Leclerc è come Senna? Spunta un dato che li accomuna

Charles Leclerc può essere paragonato già oggi ad Ayrton Senna? Ecco le somiglianze che si fanno sempre più evidenti tra i due campioni.

So benissimo che chiunque di voi abbia aperto questo articolo si ritroverà già con gli occhi pieni di sangue e la pressione che tocca quota 180 di massima, perché quando si tira in ballo un mito come Senna il rischio è sempre altissimo, soprattutto se paragonato a quel Leclerc che ancora oggi non ha vinto nessun titolo. Calmatevi tutti, sappiate che in questo pezzo non verrà detto che Charles è meglio di Ayrton e che non è nemmeno al suo livello (tranquilli adesso?), ma si vuole analizzare alcuni dati interessanti che accomunano e che forse è giusto snocciolare.

Leclerc Senna
Collage (Ansa Foto LaPresse)

Iniziamo subito con il dire che fin dai loro esordi hanno dimostrato di essere due predestinati, dei piloti che avevano dimostrato grandissime cose a livello giovanile, con Senna che già all’inizio degli anni ’80 diede spettacolo con le sfide contro Martin Brundle, mentre Leclerc ha vinto la Formula 2.

Ma è con il loro passaggio in Formula 1 che le cose si fanno decisamente più succulenti e davvero interessanti, perché notiamo come per entrambi sia stato Montecarlo il luogo della loro prima consacrazione.

Senna ci riuscì con la Toleman, una piccola Scuderia che gli servì per entrare nel circolo dei grandi della Formula 1, mentre Leclerc ha scritto per sempre il suo nome nel cuore dei ferraristi nel 2019 con quel tentativo di pazza rimonta dalle retrovie nelle strade di casa sua.

Anche Charles comunque ha dovuto svolgere un anno di apprendistato all’Alfa Romeo, così come Senna in Toleman, prima di passare in Scuderie blasonate come Lotus e Ferrari.

Ed ecco qui il secondo dato incredibile che accomuna i due e che può dare luogo a riflessioni e spunti molto interessanti.

Leclerc e Senna sono gli unici due piloti della storia moderna della Formula 1, insieme a Stirling Moss, che hanno saputo diventare in ben due circostanze gli uomini Pole Position della stagione pur senza aver ancora mai vinto un Mondiale.

Questo è un dato che potrebbe sembrare ininfluente, ma in realtà è molto importante, perché permette di accomunare grazie a un punto di forza comune: la straordinaria abilità sul giro secco.

Non è un caso infatti che Leclerc, pur non lottando mai per il titolo nel 2019 e facendolo solo per metà anno nel 2022, è stato in grado di superare nettamente Hamilton prima e Verstappen poi al sabato e lo stesso era capitato a Senna nel 1985 e nel 1986.

La sua Lotus era un’ottima macchina, ma inaffidabile e forse anche guidata con troppa foga da parte del brasiliano, ma al sabato sapeva davvero farla volare e così non importa se nel 1985 la lotta è tra la McLaren di Alain Prost e la Ferrari di Michele Alborteto e l’anno seguente oltre al francese entrano in gioco anche le Williams di Nelson Piquet e di Nigel Mansell, il numero uno in qualifica è Ayrton.

Ma allora si può dire che in età giovanile sia Senna che Leclerc fossero dei fenomeni sul giro singolo, ma ancora acerbi in pista? Ebbene sì, si può assolutamente dire, perché anche Ayrton non è nato “imparato”.

Senna e Leclerc quanto cose in comune: può essere il suo erede?

Ricordiamo come la prima vittoria di Senna nel Mondiale, ovvero nel 1988, fu ottenuto proprio grazie a questa sua poca capacità di saper gestire la vettura in un intero Mondiale, stiamo ovviamente parlando in confronto ai miti dell’epoca e in particolar modo con Alain Prost.

Alla fine di quella stagione il transalpino riuscì a totalizzare addirittura 11 punti in più in classifica, ma dovendo scartare un totale di cinque Gran Premi, alla fine i ritiri di Senna furono attenuati e dunque il brasiliano passò da 94 a 90 punti, mentre Prost da 105 a 87, dovendo scartare ben tre secondi posti.

Il Senna impeccabile, senza macchia e senza paura è la seconda versione del brasiliano, anche se nel 1989 alla fine dovette pagare caro la presenza ancora di Prost come compagno di squadra, perché questa non ci fu nessun regolamento che tolse il titolo al Professore.

In pista dunque Leclerc ricorda la prima versione di Senna? Per me in maniera anche abbastanza evidente, ma ora starà a Carletto fare il passo in avanti per raggiungere la seconda vita di Ayrton, quella più leggendaria, ma c’è un dato extra pista che li fa essere ancora distanti.

Il carattere dei due è totalmente diverso e Senna non avrebbe mai accettato un comportamento come quello di Sainz in diverse circostanze, anzi non avrebbe permesso a nessuno di fargli ombra e lo sa bene il nostro Elio De Angelis, allontanato dopo il primo anno di convivenza forzata e rimpiazzato da Johnny Dumfries, che totalizzò 3 punti in tutto il 1986 contro i 33 dell’italiano l’anno prima.

Il giorno che Charles dimostrerà di aver fatto quel salto di qualità anche a livello caratteriale allora avremo modo di poter passare da un “Predestinato” a una “Leggenda” e Leclerc ha tutte le carte in regola per poterlo fare.