Qual è la pista di Formula 1 più difficile? Ecco i suoi segreti

La Formula 1 ha un calendario ricco di piste difficili ed insidiose, ma ce ne sono forse un paio che spiccano sulle altre. Ecco quali sono.

Il calendario della Formula 1 prevederà ben 24 gare nel 2024, e sarà il più lungo di sempre. Purtroppo, Liberty Media sta puntando sempre più su tracciati cittadini e moderni, che non hanno niente a che vedere con la storia di questo sport. Al Circus mancano terribilmente piste come il Nurburgring, Magny-Cours e tanti altri, ed al momento non ci sono speranze che tanti tracciati storici tornino a far parte di questo sport, con molti altri europei che sono a forte rischio di cancellazione.

Formula 1 piste pericolose
Formula 1 Spa-Francorchamps (ANSA) – Tuttomotoriweb.it

Stefano Domenicali, CEO di Liberty Media, ha detto che anche Monza ed Imola sono a rischio in chiave futura, e che presto dovranno adeguarsi ai nuovi standard. A Monza i lavori sono iniziati ora, e la speranza è che ciò sia sufficiente. Nel frattempo, oggi vi parleremo delle piste più difficili che ci sono attualmente in Formula 1, ed abbiamo scelto due impianti storici che non possono essere eliminati visto ciò che rappresentano per il nostro sport preferito. Ecco quali sono.

Formula 1, ecco quali sono le piste più difficili

Stabilire quale sia la pista di Formula 1 più difficile non è di certo facile, ma dal nostro punto di vista, quelle che spiccano su tutte sono Spa-Francorchamps e Suzuka, dove emerge la stoffa del vero campione, che può ancora fare una lieve differenza rispetto alla macchina. Tra quelli più complessi inseriamo anche il terribile cittadino di Singapore, ma in quel caso, non è tanto la pista a far paura, quanto le condizioni climatiche estreme nelle quali si gareggia, dove dominano il caldo e l’umidità.

Suzuka pista folle
Suzuka con Max Verstappen in azione (ANSA) – Tuttomotoriweb.it

Se vogliamo restare strettamente legati alla pista, invece, dobbiamo proprio far riferimento a quelli che sono gli impianti che ospitano i Gran Premi del Belgio e del Giappone, ormai presenze fisse del calendario. Quello belga è il tracciato più lungo in calendario, che misura 7.004 metri, da vivere tutti d’un fiato sui saliscendi delle Ardenne. La spettacolarità di questa pista, oltre che dai suoi curvoni, è garantita anche dal mitico scenario naturale in cui si snoda.

La curva più famosa è senza dubbi l’Eau-Rouge, dove i piloti di Formula 1 transitano a 300 km/h affrontandolo in pieno in qualifica, senza mai mollare il pedale dell’acceleratore. Pouhon è un’altra delle curve più intriganti, con Lewis Hamilton che la affrontò per la prima volta a tavoletta nel 2020, durante il giro che gli valse la pole position. Viste le poche vie di fuga che ci sono, che la rendono anche pericolosa, è sicuramente la pista più complessa in calendario.

Assieme a lei mettiamo in cima anche Suzuka, tracciato lungo 5.807 km e che è probabilmente il più tecnico del mondiale. Si affronta con ali da medio carico aerodinamico, con la parte più difficile che è quella del primo settore, dove c’è la zona dello Snake, quella composta dalla successione di S in salita che esaltano le qualità aerodinamiche delle monoposto, ma anche quelle dei piloti. Spettacolare anche la 130R, la curva che si fa in pieno ad inizio ultimo settore, dove Fernando Alonso, nel 2005, ci regalò uno strepitoso sorpasso all’esterno su Michael Schumacher.

Suzuka ha ospitato alcune battaglie storiche per le assegnazioni di titoli mondiali, come quelle tra Ayrton Senna ed Alain Prost del triennio 1988-1990, ma anche quella tra Schumacher e Kimi Raikkonen del 2003, o le sfide tra la Ferrari e Mika Hakkinen a cavallo tra anni Novanta e Duemila. La speranza è che Spa-Francorchamps e Suzuka vedano confermata per sempre la loro presenza in calendario, ma ciò non è scontato.

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