Altra tegola per la Red Bull. Il paddock è tutto compatto contro di lei. E un team a sorpresa chiede alla FIA la massima intransigenza.

Proprio nel giorno in cui Audi ha ufficializzato il suo ingresso in F1 nel 2026 nelle vesti di nuova proprietaria della Sauber, l’Alfa Romeo è balzata alle cronache per una frecciata ben assestata ad indirizzo della Red Bull.

Red Bull (LaPresse Foto)
Red Bull (LaPresse Foto)

Il tema di discussione è quello ormai noto del budget cap del 2021. Quello fissato a 145 milioni di dollari, superato della scuderia. Per buona parte del gruppo traendone beneficio tecnico. Per il team interessato no.

Stando alle voci emerse all’indomani del GP degli Stati Uniti, la FIA avrebbe già deciso la punizione da dare agli energetici, ma per rispetto nei confronti dello staff in lutto per la scomparsa del fondatore Dietrich Mateschitz, avrebbe optato per posticipare l’annuncio pubblico.

Non sappiamo se sia davvero così, o se dietro le quinte si stia ancora contrattando, per spuntarla con una penalità minima. Sta di fatto che mai come in questa occasione la griglia si è mostrata unita. E con un solo obiettivo. Quello di vedere l’equipe austriaca sanzionata come si deve per truffa.

Anche Alfa Romeo contro Red Bull

Ovviamente, a mostrarsi più agguerrite contro l’attuale dominatrice della F1, sono state Mercedes, che ha fatto scoppiare il caso con la soffiata del boss Toto Wolff, Ferrari e McLaren. Tutte e tre con un bel tornaconto. In quanto, se ad esempio venisse azzerato il punteggio ottenuto dalla squadra tra i costruttori, potrebbero trarne vantaggio economico.

Ora però a soffiare sul fuoco si è aggregata pure la compagine di Hinwil, forse spinta dalla Rossa, sua fornitrice per power unit e non solo. Ricordiamo che il team elvetico lo scorso anno è giunto penultimo nella generale marche con appena 13 lunghezze.

Eppure, dagli States Frederic Vasseur ha dichiarato davanti alle telecamere di volere per gli avversari, una pena esemplare. Ben altro rispetto ad alla multicina di cui parla.

Per il dirigente francese, la Federazione Internazionale non dovrebbe farsi prendere dalla fretta di decidere o di intervenire. Ciò che conta è che qualsiasi provvedimento sia significativo.

Per quanto mi riguarda una penalizzazione sportiva deve essere d’obbligo, perché è in quel campo che è avvenuta l’infrazione. Non nell’area finanziaria“, ha asserito dando una lettura maliziosa. In realtà, la scuderia energetica ha utilizzato sì più risorse dei rivali. Ma, stando a quanto è emerso, il plus sarebbe stato destinato allo stipendio del progettista Adrian Newey.

Mentre tutto è sospeso e non vi sono dati certi, possiamo soltanto basarci sulle ipotesi. Di certo il 54enne pare non credere per nulla alla tesi del salario. Ecco perché più volte ha ribadito il concetto di una punizione che potrebbe riguardare anche la riduzione del monte ore da trascorre in galleria del vento.

Al momento solamente alla Red Bull è stata riscontrata la non conformità relativa al rispetto del tetto di spesa. Williams e Aston Martin sono state invece ritenute colpevoli di non aver seguito la procedura corretta di comunicazione delle cifre. Ma se a Grove si sono già accordati per 25.000 dollari di multa, la verdona è ancora in attesa.