Luca Marini, che guaio: sentite che problema ha avuto in gara

Luca Marini racconta la sua esperienza vissuta nel GP di Assen, dove ha corso dall’inizo alla fine senza un’ala aerodinamica.

Il contatto con Joan Mir alla partenza del GP di Olanda ha rovinato la gara di Luca Marini, scattato dalla P13 dopo aver mancato l’ingresso nel Q2 per un soffio. Dall’altro lato del box il suo compagno Marco Bezzecchi conquista il suo primo podio in classe regina, obiettivo che ora proverà a centrare anche il fratello di Valentino Rossi nella seconda parte del Mondiale.

Luca Marini (ANSA)
Luca Marini (ANSA)

Intanto Luca Marini ha fatto un riassunto di quanto avvenuto ad Assen, dovendo correre l’intera distanza di gara senza un’ala aerodinamica. Un’esperienza unica e rara che il pilota del team Mooney VR46 spera di non ripetere mai più: “È incredibile come ciò influisca sulla guida, davvero incredibile”, ha detto il 24enne pilota che guida una Ducati Desmosedici GP22. “Assen è forse anche uno dei peggiori tracciati dove avere un problema simile, in quanto guidi ad altissima velocità per tutto il giro”.

Un’ala spezzata per la Ducati di Luca Marini

Cosa si prova a guidare con una sola ala a bordo di un prototipo MotoGP? Luca Marini adesso lo sa molto bene. “Semplicemente la moto non fa quello che tu vuoi. Vorresti frenare al meglio la moto, ma è impossibile fermarla in frenata. La moto diventa molto instabile nelle curve veloci, quindi ho dovuto ridurre notevolmente la velocità. Purtroppo era semplicemente impraticabile”.

Il danno è avvenuto alla partenza del GP di Assen, quando Joan Mir lo ha colpito con la sua Suzuki tagliando la sua traiettoria. “Forse non era intenzionale, ma dovuto a un’impennata. È stato un momento davvero pericoloso. Se fossi caduto in quel momento, con così tanti piloti dietro di me, sarebbe potuto essere pericoloso per me. Un episodio del genere è solo sfortuna”, ha spiegato Luca Marini al termine della gara. Che all’inizio non ha capito cosa fosse accaduto alla sua GP22.

Dieci giri dopo il via ha compreso che ci fosse un problema tecnico che gli stava rendendo tutto difficile. “Poi ho guardato e ho visto che mancava un’aletta. Davvero incredibile come influisca sulla guida”, ha proseguito il giovane pilota di Tavullia. “Senza ala, ho perso circa 20 km/h nelle curve 6, 7 e soprattutto 12 a metà curva. Impossibile fare più velocità. Perché la moto non voleva entrare in curva e nelle curve veloci era difficile rimanere in pista, soprattutto alla 12 che è una curva velocissima. Mi sembrava di non poter mettere peso sull’anteriore”.