Russell, rivelazione sulla Mercedes: ecco cosa hanno in mente per il 2023

Dopo una stagione 2022 più deludente del previsto, la Mercedes comincia a pensare all’anno prossimo. Russell spiega il piano.

Quando mancano sei gran premi al termine del Mondiale, la Stella occupa la terza posizione tra i costruttori con 371 punti contro i 545 della Red Bull. Un gap impossibile da colmare, che in questo caso ha un significato molto particolare. Per la prima volta dal 2014, la Mercedes non vincerà il titolo costruttori. Uno smacco. Una sorpresa, arrivata con l’ingresso delle vetture ad effetto suolo. O forse un semplice passaggio di testimone ad un nuovo dominatore che potrebbe vampirizzare il campionato da qui al 2026, lasciando agli altri le briciole.

George Russell (Ansa Foto)
George Russell (Ansa Foto)

Prima vittima della potenza degli energetici potrebbe essere la Ferrari. Giunta al momento della rivoluzione con il languorino di un ritorno al successo, ma poi rientrata alla sua tipica realtà da inseguitrice.

E a proposito del Cavallino, oggi seconda forza in campo, potrebbe essere mangiata dalle Frecce d’Argento da qui a breve, qualora la squadra italiana dovesse essere protagonista di nuovi passi falsi. Trentuno infatti sono le lunghezze che dividono i due team. E se i due piloti dovessero portare a termine la missione, l’annata tedesca potrebbe avere un sapore meno amaro.

Russell guarda già al domani

Risolvere la questione attuale non significa avere un futuro brillante assicurato. Anzi, al contrario, le scelte tecniche da operare restano un punto interrogativo.

A dirlo è lo stesso George Russell il quale, a proposito delle pance quasi piatte, che tanto hanno fatto scalpore all’inizio ha detto. “Abbiamo effettivamente adottato un design anomalo che potremmo non mantenere. Tuttavia non è scontato un radicale cambio di filosofia“, ha dichiarato al sito ufficiale della F1, minimizzando comunque l’influenza del dettaglio sulle prestazioni.

Consapevole di avere tra le mani una vettura più adatta a layout lenti e tortuosi come Zandvoort e Hungaroring, piuttosto che a quelli veloci in stile Spa e Monza, il driver di King’s Lynn, ha confessato l’esistenza di zone oscure. O meglio la complessità della ricerca dell’uniformità.

Non sono problematiche che si possono risolvere dall’oggi al domani“, ha rilanciato. “Da qui in avanti dovremo quindi proseguire lo sviluppo della monoposto, così da renderne quella del 2023 un’evoluzione. Credo che sia ormai chiara la direzione da intraprendere per lo sviluppo“.

Tornando con la mente al recente GP d’Italia, il 24enne ha confessato di essere rimasto piuttosto frustrato per la risposta della sua W13 nel Tempio della Velocità pur avendo calcato il podio. “Non è certo stata la nostra corsa più competitiva dell’annata. L’auto non andava un granché e dalle libere 1 di venerdì abbiamo via via perso forza. Non sappiamo il motivo. In ogni caso siamo rimasti stupiti dall’equipe di Maranello“, ha analizzato. “Ci aspettavamo invece un Verstappen e una RB18 in gran forma e così è stato. Ma la F1-75 ci ha lasciato a bocca aperta. Ecco perché non siamo stati in grado di lottare per la piazza d’onore“.

Non sempre si può avere tutto sotto controllo. In ogni caso il prossimo fine settimana di bagarre previsto a inizio ottobre a Singapore potrebbe dare una mano alla causa argentata.