Ferrari, cosa farà ora John Elkann? Pronta la rivoluzione totale

In casa Ferrari è in atto una rivoluzione epocale. Dietro l’allontanamento di Mattia Binotto, nel ruolo di team principal, si nasconde molto di più.

Fuori un team principal dentro un altro? Non proprio. La Ferrari ha scelto di voltare pagina dopo anni con Binotto al comando, volendo anche stravolgere degli equilibri interni che non hanno portato risultati di alto profilo negli ultimi anni. La Rossa del post Montezemolo non si è più giocata, sino all’ultima tappa di un campionato, un titolo iridato. Un dato a dir poco allarmante, anche perché sono succeduti due Presidenti e diversi team principal.

Benedetto Vigna John Elkann Frederic Vasseur (Ansa Foto)
Benedetto Vigna John Elkann Frederic Vasseur (Ansa Foto)

Rispetto a dieci anni fa, la squadra ha stravolto alcune gerarchie, seguendo un concetto di verticalità e poi di orizzontalità che si è dimostrato fallimentare. Marchionne ha spinto in alto Binotto che è uscito dal suo consueto ruolo “tecnico” di ingegnere, lanciandosi in quello manageriale di TP. I risultati ottenuti nel dopo Arrivabene sono stati di gran lunga peggiori. La squadra ha fatto fatica a trovare una identità chiara, tra scandali motoristici, errori di comunicazione e pasticci al muretto. Gli strateghi hanno compiuto dei disastri, sempre coperti dall’ingegnere di Binotto. Il team avrebbe dovuto battagliare con Mercedes e Red Bull Racing, nell’era ibrida della F1, ma si è ritrovata a subire una forte umiliazione anche con il passaggio alle wing car.

L’auto ad effetto suolo modenese si è dimostrata una vettura top solo nella prima parte di stagione. Leclerc ha collezionato due vittorie convincenti in Bahrain e Australia, ma è tutto durato troppo poco. Già dal quarto round del campionato la Red Bull Racing ha spiccato il volo, conquistando una importante doppietta ad Imola. La Rossa ha dilapidato un vantaggio consistente, costruito da Leclerc nei primi round, a causa di problemi di affidabilità dei motori Superfast, tattiche suicide e qualche sbavatura dei driver. Nel complesso la stagione si è conclusa con un inevitabile secondo posto, davanti alla Mercedes, ma ad oltre 200 punti dalla Red Bull Racing.

Binotto ha ribadito che tutta la squadra sarebbe dovuta essere confermata perché avrebbe imparato dai propri errori. Il ritornello degli anni precedenti si è ripetuto con un presagio tutt’altro che fausto. Sotto la guida dell’ingegnere di Losanna il team ha vissuto uno dei periodi più bui di sempre, digiunando per due anni e mezzo. Dal trionfo di Vettel a Singapore nel 2019 a quello di Leclerc in Bahrain sono trascorsi oltre 700 giorni. La squadra ha subito umiliazioni continue, specialmente nel 2020. Binotto ha dimostrato anche di non avere il polso per gestire, politicamente, il confronto con due pesi massimi come Wolff e Horner. Un cambio si è reso necessario, ma a prendere in mano la situazione è stato Benedetto Vigna.

Ferrari, giochi di potere

Nella press conference di Parigi, alla vigilia delle ultime tappe del calendario di F1, l’amministratore delegato aveva messo in discussione il secondo posto ottenuto nel 2022. Nonostante la rinnovata competitività, la Scuderia non era mai stata della partita mondiale con la Red Bull Racing. Quest’ultima ha dominato, vincendo 17 gare su 22, oltre a 2 Sprint Race. Si è trattato di uno strapotere tecnico che ha fatto invidia anche alla Mercedes dei tempi d’oro. Vigna ha rispolverato un credo di Enzo Ferrari, ovvero “il secondo è sempre il primo degli sconfitti”, lanciando una bella bordata a Binotto. Al termine del campionato, al di là delle smentite formali, si è concretizzata la separazione dal tecnico svizzero.

Ad accogliere Frederic Vasseur ci ha pensato ancora una volta Vigna. L’ex uomo Google ha lasciato intendere che il team avrebbe avuto bisogno di leadership e di una nuova energia, dopo anni di batoste. L’obiettivo è, naturalmente, tornare sul tetto del mondo. La figura di Vasseur sarà prevalentemente legata alla pista piuttosto che a Maranello, come accadeva con Binotto. Quest’ultimo, nel finale di stagione, ha saltato diversi appuntamenti per dedicarsi allo sviluppo della vettura del prossimo anno. L’influenza di Vigna è stata determinante, a testimonianza del fatto che il Presidente Elkann sembra sempre più defilato dalle dinamiche legate al circus.

Già in passato il rampollo della famiglia Agnelli ha rilasciato pochissime dichiarazioni pubbliche. In più di una occasione i suoi discorsi non hanno convinto i tifosi. Gli interessi di John sono svariati e, considerati i tanti impegni legati ad Exor, la Rossa potrebbe aver trovato una nuova figura di riferimento nell’organigramma del Cavallino.

Ferrari, Vasseur gelato da Minardi: arriva la proposta a sorpresa su Binotto. Date una occhiata anche al seguente articolo: Sainz penalizzato da Vasseur in Ferrari? Sentite lui che dice. Si tratterebbe di una rivoluzione importante rispetto al passato. John potrebbe anche lasciare sempre più spazio a Benedetto. Il genio dei semiconduttori vuole misurarsi con il mondo sportivo, assumendo un ruolo di primissimo piano. Forse la Scuderia potrebbe ritrovare la quadra, anche perché l’interesse dimostrato da Vigna per la Scuderia, nell’ultimo periodo, è stato spasmodico.