Ferrari, il (poco) bello e il (molto) brutto sul circuito del Red Bull Ring

In Ferrari si guarda all’occasione mancata, ma in realtà, seppur segni positivi si siano visti, c’è poco da stare allegri. Ecco cosa ha detto il GP di Stiria

Charles Leclerc durante il GP di Stiria (Photo by Bryn Lennon/Getty Images)

Chiuso un weekend austriaco, se ne apre un altro in Stiria. Il nuovo GP tra le montagne è atteso da tanti protagonisti del mondiale. A partire da Lewis Hamilton, che proverà a rispondere al colpo infertogli da Max Verstappen. Ma anche la Ferrari aspetta con ansia la sua “seconda occasione”. E guarda a quanto accaduto pochi giorni fa con positività.

Ferrari sì doppiate ma competitive

La Ferrari nel GP di Stiria si è difesa ma alla fine è riuscita a rosicchiare qualche punticino alla McLaren, recuperando una situazione che dopo le qualifiche, soprattutto dopo il via, sembrava compromessa.

Finora proprio la qualifica era sembrato il punto forte della Rossa, ma il trend si è invertito proprio in Stiria. E c’è un motivo alla base: prevenire il consumo delle gomme. Al box, dopo la disfatta al Paul Ricard, che ha fatto rivivere gli incubi del 2020, si è voluto subito correre ai ripari. E se il problema è di difficile risoluzione mettendo mano alle parti meccaniche, ecco che una mano la possono dare gli assetti.

Si è preferito infatti sacrificare un po’ di velocità aumentando il carico aerodinamico, in modo da far lavorare meglio gli pneumatici. Insomma la scelta è stata chiara: meglio un ritmo gara all’altezza che una qualifica top. E in parte ha funzionato. Sin dal venerdì si è visto che la scelta in Ferrari era quella di puntare di più alla performance della domenica. E infatti stavolta la cosa ha funzionato.

I long run visti due giorni prima hanno funzionato la domenica, cosa che raramente abbiamo visto in questa stagione. Certo è che la conformazione del tracciato, in particolare la sua lunghezza, non hanno favorito la Rossa, che si è trovata a dover partire, almeno con Sainz, troppo indietro. L’incidente di Leclerc poi al via ha rovinato anche in questo caso in piano gara che poteva portare facilmente quantomeno al quinto posto. Ma entrambe le vetture, in tutte le condizioni, si sono dimostrate molto competitive, con ritmi vicini addirittura a Bottas e Perez, se non superiori in alcuni frangenti.

I tanti dubbi della Rossa per il futuro

Deve far riflettere però il gap che c’è ancora con piloti top come Hamilton e Verstappen, che hanno doppiato le SF21. Le attenuanti, come detto, ci sono, così come i punti positivi. Ma sono pochi. Infatti non ci si deve esaltare per un sesto o settimo posto. Non può farlo una scuderia come la Ferrari. E deve far riflettere perché questo avvenga invece.

Il Cavallino ha come obiettivo massimo il terzo posto costruttori, ma deve sudare le cosiddette sette camicie per ottenerlo. Quello che preoccupa è che anche per quest’anno la Ferrari non è affatto una squadra capace di giocarsi il podio e lottare con i migliori, ma deve esultare se riesce a superare la McLaren la domenica. I tifosi si interrogano sul futuro della Rossa, a partire da quel 2022 che, a detta di tutti, team compreso, deve essere quello della riscossa.

Ma sarà così? Come può un gruppo che rimarrà pressoché lo stesso anche il prossimo anno preparare una vettura tale da colmare il gap con Mercedes e Red Bull? Insomma in Austria tra pochi giorni ci si aspetta qualcosa di diverso dalla Rossa. Che non deve esaltarsi per un piazzamento ma mettere le basi per un futuro più roseo. E lo si fa con risultati importanti, non accontentandosi delle briciole.

Carlos Sainz e Charles Leclerc in pista nel Gran Premio di Francia di F1 2021 al Paul Ricard
Carlos Sainz e Charles Leclerc in pista nel Gran Premio di Francia di F1 2021 al Paul Ricard (Foto Ferrari)

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