Stefan Bradl, stoccata alla Honda: riferimento chiaro a Ducati

Stefan Bradl ha espresso una posizione un po’ critica nei confronti della Honda, chiamata a cambiare per tornare al top in MotoGP.

Marc Marquez è stato molto chiaro dopo l’ultimo test MotoGP del 2022. La RC213V provata a Valencia non era abbastanza per pensare di vincere nel 2023. Un messaggio diretto alla Honda, che sta lavorando per accontentarlo.

Stefan Bradl (Ansa Foto)
Stefan Bradl, tester Honda MotoGP (Ansa Foto)
Stefan Bradl, tester Honda MotoGP (Ansa Foto)
Stefan Bradl, tester Honda MotoGP (Ansa Foto)

L’otto volte campione del mondo si è ripreso dai problemi fisici che lo hanno tormentato in questi anni. È pronto per tornare a lottare per podi, vittorie e titoli mondiali. Ovviamente, ha bisogno di una moto che sia vincente e che non lo costringa a fare miracoli per stare davanti.

Il fenomeno di Cervera è stato sempre in grado di estrarre dalla RC213V il massimo potenziale e per farlo ha dovuto anche prendere tanti rischi. A Tokio devono realizzare un prototipo che non lo costringa a rischiare eccessivamente. Nuovi episodi di diplopia sono dietro l’angolo, non si può più permettere tante cadute. ù

MotoGP, Stefan Bradl punge la Honda: Ducati è il modello da imitare

Marquez e colleghi MotoGP torneranno in pista il 10-12 febbraio per il primo test a Sepang, ma dal 5 al 7 in Malesia ci sarà lo shakedown con i collaudatori in azione. Per la Honda sarà presente Stefan Bradl, pronto a provare le novità firmate HRC.

Intervistato da Speedweek, il tedesco ha detto la sua opinione sulla situazione di Marquez alla luce delle sue dichiarazioni dei mesi scorsi: “Marc compirà 30 anni e sa di avere ancora due-tra anni buoni davanti. Vuole una moto vincente. Ha subito quattro operazioni al braccio destro e sa di non poter sfruttare i suoi punti di forza sulla moto attuale. Ci sarebbero troppi rischi e vanno ridotti, affidandosi di più alla moto“.

Bradl ribadisce che la Honda deve mettere a disposizione dei piloti un mezzo che sia più facile da guida e che comporti meno rischi per essere portato al limite. Ammette che tutti i piloti hanno esposto delle critiche durante l’anno, anche perché tutti hanno avuto problemi e sono caduti molte volte. Finire spesso a terra comporta poi una perdita di fiducia, soprattutto se capitano infortuni.

In casa HRC è necessario progredire in tutte le aree e anche osare di più a volte con le soluzioni tecniche. Bradl ne è convinto: “Ducati ha mostrato coraggio, portando continuamente novità all’aerodinamica e ai dispositivi. Yamaha è rimasta un po’ indietro e Honda non è mai stata in prima linea con le sperimentazioni. Noto che alla Honda manca un po’ di coraggio di sperimentare“.

Il tester Honda MotoGP invita la casa di Tokio avere maggiore coraggio, come fa la Ducati. In questi anni a Borgo Panigale sono stati i numeri 1 nelle innovazioni e gli altri team si sono ritrovati a copiare o a prendere spunto in maniera palese.