoni più inaspettati e vincenti della storia della categoria regina del Motorsport. Le cose potrebbero presto cambiare.

La Honda si è tolta diverse soddisfazioni negli ultimi anni in partnership con il team austriaco. La casa di Tokyo era tornata in F1 come fornitore della McLaren nel 2015. Il bicampione del mondo, Fernando Alonso, aveva puntato con decisione alla rinascita dello storico binomio.

Red Bull (Ansa Foto)
Red Bull (Ansa Foto)

Dopo aver sfiorato il titolo mondiale con la Ferrari, l’asturiano scelse di fare ritorno nel team di Woking. L’esperienza del 2007 era stata amara, ma Nando credette nella potenza di fuoco della Honda. Quest’ultima in partnership con la McLaren aveva vinto tutto con Senna e Prost. Tra bordate via radio e prestazione impietose, le strade di Honda e McLaren si separarono dopo 4 anni. La casa nipponica non alzò bandiera bianca e scelse di proseguire la propria avventura nel circus con la Red Bull Racing. Il team austriaco veniva da anni sfortunati con la Renault. Dopo aver vinto tutto con Vettel, la collaborazione iniziò a scricchiolare con i primi problemi di affidabilità delle Power Unit francesi.

Verstappen e Ricciardo non riuscirono a competere per il titolo, nonostante un telaio da sogno, progettato da Adrian Newey. Tra Renault e RB volarono parole pesanti e, alla fine, arrivò l’accordo con i giapponesi. Per la squadra con sede a Milton Keynes fu l’inizio di una nuova era. Max Verstappen ha battuto Lewis Hamilton nel 2021 in una battaglia per cuori forti. L’affidabilità delle Power Unit Honda ha fatto la differenza, specialmente negli ultimi round della stagione. Grazie alla solidità dei motori giapponesi, Max riuscì ad amministrare il vantaggio e sferrare l’attacco decisivo nell’ultimo giro dell’ultima tappa di Abu Dhabi.

Alla Red Bull Racing è mancata la ciliegina sulla torta nel 2021. Max ha piegato la resistenza di Lewis, ma Perez ha chiuso alle spalle di Bottas. Per una manciata di punti è sfuggito il titolo costruttori. Nel 2022, invece, non c’è stata partita. La RB18 ha demolito la F1-75 e la W13. La Stella a tre punte è stata detronizzata dopo 8 anni di vittorie di fila. La W13 sul piano motoristico si è rivelata affidabile, ma il progetto è stato fallimentare. La monoposto ad effetto suolo è stata afflitta dal porpoising e si è aggiudicata con George Russell un solo GP.

La Ferrari ha iniziato bene con le vittorie di Leclerc in Bahrain e Australia, ma le avarie tecniche del nuovo motore Superfast hanno frenato la cavalcata dei ferraristi. La Red Bull Racing, invece, hanno goduto di una affidabilità invidiabile. Le Power Unit Honda sono state anche le più performanti. I vertici della squadra austriaca hanno raggiunto l’apice nel 2022, dopo aver ottenuto il congelamento dei motori. Una vittoria politica straordinaria che ha spianato la strada a Max Verstappen. L’olandese ha ottenuto la bellezza di 15 vittorie, oltre a 2 Sprint Race. Nessuno nella storia della categoria regina del Motorsport aveva ottenuto un numero di vittorie così elevato.

Il teammate Sergio Perez ha trionfato a Monaco e a Singapore per un totale di 17 successi su 22 GP. La Ferrari, seconda in graduatoria, ha chiuso ad oltre 200 punti dal team di Milton Keynes. La RB ha tutto per aprire un ciclo di vittorie, ma in futuro potrebbe consumarsi il clamoroso divorzio dalla Honda. La squadra austriaca per non farsi trovare impreparata nel duello alla Ferrari e ha deciso di investire in un reparto in Inghilterra dedicato alla produzione di Power Unit.

Red Bull Racing, rapporto in bilico con Honda

La Red Bull Powertrains ha avuto un supporto costante dei tecnici della Honda nel 2022. A Suzuka sono rispuntati anche i loghi del brand nipponico. Hanno investito anche nell’assunzione di nuovi tecnici, prelevati dagli altro top team. Di sicuro un divorzio dalla casa di Tokyo rappresenterebbe un pesante colpo per le ambizioni future del team campione in carica.

La squadra potrebbe rischiare di fare dei passi indietro. Secondo l’indiscrezione riportata dal magazine RacingNews365 la separazione potrebbe concretizzarsi, nonostante le smentite delle scorse settimane. Il team si è impegnato a sviluppare i motori in vista del 2026. La Honda si è iscritta, al termine della passata stagione, come potenziale fornitore di motori per il nuovo corso che inizierà nel 2026, presupponendo una strada lontana da Milton Keynes.

Abbiamo esaminato le possibilità oltre il 2025, ma il fatto è che vogliamo avere tutto sotto lo stesso tetto – ha dichiarato Horner – abbiamo anche fatto gli investimenti e preso l’impegno di creare la Red Bull Powertrains. Abbiamo reclutato specialisti e la strada che stiamo intraprendendo è quella di un produttore di motori indipendente. Ciò non è cambiato con la possibilità che Honda torni nel 2026 Formula 1”.

Il team principal della RB ha aggiunto: “A lungo termine, è stata sicuramente la scelta giusta, perché ci consente di assumere il controllo da soli. Non dipendiamo da una parte che può decidere di smettere da un momento all’altro, ora abbiamo la possibilità di organizzare tutto integralmente con gli ingegneri sia del telaio che del motore che lavorano fianco a fianco nel nostro campus”.