Ferrari orfana del Cavallino Rampante: l’auto senza lo storico logo

Non tutte le auto prodotte da Enzo Ferrari a Modena presentavano il logo del Cavallino Rampante. Alcuni modelli hanno fatto la storia con uno stemma diverso.

La scomparsa del primogenito del Drake diede vita ad una vera e propria rivoluzione. Al figlio, prematuramente scomparsa a 24 anni, fu attribuita la paternità del motore V6 di 1.986 cc. Per l’epoca era una rivoluzione epocale, nata a causa del nuovo regolamento della Formula 2 che prevedeva l’utilizzo di un motore 1.600 cm³ che doveva provenire da un’auto in cui fossero state costruite, nel 1966, almeno 500 unità.

Ferrari Dino
Logo Ferrari Dino (AdobeStock) – Tuttomotoriweb.it

Una Ferrari con un V6? Sarebbe stato oltraggioso per l’epoca. I tempi sono molto cambiati, considerato il listino e anche l’adozione delle PU ibride in F1, proprio con un motore termico V6. Dall’esperienza nelle corse dell’epoca nacque così la Ferrari Dino 246, in omaggio al ragazzo deceduto per distrofia di Duchenne. Il V6 possedeva l’angolo tra le due bancate di 65°. Fu progettato e realizzato in questa maniera per limitare gli ingombri.

Il motore non solo equipaggiò la Dino, ma anche Lancia Stratos e la Fiat Dino Coupé di Bertone e la Fiat Dino Spider di Pininfarina. Enzo Ferrari fece un accordo con Gianni Agnelli e la FIAT. Furono partorite così le Fiat Dino coupé di Bertone le e spider di Pininfarina. Nel momento del massimo dolore, il Drake ebbe le lungimiranza di pensare ad un nuovo marchio dedicato al figlio. Ecco perché sono stati realizzati molti modelli senza il classico stemma del Cavallino Rampante.

Ferrari, il marchio Dino

Nato nel 1965, da un accordo tra Ferrari e FIAT, il marchio Dino divenne sinonimo di sportività, dando anche un senso alla prosecuzione dinastica dell’azienda sotto una nuova veste. L’impero Ferrari sarebbe finito nelle mani del secondo figlio Piero, nato da una relazione extraconiugale, tuttavia grazie all’intervento di Gianni Agnelli, in un momento di grandi difficoltà sul piano economico, la casa modenese trovò nuovi orizzonti.

Ferrari e il marchio Dino
Ferrari Dino 246 (Adobe) tuttomotoriweb.it

L’intesa tra Ferrari e gli Agnelli aprì scenari imprevisti. Con la possibilità di creare nuovi prototipi per le gare nel Motorsport, dopo la 156 F2, la 246S e la 196 S che portavano la denominazione Dino, nacque la prima vettura direttamente correlata all’accordo Ferrari-FIAT, chiamata Dino 166 P. Questo prototipo fu provato, sul tracciato di Monza, il 25 aprile 1965.

Dopo due evoluzioni, Enzo comprese il potenziale di alcuni modelli stradali a marchio Dino. Al salone dell’automobile di Parigi fu svelata la Dino Berlinetta Speciale il 7 ottobre 1965. L’anno successivo fu presentata la versione coupé. La FIAT, colze l’occasione, per produrre una spider commissionata alla Pininfarina e una coupé affidata alla Bertone.

La Ferrari produsse i seguenti modelli: Dino 206 GT, Dino 246 GT, Dino 246 GTS, Dino 308 GT4 e Dino 208 GT4. La famiglia Dino entrò a far parte della gamma ufficiale della FIAT nel 1966. I primi modelli prodotti in serie, sia dalla FIAT sia dalla Ferrari, furono immessi sul mercato senza gli stemmi delle due brand.

La casa torinese produsse la Dino 2000 Spider, la Dino 2000 Coupé, la Dino 2400 Spider e la Dino 2400 Coupé. La Ferrari, invece, elaborò il listino a parte, aggiungendo solo sulle fiancate uno scudo adesivo con il Cavallino rampante. L’accordo tra Ferrari e FIAT durò sino al 1980.