F1, la Red Bull umilia la Ferrari: parole che fanno malissimo ai tifosi

La Red Bull è ormai ad un passo dai due titoli mondiali, con Max Verstappen padrone della F1 moderna. Christian Horner umilia la Ferrari.

Il mondiale di F1 è ora entrato ufficialmente in vacanza, con Max Verstappen che potrà rilassarsi quasi da due volte campione del mondo, dopo l’ottava vittoria su tredici gare, la nona per la Red Bull considerando quella ottenuta da Sergio Perez a Monte-Carlo, qualche mese fa.

F1 Red Bull RB18 (ANSA)
F1 Red Bull RB18 (ANSA)

L’olandese è un uomo solo al comando, inattaccabile nella sua superiorità in pista, ma soprattutto, è uno che non molla mai nulla. Dopo le qualifiche di Budapest, concluse al decimo posto per via di una perdita di potenza che lo ha colpito nella fase finale del Q3, il figlio di Jos si è presentato alle interviste tutt’altro che deluso, affermando che l’obiettivo restava la vittoria, risultato poi puntualmente portato a casa alla domenica.

Verstappen e la Red Bull rappresentano tutto ciò che non sono in Ferrari: sono degli animali da gara, si divorano letteralmente la concorrenza sia in pista che ai box, e giustamente tutta la F1 è ai loro piedi. I fan iniziano a temere che dopo anni dominati da Lewis Hamilton e dalla Mercedes sia ora arrivato il momento del team di Milton Keynes e del rampante olandese, e nessuno sembra essere in grado di fermarlo.

L’unica speranza, ormai in vista del prossimo anno, è la resurrezione delle frecce d’argento, perché se in Ferrari non cambierà qualcosa al muretto sarà inutile farsi sogni che poi verranno puntualmente traditi. Gli strateghi, ormai lo abbiamo capito, non hanno la competenza per poter pensare di vincere un mondiale, così come Mattia Binotto nel ruolo di team principal.

Nelle ore successive alla gara è venuto fuori un ulteriore aspetto imbarazzante, che riguarda quanto accaduto al 26esimo giro. Durante un collegamento con “SKY UK“, all’ingegnere di Losanna è stato chiesto se fosse preoccupato dal passo di Verstappen, che in quel momento era quarto ed in forte rimonta, mentre Charles Leclerc non era ancora riuscito a passare George Russell.

Binotto, con l’ormai consueta saccenza che lo contraddistingue, ha risposto: “No, non mi preoccupa, ha un passo che è buono quanto il nostro, dobbiamo solo gestire il tutto“. Detto fatto, dieci giri dopo l’olandese era già in testa alla gara. Il peggio, però, dove ancora venire, visto che il team principal della Ferrari ha dichiarato, nel corso delle interviste, che la macchina non era competitiva e che non era colpa delle strategie. Ormai il buon Mattia è una contraddizione vivente e non c’è nulla che lo possa far scendere dal piedistallo.

F1, Horner disintegra la Ferrari sulla strategie

Hanno fatto il giro del mondo, dopo la gara, le immagini di Max Verstappen, Lewis Hamilton e George Russell che ridacchiavano della strategia della Ferrari nel retropodio. Errori così imbarazzanti nella gloriosa storia della Scuderia modenese in F1 non si erano mai visti, eppure alla dirigenza sembra andar bene così.

Ad umiliare ancor di più Mattia Binotto ed Inaki Rueda ci ha pensato Christian Horner, brillante team principal della Red Bull, che al termine del Gran Premio di Ungheria ha incontrato la stampa, non risparmiandosi una frecciatina contro la tattica di gara del Cavallino.

A seguito di quello che era successo nelle qualifiche del sabato, le nostre analisi pre-gara indicavano che, se tutto fosse andato bene, sarebbe stato fattibile chiudere in quinta e sesta posizione. Quelli erano risultati che potevamo raggiungere. Dunque, riuscire a vincere partendo dal decimo posto in griglia va oltre ogni cosa che potevi immaginare“.

Se a tutto ciò andiamo a sommare quell guasto alla frizione avuto all’inizio della gara sulla vettura di Max, il quale è stato bravo a gestirlo perché le temperature stavano andando fuori controllo, credo si possa trattare di un’impresa. Per la squadra è stata una sensazione davvero fantastica, siamo tutti al settimo cielo“.

Anche per quel problema abbiamo preferito far restare Max dietro a Sainz per qualche giro. Soprattutto dopo il primo cambio gomme, ma anche in seguito, una volta che abbiamo risolto il problema, abbiamo deciso di farlo spingere liberamente. Aveva un passo molto forte. Poi, dal punto di vista strategico, abbiamo fatto delle chiamate perfette“.

Horner è uno dei manager più competenti di tutta la F1, e non ha ovviamente esitato a sottolineare le nefandezze tattiche della Ferrari: “Quando ho visto che la Ferrari ha montato le gomme Dure a Leclerc mi sono subito detto: “Va bene, abbiamo delle possibilità di vincere questa corsa oggi”. Abbiamo giocato di squadra con Perez, abbiamo fatto passare Max per portarlo alle spalle di Leclerc e poi ha fatto il sorpasso in poche curve. A quel punto, si è trattato solo di portare le gomme fino alla fine. Una prestazione eccezionale da parte sua e della squadra“.

Il meteo è stato un fattore chiave anche nelle strategie. Montando le Soft nel primo stint abbiamo potuto sfruttare un extra grip nei confronti dei nostri avversari nelle prime fasi. Ci siamo fatti largo rapidamente e non è passato tanto tempo prima che potessimo vedere Ferrari e Mercedes. Onestamente non mi aspettavo che la Ferrari coprisse Max con Leclerc, perché mi sembrava che avessero una strategia molto diversa dalla nostra in quella fase di gara“.

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Com’è ovvio che sia, con quella mossa hanno cercato di tenersi la posizione in pista. Ma non appena hanno fatto rientrare Charles hanno montato un set di gomme Dure ed a quel punto era ovvio per noi che avremmo potuto avere l’opportunità di vincere. Ora ci concentreremo su noi stessi. La Ferrari ha una macchina molto forte, due piloti veloci e ci aspettavamo fossero forti in Ungheria. Credo che il clima ed il freddo abbiano condizionato le loro scelte. Loro però hanno sbagliato, aprendoci le porte in modo clamoroso“.