Miguel Oliveira: “KTM ha tutto per puntare al Mondiale”

Reduce dalle due vittorie del 2020 Miguel Oliveira punta a migliorarsi. Con il passaggio al team KTM factory il sogno iridato può diventare realtà.

Miguel Oliveira

Miguel Oliveira passerà nel team KTM factory dopo le due vittorie del 2020. Il portoghese è andato in vacanza dopo la vittoria nell’ultima gara dell’anno scorso, sul circuito di casa a Portimao. Sarà il terzo anno in classe regina e i tempi potrebbero essere già maturi per tentare il colpaccio iridato.

Nel 2020 Oliveira è entrato nella top 6 in otto delle quattordici gare, ha concluso il mondiale con 125 punti e al nono posto, a soli 14 punti di distanza dal terzo classificato Alex Rins. Inevitabile che ci sia una certa pressione su di lui: “Anche se ho concluso l’ultima gara sul podio, non sento alcuna pressione aggiuntiva per finire dove voglio comunque andare. Devo conoscere le persone della squadra e dobbiamo stare bene insieme. Quindi si tratta di capire come funziona e migliorare i risultati. Vedo le stesse opportunità per me di iniziare da dove avevo lasciato nel 2020”.

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Il passaggio al team factory

L’alfiere portoghese ha trovato un’ottima intesa nel team francese nel biennio 2019-2020 e conta di ritrovare la medesima atmosfera anche nel team factory. In più potrà contare su un maggior supporto tecnico dentro e fuori dai box. “Ho la sensazione di poter mettere a punto più dettagli nel team di lavoro e almeno essere più coerente. Questi saranno gli strumenti che il team ufficiale mi metterà in mano. La mia responsabilità aumenta perché testiamo più parti diverse e, insieme al team di test, siamo all’avanguardia nello sviluppo della moto”.

Dopo la partenza di Pol Espargarò, sarà Miguel Oliveira a vantare la maggiore esperienza in sella alla RC16. Brad Binder e Iker Lecuona sono arrivati lo scorso anno, Danilo Petrucci esordirà quest’anno. La versione 2020 è sicuramente un decisivo e ulteriore step rispetto al passo. Ma in quale caso il pilota portoghese potrà ritenersi soddisfatto? “Avere successo significherebbe per noi diventare campioni del mondo. Lo vedo come se fosse reale. Certo, è molto ambizioso perché molto cose devono incastrarsi. Ma abbiamo gli strumenti e le persone giuste e la determinazione per raggiungere questi risultati. Dipenderà da come andrà la stagione e da cosa succederà. In questo processo, a volte il quarto posto sarà un ottimo risultato e altre volte il secondo posto non soddisferà le aspettative. Devi lavorare a modo tuo. All’inizio di questo processo è difficile definire ciò che possiamo chiamare successo. Fare meglio del 2020 sarebbe un ottimo inizio”.

 

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