Lutto nel motorsport: tragedia terribile che porta alla mente Schumacher

Grave lutto nel motorsport. Addio ad un personaggio istrionico e carismatico che ha caratterizzato le corse americane e internazionali.

E’ arrivata come un fulmine a ciel sereno la notizia della morte di Ken Block. Per l’America era ancora il 2 gennaio, per il Vecchio Continente già il 3. Veramente un brutto risveglio per gli amanti degli sport delle due e le quattro ruote. Perché sì, stiamo parlando di un personaggio che per il carattere eclettico, aveva saputo conquistare anche l’esigente cuore dei centauri. La ragione è racchiusa un percorso di vita e di professione diventati emblematici. Dotato di un talento naturale per quanto riguarda la capacità di fare spettacolo al volante, quando veniva invitato ad una manifestazione il successo e il divertimento erano assicurati.

Motorsport (AdobeStock)
Motorsport (AdobeStock)

A diffondere l’annuncio della scomparsa è stata la “famiglia” automobilistica, ovvero la Hoonigan Racing Division, da lui fondata nel 2010 come Monster World Rally Team.

Le cause del decesso sono da ritrovarsi in un incidente domestico, se così lo si può definire. In un innevato ranch personale nello Utah, il pilota di Long Beach stava affrontando un tratto in forte discesa a bordo di una motoslitta, quando questa, proprio per la grande pendenza, si è ribaltata schiacciandolo.

Via sito ufficiale e piattaforme sociali, la sua scuderia lo ricorda come un padre e un marito, ma altresì come “un visionario, un pioniere e un’icona“. E come dare torto a questa affermazione. Anche per i più scettici nei confronti delle “americanate”, pronunciare le parole drifting e gymkhana, equivaleva a dire Ken Block. Lui stesso era diventato letteralmente un marchio di fabbrica.

Ed infatti immediato è stato il cordoglio da parte di tutta la comunità del WRC, che dagli Stati Uniti lo aveva proiettato in una dimensione globale.

Sentito il messaggio dell’otto volte iridato Sébastien Ogier che lo dipinge come “un’ispirazione, un appassionato capace di combinare la competizione allo show. Un uomo che amava vivere la vita a pieno e che non dimenticava mai di sorridere“.

L’istrionico Petter Solberg, campione del mondo nel 2003, piange “l’amico, l’uomo dedito alla famiglia“. Mentre il primo della classifica 2019 Ott Tänak saluta “una vera leggenda”.

Lutto nel motorsport, chi era Ken Block

Pur avendo disputato poche manche del campionato Mondiale, ha dunque saputo farsi voler bene e stimare dagli specialisti. Amante del brivido, la sua carriera comincia nello snowboard, nello skateboard e nel motocross.

Ken Block (ANSA)
Motorsport, Ken Block (ANSA)

Il debutto nel traverso avverrà nel 2005 in ambito locale, disputando alla guida di una Subaru Impreza WRC il Campionato Rally America, chiuso al quarto posto assoluto. Una performance che gli valse il premio di “Debuttante dell’Anno”.

Nel 2007 otterrà la medaglia d’argento agli X Games. Più tardi debutterà nel WRC in occasione del round del Messico sempre su Subaru.

Nel 2008 sarà bronzo negli X Games, mentre l’anno successivo sarà quello della consacrazione, tanto che Codemasters lo vorrà come collaboratore per i suoi videogiochi a tema auto.

Tra il 2010 e il 2014 apparirà a gettone nella massima serie rallistica su Ford Fiesta WRC sempre da privato con la squadra da lui creata, e nell’ultimo caso con M-Sport.

Dal 2015 sarà impegnato nella Global RallyCross Championship. Per quanto riguarda il suo rapporto con l’Italia, sarà al via del Motor Show di Bologna nel 2014 e tra il 2019 e il 2020 figurerà tra i protagonisti del Rally Legend di San Marino, non in gara, ma nella parentesi del Legend Show per scaldare la folla con i suoi mitici donut.

Il 55enne lascia una moglie, Lucy, e tre figlie, tra cui la 16enne Lia, pure lei patita dei bolidi veloci e già sulle orme del padre. Giusto qualche ore prima del tragico crash aveva dedicato proprio a lei un post pubblicato su Twitter.