Vettel e il racconto assurdo del padre: il gesto incredibile per l’esordio in F1

Spalla discreta, ma molto presente, il padre di Vettel dipinge un emozionante ritratto del figlio che quest’anno ha deciso di ritirarsi.

A differenza dei più politici e protagonisti Anthony Hamilton, Carlos Sainz, Jos Verstappen, o ancora prima John Button, Norbert Vettel è stato una presenza nel box del figlio Sebastian mite, tenera ed affettuosa. Una figura tanto riservata da non poter non suscitare simpatia e apprezzamento. Lo abbiamo visto mescolarsi tra il pubblico sugli spalti, abbracciare commosso il suo ragazzo nel primo successo sotto la pioggia di Monza nel 2008 con la piccola Toro Rosso, celebrare i quattro titoli iridati vinti in epoca Red Bull dal 2010 al 2013, incoraggiarlo nei momenti bui, portagli una tutina di quando muoveva i primi passi nel motorsport in occasione dell’ultima apparizione ad Abu Dhabi lo scorso 20 novembre.

L'ex pilota di F1 Sebastian Vettel (LaPresse Foto)
L’ex pilota di F1 Sebastian Vettel (LaPresse Foto)

Insomma, c’è sempre stato senza voler indirizzare su di sé i riflettori. Ma com’è nato l’amore per i motori del tedesco? A far scattare la scintilla è stato un regalo di Natale. Un camioncino elettrico che lo ha affascinato per due elementi: la meccanica e la velocità.

Ma siccome buon sangue non mente, ad instillare definitivamente il desiderio di gareggiare nella mente del piccolo Seb saranno le corse in salita a cui partecipava il padre.

L’avvio del lungo percorso verso la F1 non tarderà molto ad arrivare. Acquistato un kart di seconda mano il ragazzino comincerà a prendere le misure con la competizione. Unico problema è che era talmente piccolo di statura che non riusciva a raggiungere i pedali di freno e acceleratore. Motivo per cui, ancora una volta, dovrà intervenire il genitore per adattarlo. “Dovetti rimuovere anche il sedile perché era troppo grande“, il racconto al sito ufficiale del Circus. “Trovammo un tracciato con un tornantino in una zona vicina a dove lavoravo. Io stavo a bordo pista, per segnare dove era necessario rallentare. I punti di frenata sono stati la prima cosa che ha imparato“, ha svelato.

Com’è nato il fenomeno Vettel

La prima vera esperienza su quel tracciato, fu subito probante, essendo pieno di pozze d’acqua. Ma il futuro campione dimostrò di non aver alcun timore e di sapercela fare in condizioni di scarsa aderenza. “Amava guidare sul bagnato“, ricorda Vettel Sr. 

Quel giorno lo chiamai per pranzo, gli dissi di venire e di lasciare il kart alla sorella nel frattempo. Ma lui si rifiutò. Voleva rimanere su, continuare a girare e a imparare. Era ammaliato”, ha proseguito nella condivisione degli inizi del #5.

All’età di 8 anni arrivò il primo step importante. Si trovava a Kerpen, nel kartodromo di proprietà della famiglia Schumacher. E terminò l’evento sul podio. All’epoca Michael era una grande star dell’automobilismo. L’incontro con il Kaiser fu un colpo di fulmine reciproco, tanto che il sette volte iridato volle diventare il suo mentore.

Andando avanti al 2007, sono le 22:30 quando a casa di Norbert suona il telefono. E’ Sebastian che da Indianapolis lo avvisa che la BMW di cui è collaudatore nel Circus, gli ha domandato di sostituire l’infortunato Robert Kubica.

Mi misi immediatamente alla ricerca di un volo. Partì alle 6 del mattino del giorno seguente, facendo scalo ad Amsterdam e poi a Detroit. Arrivai alla sera tardi, ma ci riuscì. Vedere mio figlio infilarsi la tuta e calarsi nell’abitacolo per la prima volta mi rese molto nervoso. Anche se in realtà lo sono sempre, che sia un test, prove libere, qualifiche o un gran premio“,  ha ammesso l’uomo, svelando poi di essere un vero seguace del suo bimbo. Sempre pronto a seguirlo via tv, radio, internet o live timing.

Andando avanti nella cronologia della carriera del 35enne, arriviamo al primo successo, nel Tempio della Velocità dopo aver già stupito per consistenza nonostante la scarsa esperienza. Come detto in quella giornata diluviava e malgrado fosse un novellino della massina serie, se la cavò alla grande. “E’ sempre stato ottimo con la pioggia. Nonché capace di tirare fuori il massimo della macchina e dalle gomme in quel frangente“, ha tenuto a evidenziare.

Dal trionfo mondiale al ritiro

Nel 2010, come detto, arriverà la prima insperata corona, dopo aver battuto il compagno di Red Bull Mark Webber e l’allora portacolori della Ferrari Fernando Alonso. “Fu molto bello. E mi sentivo molto orgoglioso di lui. Questo vale per ogni padre e ogni madre. Si fa tutto per il proprio figlio. Vederlo passare dai kart a diventare campione nella massima serie, è stato incredibile“, ha gongolato.

Con 53 vittorie di gara alle spalle, l’asso di Heppenheim è al terzo posto dei più vincenti di sempre. Solamente Lewis Hamilton e Schumi hanno fatto meglio. Sul fronte allori, ne ha ottenuti più di mostri sacri come Senna e Lauda. E’ alla pari con Prost. Ed è invece solo un gradino sotto Fangio. Ham e Michael, invece, viaggiano solitari e imprendibili.

Dopo aver trascorso tanti anni nel paddock, Seb ha capito di dover dire basta. Alcuni addetti ai lavori sostengono che la paternità lo abbia cambiato molto. Che abbia alterato l’ordine delle sue priorità. E non è un caso che nel lungo videomessaggio in cui ha spiegato le ragioni del suo addio, abbia citato per prima cosa l’esigenza di trascorrere più tempo con la famiglia.

Da non trascurare neppure le tante passioni che lo stanno coinvolgendo, dall’ambientalismo, alla salvaguardia delle api, per finire alla lotta in difesa delle minoranze. Così come la mancanza di competitività della Aston Martin. Causa sposata credendo di poter proseguire nella battaglia per le prime posizioni ed invece rivelatasi fallimentare. Un regresso rispetto a ciò a cui era abituato, che pian piano ne ha minato le motiviazioni.

Ma il driver dell’Assia sentirà un po’ di nostalgia di quella che è stata la sua casa finora, oppure la dimenticherà in fretta? Per il padre la mancanza si farà sentire eccome.

Così almeno penso io. Lui non ne ho idea. Essendo coinvolto in uno sport tanto impegnativo da quando aveva 8 anni, non farne più parte sarà dura“, ha considerato lasciando aperte le porte per il futuro. “Non so cosa vorrà fare nel 2023. E neppure io so cosa farò. Per adesso lo ringrazio per ciò che ha fatto e gli auguro di divertirsi“, l’auspicio conclusivo