Quartararo, brutti ricordi in Argentina: il campione vuole la riscossa

Fabio Quartararo non ha mai spiccato in Argentina, ma è ottimista per la crescita vista in Indonesia della Yamaha. Ecco le sue parole.

La stagione di MotoGP targata 2022 è iniziata in maniera complicata per Fabio Quartararo, che a causa della mancanza di potenza della sua Yamaha ha sofferto in Qatar. Il francese ha lottato con la sua M1 per tutto il fine settimana, non riuscendo ad andare oltre un mesto nono posto, dopo essere stato beffato dalla Ducati Pramac di Johann Zarco sulla linea del traguardo.

Quartararo (ANSA)
Quartararo (ANSA)

Come era pronosticabile, le cose sono decisamente andate meglio a Mandalika, pista dove, già nei test, la casa di Iwata si era dimostrata competitiva. Il campione del mondo ha fatto segnare una perentoria pole position, ed anche in chiave passo gara era risultato il più performante nelle libere.

Tuttavia, a scombinare i piani di Quartararo ci ha pensato la pioggia, che lo ha fatto piombare a metà classifica nel corso di pochi giri. Con la pista che andava asciugandosi ed un feeling non così negativo come in passato sull’umido, “El Diablo” ha avviato una furiosa rimonta, scavalcando anche Jack Miller e Zarco nel finale, chiudendo secondo dietro alla KTM del dominante Miguel Oliveira.

Quartararo, c’è voglia di fare bene in Argentina

Fabio Quartararo vuole continuare la propria crescita a Termas de Rio Hondo, pista che non ama particolarmente e dove la Yamaha si è imposta in due occasioni. La prima, nel 2015, quando Valentino Rossi ebbe ragione della Honda di Marc Marquez dopo un duello a dir poco spettacolare. La seconda ed ultima vittoria è datata 2017, quando in sella alla M1 andò a trionfare Maverick Vinales.

Quartararo ora è terzo in classifica mondiale con 27 punti, alle spalle dei 28 di Brad Binder e dei 30 del nostro Enea Bastianini. Nel consueto comunicato stampa diffuso dalle squadre prima dei week-end di gara, il rider transalpino ha raccontato le proprie sensazioni, sperando in un buon livello di competitività.

Sono contento ed è bello tornare sul tracciato di Termas de Rio Hondo. Nessuno di noi ha corso qui dal 2019 in avanti, per cui tutti ripartiamo dallo stesso punto. Personalmnete, questa non è la mia pista preferita, ma credo che potremo fare un buon lavoro qui. In Indonesia mi sono sentito molto meglio con la mia moto, abbiamo provato qualcosa di nuovo ed ha funzionato“.

L’iridato è comunque ottimista e si augura di continuare a fare progressi: “Sono molto curioso di capire se anche qui avverrà lo stesso“. Su un tracciato come quello argentino ci si attende molto dalla Honda, ma anche la KTM non è da sottovalutare dopo il secondo posto di Binder in Qatar e la vittoria di Miguel Oliveira a Mandalika. La sfida è aperta.