Fabio Quartararo racconta il Covid: “La settimana più dura della mia vita”

Fabio Quartararo racconta la settimana in cui ha dovuto lottare contro il Covid-19, da cui è stato colpito “molto duramente”

Fabio Quartararo
Fabio Quartararo (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)

A quasi due mesi di distanza, Fabio Quartararo ha reso pubblica su Twitter la notizia di aver contratto il Covid-19 lo scorso dicembre, e aver trascorso da ammalato “la settimana più difficile della mia vita”. Il 21enne francese, per non contagiare la sua famiglia, affittò nell’occasione un appartamento, dove si ritrovò a passare in totale isolamento i giorni della malattia.

“Persino cucinare per me stesso mi stancava, non avevo le forze”, ha raccontato ai microfoni dell’agenzia di stampa transalpina Afp. “È stato incredibile scoprire la potenza di questo virus. Dovevo restare per la maggior parte del tempo a letto o sul divano, persino per mangiare”.

Quartararo, dal coronavirus alla ripresa degli allenamenti

Il Diablo si è contagiato proprio nel momento in cui si è rotta la bolla in cui aveva vissuto, rispettando scrupolosamente i protocolli, da luglio fino all’ultimo Gran Premio della scorsa stagione, a novembre. “Non vedevo quasi nessuno, restavo chiuso in casa per paura di prendere il Covid nel bel mezzo del campionato”, ha spiegato. “Dopo la gara conclusiva di Portimao mi sono rilassato un po’ e lì mi sono contagiato”.

Ora il neo pilota ufficiale della Yamaha è tornato nella sua casa di Andorra per riprendere le preparazioni in vista della nuova annata, lavorando sulla ripresa della forma fisica ideale grazie agli allenamenti con la corsa, il bodybuilding e il motocross. “La parte più difficile è stata ritrovare la mia condizione fisica”, ammette. “Mi ci è voluto parecchio tempo, poco più di un mese, anche perché, quando ho ripreso a fare sport, ero un po’ spaventato. Ma ora sono molto contento di essere di nuovo al 100% e di potermi presentare al via della stagione in gran forma”.

Insomma, quando si tratta di coronavirus, il fatto di essere un atleta professionista non garantisce alcuna immunità: “Conosco molti atleti, in Formula 1 o in altri sport, che l’hanno avuto”, conclude Quartararo. “Alcuni lo hanno preso in forma asintomatica, ma altri, come me, sono stati colpiti molto, molto duramente”.

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Fabio Quartararo (Foto Getty Images)