Nuovo marchio italiano in MotoGP? Ecco come stanno le cose

Dopo i trionfi di Ducati e l’ottimo percorso di crescita dell’Aprilia, i fan italiani sognano l’ingresso di un marchio storico nostrano in MotoGP.

Il passaggio di MV Agusta nella controllata KTM, più precisamente sotto il gruppo Pierer Mobility AG, ha fatto già sognare gli appassionati del Motomondiale. Un ritorno in MotoGP darebbe una nuova immagine all’azienda con sede a Schiranna di Varese. La MV, nata come Società Anonima nel 1945, è divenuta nel 1952 Società a responsabilità limitata per poi, nello stesso anno, assumere la denominazione definitiva di Società per azioni. Il brand ha avuto una lunga storia autonoma ed è stata un punto di riferimento in pista per decenni, legando il suo nome alle vittorie del mitico Giacomo Agostini.

MotoGP (LaPresse)
MotoGP (LaPresse)

Il bresciano conquistò il suo ultimo titolo, in sella alla MV nel 1972. L’Italia ha dovuto attendere 50 anni per riavere un campione italiano nella classe regina su una moto italiana. Pecco Bagnaia è riuscito ad interrompere il tabù, dando una enorme soddisfazioni a tutti i fan della Rossa di Borgo Panigale. Il piemontese è stato in grado di recuperare un gap di 91 punti da Fabio Quartararo, laureandosi per la prima volta campione del mondo in MotoGP. Il giovane, cresciuto nell’Academy di Valentino Rossi, è il successore, nell’albo d’oro nazionale, del suo maestro di Tavullia. Un trionfo che ha restituito una gioia immensa alla Ducati, quindici anni dopo il successo di Casey Stoner. L’australiano era stato il primo ed unico centauro a salire sul tetto del mondo in sella alla Desmosedici.

Il marchio MV, nel 1992, fu acquisito dalla Cagiva, altro brand storico nostrano. Nell’agosto del 2008 la MV Agusta è passata al gruppo Harley-Davidson che a sua volta, nell’agosto 2010, l’ha ceduta nuovamente allo stesso Claudio Castiglioni, ex proprietario del marchio Cagiva. Dopo 12 anni si è trovato l’accordo definitivo per il passaggio al nuovo gruppo Pierer Mobility AG, lo scorso 3 novembre. Con un comunicato ufficiale è stata annunciata l’acquisizione del 25,1% della proprietà del marchio italiano da parte di KTM AG, una controllata di Pierer Mobility. E’ stato già previsto un aumento di capitale di 30 milioni di euro, grazie al danaro fresco degli azionisti di MV Agusta e di KTM AG.

Nell’assemblea straordinaria, convocata martedì 15 novembre, è stato stabilito l’ingresso del marchio austriaco con una quota pari al 25,1% del capitale sociale. Nel nuovo consiglio di amministrazione sono stati inseriti due esponenti del management di KTM AG. La collaborazione strategica avrà un peso decisivo nell’economica del marchio italiano, con un supporto alla catena di fornitura che si occuperà del mercato. MV Agusta distribuirà in parte la sua gamma di prodotti attraverso la rete di distribuzione mondiale di Pierer Mobility.

Un accordo in tal senso era già stato fatto negli States lo scorso settembre. Ora si apre una nuova fase e in molti sognano di rivedere la MV Agusta lottare con Aprilia e Ducati contro le case giapponesi in top class. Il vincitore di 15 mondiali, Giacomo Agostini, aveva vinto l’ultimo titolo su una moto italiana nel 1972. La KTM si sta ritagliando uno spazio sempre più importante nel Motomondiale e sul mercato delle due ruote. Dopo aver assorbito brand come Husqvarna e GasGas, hanno trasferito i nomi dei marchi sulle moto delle classi minori. Sono iniziati a circolari i primi rumor su un possibile inserimento di MV Agusta in MotoGP.

MotoGP, in arrivo anche la MV Agusta?

Il marchio italiano è molto legato al Motorsport. Nelle competizioni motociclistiche ha conquistato, dal 1952 al 1974, 75 titoli iridati. La MV detiene un record clamoroso, essendo la casa motociclistica europea più vincente di ogni epoca con 38 titoli piloti e 37 costruttori. “Sono davvero felice di questo accordo – ha commentato Timur Sardarov, CEO MV Agusta – e sono molto lieto di dare il benvenuto in MV Agusta a KTM AG, leader di mercato in Europa, a cui ci lega una comune visione di eccellenza. Insieme svilupperemo ulteriormente il nostro core business e la produzione di moto performanti di alta gamma. Sono certo che l’accordo rafforzerà il nostro brand in una fase di mercato particolarmente complessa e ricca di sfide”.

In una intervista rilasciata ad Insella, Stefan Pierer, CEO di Pierer Mobility AG, ha spiegato che il marchio italiano non tornerà, almeno per ora, in MotoGP. “Il nostro successo nella produzione si basa sul fatto che utilizziamo piattaforme tecniche, ovvero piattaforme di motori basate sul modello dell’industria automobilistica e rivolte a diversi gruppi target con una progettazione e un orientamento del prodotto appropriati. Abbiamo una piattaforma tecnica per la produzione in serie e un’altra per gli sport motoristici. Promuoviamo i vari marchi del gruppo su queste piattaforme. Funziona molto bene ed è efficiente. MV Agusta, che con la sua tecnologia rappresenta 10mila unità sul mercato, non fa parte di questa strategia. E non ci sarà uno sviluppo specifico, data la situazione economica. Abbiamo già GasGas, ma solo come marchio. Non intendiamo sviluppare tecnologie diverse in parallelo, sarebbe troppo costoso e la situazione economica generale non lo consente”, ha analizzato il CEO del gruppo.