Ramon Forcada vuota il sacco: ecco la differenza tra Yamaha e Ducati

Ramon Forcada resta fuori dai giochi della classe regina dopo il ritiro di Andrea Dovizioso: il capotecnico svela i suoi progetti e i problemi Yamaha.

La lunga carriera di Andrea Dovizioso in classe regina si è conclusa nel GP di Misano, 21 anni dopo l’esordio nel Mondiale. L’Italia perde un altro dei suoi campioni, ma il paddock dovrà fare a meno anche di un’altra storica figura: Ramon Forcada. Il catalano ha lavorato a questi livelli per un trentennio, sempre e solo con marchi giapponesi, alternandosi tra Yamaha e Honda. Nel 2008 è passato alla Yamaha contemporaneamente all’arrivo di Jorge Lorenzo, da allora è sempre rimasto fedele al marchio di Iwata.

Ramon Forcada e Andrea Dovizioso (ANSA)
Ramon Forcada e Andrea Dovizioso (ANSA)

Ramon Forcada si è alternato tra box ufficiale e satellite, lavorato di recente con Franco Morbidelli, che ha lasciato dopo il suo passaggio al team ufficiale nella passata stagione, e Andrea Dovizioso. Il ritiro del 36enne forlivese ha costretto il capotecnico catalano a restare fuori dai giochi, almeno fino al termine di questo campionato. O forse per sempre, perché non è detto che arrivi un’offerta interessante per lui.

Forcada sui problemi Yamaha

Forcada è un profondo conoscitore della Casa di Iwata, ai microfoni di Dazn prova a fare un’analisi della particolare situazione che si vive ai box Yamaha, dove Fabio Quartararo è campione in carica e leader di questo campionato. Invece gli altri piloti del marchio sono in difficoltà con la M1, compreso l’esperto Andrea Dovizioso che ha preferito risolvere anticipatamente il contratto. Al suo posto ci sarà il collaudatore Cal Crutchlow con al suo fianco il capotecnico del test team, Silvano Galbusera.

Cosa ne sarà di Ramon Forcada professionalmente parlando? Il destino resta nel limbo dell’incertezza dopo la gara di Misano: “Per quest’anno è la mia ultima gara – ha detto ai microfoni di Dazn -. Il prossimo anno vedremo cosa accade. Sicuramente l’anno prossimo non continuerò in questa squadra, se hanno intenzione di provare qualcosa di nuovo non hanno bisogno di esterne. Per il 2023 non cerco niente,  se arriva qualcosa di interessante ben venga, altrimenti significa che è arrivato il momento di andare in pensione”.

Da personaggio ormai esterno il capotecnico prova a spiegare il momento “sui generis” che sta vivendo il marchio Yamaha, con un pilota come Fabio Quartararo che continua ad essere leader e gli altri colleghi di marca in grande difficoltà a gestire la M1. “Ho lavorato tanto con i giapponesi e loro cercano sempre la perfezione… “In Ducati arrivano cose che potrebbero non funzionare, qui no. Quello che arriva qui funziona perché lo stanno provando da tre mesi, ma intanto gli altri hanno già rilasciato altre tre versioni”.