Ferrari, quanto ha influito la TD39? Leclerc sbalordisce i tifosi

La Ferrari ha pagato a caro prezzo l’ultima parte di stagione, a causa di sviluppi poco adeguati. Charles Leclerc prova a fare chiarezza.

In casa Ferrari c’è tanto lavoro da fare durante l’inverno che si avvia ad iniziare, dopo l’ennesima stagione in cui non è arrivata la vittoria iridata. Max Verstappen e la Red Bull hanno inseguito soltanto per i primi due mesi, per poi fare il vuoto in classifica e chiudere i conti con largo anticipo.

Ferrari Charles Leclerc (ANSA)
Ferrari Charles Leclerc in conferenza stampa (ANSA)

La grande illusione che Charles Leclerc aveva regalato ai tifosi nelle prime gare è durata pochissimo, poi tutto è finito a causa delle solite problematiche. Questa vettura resterà uno dei più enormi rimpianti della Scuderia modenese, dal momento che era partita come l’auto da battere, per poi sciogliersi come neve al sole strada facendo.

Andando ad effettuare un breve calcolo, si stima che Leclerc avrebbe potuto vincere almeno 5 gare in più rispetto a quelle che ha portato a casa. Il primo regalo alla Red Bull è stato quello di Barcellona, dove una corsa dominata è finita nelle mani di Verstappen per via dell’esplosione della power unit a metà gara.

Pochi giorni dopo c’è stata un’altra follia, ma in questo caso si è trattato di un abbaglio strategico, arrivato nel momento in cui i due della Ferrari erano al primo ed al secondo posto. Leclerc ha chiuso quarto, a Monte-Carlo, davanti al proprio pubblico, dopo aver messo a referto una fantastica pole position ed aver dominato la prima parte di gara sotto il diluvio.

A ringraziare ci ha pensato Sergio Perez, primo davanti a Carlos Sainz e Super Max. A Baku è arrivata l’ennesima pole di Leclerc, che mentre era al comando ha pagato un’altra rottura, salendo a quota tre vittorie consecutive cedute alla concorrenza. A Silverstone è stato servito il poker per via dell’ennesima strategia folle di cui tanto si è parlato in questi mesi, e la ciliegina sulla torta è stata messa in Ungheria.

A dire il vero, è giusto menzionare anche un’altra occasione buttata via, ma in questo caso per colpa dello stesso Leclerc, finito a muro in Francia dopo aver fatto segnare il miglior tempo in qualifica ed aver condotto la prima parte di corsa. Insomma, il 2022 verrà ricordato per sempre come l’anno dei rimpianti, nella speranza che sia stato un allenamento molto più che utile in vista del futuro.

La vettura è stata probabilmente la migliore sino a Budapest, ma da Spa-Francorchamps in poi è cambiato tutto. La Red Bull ha messo il turbo, ed anche la Mercedes si è avvicinata alla Rossa, per poi starle davanti in tante occasioni. In occasione del GP del Belgio, venne introdotta la famosa TD39, la direttiva tecnica utile per controllare la flessione dei fondi ed il porpoising. Proprio da quel momento, e questo è un fatto inconfutabile, tutto cambiò drammaticamente.

Ferrari, Leclerc dice la sua sulla direttiva tecnica

Mattia Binotto, team principal della Ferrari, ha affermato sin da subito che la direttiva tecnica non aveva influito sul calo di prestazioni della monoposto, facendo riferimento anche alle difficoltà incontrate in Ungheria. Tuttavia, le indiscrezioni parlano di una finestra di utilizzo che si è nettamente ridotta a seguito della TD39, mentre la Red Bull ne ha beneficiato reagendo alla perfezione al cambio regolamentare.

Dopo la fine della stagione, anche Charles Leclerc ha commentato la TD39 alla stampa, seguendo il pensiero del suo boss: “Se devo essere sincero, non credo che la direttiva tecnica ci abbia penalizzato. Abbiamo analizzato quello che è successo per tanto tempo, e siamo assolutamente convinti che il nostro calo prestazione sia dipeso da altro, non dalla direttiva. Dobbiamo sicuramente fare un passo in avanti sul fronte degli sviluppi, il prossimo anno vogliamo lottare con gli altri“.

Leclerc ha seguito il parere di Binotto, ma i dati ci dicono che qualche effetto, la famosa direttiva tecnica, lo ha avuto. La TD39 ha portato le monoposto ad essere lievemente rialzate, ed il concetto della Ferrari targata 2022 funzionava perfettamente all’altezza del suolo, ed all’aumentare di quest’ultima si è persa completamente la bussola. La certezza è che l’ingegnere di Losanna non voglia incolpare la TD39 per non ammettere l’ennesima sconfitta politica della sua gestione, dal momento che questo cambio a campionato in corso era da evitare ad ogni costo.

Al momento del GP del Belgio, Leclerc pagava già 80 punti di Max Verstappen, il che significava che il mondiale era praticamente stato assegnato. Vi immaginate cosa sarebbe potuto succedere se i due fossero stati in parità? Probabilmente, si sarebbe gridato allo scandalo, ma stavolta si è lasciato correre. La speranza è che ciò non avvenga in futuro.