Mick Schumacher mai in Ferrari? Il motivo è clamoroso

Il sogno di Mick Schumacher di raggiungere la Ferrari è ormai al capolinea. Scopriamo perché l’erede di Michael non ci arriverà.

Com’è ormai noto da mesi, le strade di Mick Schumacher e della Ferrari Driver Academy si separeranno al termine di questo 2022. Il figlio di Michael, dunque, non sarà più legato alla Scuderia modenese, ed il suo futuro in F1 è a serio rischio. L’unica speranza è quella di ottenere un rinnovo contrattuale con la Haas, squadra con la quale ha debuttato lo scorso anno nella massima formula.

Mick Schumacher (ANSA)
Mick Schumacher (ANSA)

Durante l’anno, Mick ha ottenuto i suoi primi punti in carriera, chiudendo ottavo a Silverstone dopo un gran duello con la Red Bull (seppur danneggiata) di Max Verstappen, per poi far ancor meglio e giungere sesto in Austria. Tuttavia, da quel momento in poi la Haas è crollata, non riuscendo più a portare a casa punti iridati, neanche con Kevin Magnussen.

Visto il decimo posto di Guanyu Zhou a Monza che ha interrotto il digiuno dell’Alfa Romeo Racing che durava dal Canada, la Haas è la monoposto che da più tempo non porta a casa punti, ormai da quasi tre mesi, e questo fa ben capire che per Mick Schumacher non è stata una seconda parte di stagione troppo semplice.

Il team diretto da Gunther Steiner aveva fatto grandi passi in avanti grazie al nuovo regolamento tecnico, ma durante l’anno non è stata all’altezza della concorrenza sul fronte degli sviluppi (anche per via di un budget piuttosto ridotto), e non ci si attende nulla di buono per la prossima stagione.

Al momento, anche Magnussen attende la riconferma, ma per lui sembra solo una formalità, mentre Schumacher è il classico pilota sulla graticola. Il tedesco sembrava praticamente fuori dalla Haas sino a qualche settimana fa, ma poi Steiner ha affermato che c’è ancora un 50% di possibilità di rivederlo al volante il prossimo anno. Mattia Binotto ha detto che il tedesco verrà rivalutato più avanti e che deve crescere, ma fonti certe rivelano che la Ferrari abbia già preso da tempo la sua decisione di non rinnovarlo.

Il grande sogno di Mick era quello di seguire le orme del padre e di approdare, un giorno, a Maranello nelle vesti di pilota ufficiale, ma ora è tutto finito. Le motivazioni sono tante, ma possiamo soffermarci su quelle principali che hanno messo i bastoni tra le ruote ai desideri del figlio d’arte. Ora le andremo ad analizzare nel dettaglio.

Mick Schumacher, ecco perché non andrà in Ferrari

Mick Schumacher è uno dei piloti più chiacchierati per via delle sue origini e del suo cognome, e sulle colonne di “The-Race.com” è apparsa un’interessante analisi sui motivi che lo hanno portato a dover rinunciare al sogno chiamato Ferrari. Uno di questi è stato l’arrivo di Carlos Sainz nel 2021 ed il conseguente rinnovo sino alla fine del 2024, che gli ha garantito la permanenza a Maranello per almeno altre due stagioni complete.

Mattia Binotto ha scelto la linea dei giovani, assicurandosi comunque un ragazzo come Carlitos che è in F1 dal lontano 2015 e che ha già tanta esperienza sulle spalle. Inutile parlare di Charles Leclerc, ovvero colui su cui la Scuderia modenese ha investito tutto sin da quando era giovanissimo.

Sul fronte relativo a Mick Schumacher, c’è anche da far notare un altro dettaglio: lui non ha mai dimostrato un talento cristallino come tutti gli altri giovani che sono al via nel Circus, come Max Verstappen, George Russell, Lando Norris e lo stesso Leclerc. Mick è un gran lavoratore, e lo ha dimostrato alla grande nelle categorie minori.

Prendiamo, ad esempio, la sua esperienza in Formula 2. Nella disciplina cadetta, Schumacher ha sofferto nel 2019, vincendo la sua prima gara in Ungheria, ma senza mai lottare per un titolo che venne vinto dall’astro nascente Nyck De Vries. Nel 2020, sempre con il team Prema, il figlio d’arte riuscì a salire in cattedra, portandosi a casa il titolo proprio sul finale di stagione.

In F1, Mick ha lavorato in modo simile, soffrendo molto nel 2021 con una vettura poco competitiva e commettendo diversi errori, per poi crescere quest’anno. Tuttavia, c’è da dire che gli incidenti non sono poi diminuiti così tanto rispetto alla passata stagione, come confermato dal botto di Miami con Sebastian Vettel o lo schianto di Monte-Carlo, ma c’è sempre tempo per rimediare ai propri sbagli.

Bisognerà capire se Gunther Steiner deciderà di concedergli o meno un’altra annata, ma il sogno Ferrari è ormai del tutto tramontato, a meno che non avvenga qualcosa di clamoroso. La F1 è un mondo ricco di sorprese e non si può mai dare una certezza assoluta su questi aspetti.