Vettel designa già il suo erede: c’entra qualcosa la Ferrari

Vettel ora guarda la F1 con gli occhi dell’ex. Il tedesco però sembra aver già trovato in un giovane talento il suo futuro erede.

Nella sua carriera nel Circus cominciata nel 2007 Sebastian Vettel ha avuto l’opportunità di affiancare diversi colleghi. Alcuni buoni mestieranti. Altri ottimi corridori. Solo per citarne alcuni il tedesco ha condiviso il box con Mark Webber, Daniel Ricciardo e Kimi Raikkonen. Ma ce n’è uno in particolare che lo ha colpito nel profondo. Stiamo parlando di Charles Leclerc. Con lui a partire dal 2019 per due stagioni, l’asso di Heppenheim ne è rimasto talmente conquistato, da sostenere addirittura di aver appreso diverse lezioni dal giovane team-mate.

L'ex pilota di F1 Sebastian Vettel (LaPresse Foto)
L’ex pilota di F1 Sebastian Vettel (LaPresse Foto)

L’ho vissuto in un periodo diverso del suo percorso rispetto ad adesso. In ogni caso assieme ci siamo divertiti. E io stesso ho imparato molto“, ha confidato al podcast Beyond The Grid. “Non necessariamente in termini di guida. Osservandolo mi sono reso conto di quanto mi somigliasse. Non è stata una cosa immediata. Ci è voluto un po’, ma poi ho capito che mi rivedevo in lui agli inizi“.

Vettel ricorda la convivenza con Leclerc

In realtà a ben vedere quei due anni sono stati i più complessi della carriera del quattro volte iridato. Ridotto a comparsa e diventato una copia sbiadita di quello di un tempo che ammazzava i campionati, il 35enne si rese protagonista anche di numerosi errori dati dal nervosismo di non essere più il punto focale della squadra.

Non a caso, l’allontanamento a fine 2020 gli verrà comunicato dal boss Mattia Binotto in maniera brutale, a Mondiale neppure partito.

Il mio obiettivo non era vincere le gare, ma la coppa. Questo era sempre stato il mio approccio. Inoltre sognavo di farlo dominando, come in Red Bull. Il pensiero mi ha fatto un po’ perdere. E da lì le mie corse non sono più state eccellenti”, ha provato ad individuare cosa ad un tratto lo ha mandato in tilt.

A distrarlo anche la vita al di fuori della pista, una moglie e tre bambine da far crescere con un padre vicino e non sempre con la valigia in mano.

Facendo un bilancio del suo periodo a Maranello, Seb ha poi espresso un certo rammarico per il biennio 2017 e 2018. Nonostante una buona macchina a disposizione, non è stato possibile per lui raggiungere il target che si era posto, dovendosi accontentare in entrambi i casi della piazza d’onore.

Non siamo stati in grado di mantenere costante il passo in termini di sviluppo dell’auto e alla fine la Mercedes ci ha battuti“, ha affermato, passando poi al 2019. “Quella è stata un’annata strana, in cui da subito mi è parso che non avevamo più quell’inerzia per lottare davanti. Poi ho cominciato a rimuginare su cosa potesse non funzionare e in seguito Iceman è andato via a favore del monegasco“, ha concluso individuando nel cambio di vicino di garage la mazzata letale.

Di recente il #5 ha ammesso di aver sofferto molto per il mancato sigillo con la Ferrari. Dopo il flop di Fernando Alonso, lui avrebbe dovuto essere la risoluzione al problema, ed invece, nuovamente l’equipe italiana ha fallito, di fatto bruciando parzialmente la fama che con facilità  il germanico si era costruito in quel di Milton Keynes tra il 2010 e il 2013.