MotoGP, Marquez tornerà quello di prima? Pernat ha una convinzione

Reduce da alcune stagioni sfortunate dal punto di vista fisico Marquez sta cercando di ripartire. Ecco cosa succederà secondo Pernat.

Tra il braccio martoriato e la diplopia Marc Marquez arriva da un periodo piuttosto complicato sotto il profilo sanitario. Tutti intoppi che per un mattatore come lui, sempre pronto a dominare e a buttare il cuore oltre l’ostacolo con manovre al limite hanno un peso doppio. Ma forte di un età ancora dalla sua non si sta perdendo d’animo e in questi giorni si è rimesso in sella per prepararsi alla campagna 2022 di MotoGP. Prima su una RC213V-S sul circuito di Portimao, quindi ad Aragon su una CBR600. Il tutto in attesa di provare la nuova RC213V che Honda avrebbe reso meno estrema e più facile da domare rispetto alle recenti versioni.

Marc Marquez (Getty Images)
Marc Marquez (Getty Images)

Mentre ancora si fa il toto nomi di potrebbe essere il suo prossimo vicino di box, Carlo Pernat, uno dei principali manager del motomondiale gli rende merito.

E’ stato molto sfortunato negli ultimi anni, ma resta il più forte“, ha affermato a Mowmag. “Bisognerà solo capire cosa gli è costato in termini di prestazione tutto quello che ha passato. Senza contare che potrebbe aver taciuto qualcosa“.

Ancora in forse per i test di Sepang di inizio febbraio, il #93 potrebbe presentarsi al via del campionato il 6 marzo in Qatar fuori dalla forma ottimale. “Potrebbe essere che per vederlo al top occorrerà attendere la primavera. Ma non appena tornerà ad esserlo e se avrà una moto competitiva, sono certo che lotterà per la vittoria ogni domenica“, ha quindi analizzato il 73enne.

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Chi sarà il futuro compagno di squadra di Marquez

Le chiacchiere del paddock danno in arrivo Pol Espargaro, connazionale dell’otto volte iridato, ma per il procuratore delle due ruote, il candidato più papabile è Joan Mir.

“In passato è andato molto vicino alla firma e credo che sia giunto il momento perché la situazione in Suzuki non è particolarmente chiara”, ha argomentato evidenziando come rispetto ad Honda o Yamaha, la Casa di Hamamatsu investa di meno nello sviluppo. “Dopo l’addio del responsabile Brivio tutto è in mano al capo tecnico Shinichi Sahara. Si sta parlando di un sostituto dell’italiano, ma per ora è tutto aleatorio“, ha chiosato preannunciando una stagione a tinte fosche per il team sorpresa del 2020 a causa proprio di una direzione nebulosa e di un eccessivo peso sulle spalle dell’ingegnere asiatico.