F1, Mick Schumacher nella storia: non accadeva dai tempi del padre

Mick Schumacher non è ancora certo del suo futuro in F1, ma a Suzuka si è tolto una bella soddisfazione. Ecco cosa è successo.

Il Gran Premio del Giappone è tornato nel calendario della F1, e ci ha regalato una domenica piena di polemiche e veleni. Max Verstappen ha vinto gara e titolo dominando da campione, ma ha fatto discutere e non poco la penalità inflitta a Charles Leclerc nel finale e l’assegnazione piena del punteggio (il regolamento non è affatto chiaro su questo punto), con il monegasco che ha concluso terzo dietro a Sergio Perez.

F1 Mick Schumacher (ANSA)
F1 Mick Schumacher (ANSA)

La Red Bull ha così festeggiato la quarta doppietta stagionale, ed ora è ad un passo anche dal mondiale costruttori, che con ogni probabilità verrà vinto tra due settimane ad Austin, dove il 23 di ottobre si correrà il Gran Premio degli Stati Uniti. La Ferrari è costretta all’ennesima sconfitta, e può consolarsi soltanto con i 67 punti di vantaggio sulla Mercedes, mettendo in ghiaccio la seconda posizione tra le squadre.

La F1, tuttavia, ha perso nuovamente la faccia con delle regole scandalose dettate dalla FIA, organo dal quale Liberty Media dovrebbe iniziare a sganciarsi, dal momento che ad ogni fine settimana si scatenano discussioni e polemiche, come accaduto anche a Singapore. A Suzuka c’è stata comunque una nota positiva per gli appassionati, anche se non tutti l’avranno notata.

F1, Mick Schumacher primo leader della Haas

Durante il Gran Premio del Giappone, disputato su una durata di poco più di 40 minuti di gara effettiva, ci sono state alcune fasi molto concitate, su cui spicca quella dei cambi gomme. Le F1 odierne fanno molta fatica a girare con la pioggia, a causa di assetti non modificabili per via del parco chiuso, che spesso portato la direzione gara a delle lunghe bandiere rosse come accaduto ieri.

Dopo la ripartenza, tutti erano in pista con gomme da bagnato estremo, ma in seguito, Nicholas Latifi e Sebastian Vettel hanno deciso di passare per primi alle Intermedie. La scelta ha pagato, visto che il canadese ha chiuso nono conquistando i primi due punti della sua stagione, mentre il quattro volte campione del mondo è giunto addirittura sesto, due risultati eccezionali per le deludenti Williams ed Aston Martin.

Una decisione errata l’ha presa sicuramente Mick Schumacher, che con la sua Haas è stato l’ultimo a rientrare, perdendo tantissimo tempo in pista e concludendo addirittura diciottesimo, ovvero in ultima posizione considerando i ritiri di Carlos Sainz ed Alexander Albon nelle prime battute.

Tuttavia, nella gara di Schumacher c’è comunque un dato positivo: avendo ritardato a lungo il cambio gomme, Mick si è ritrovato addirittura in testa, anche se la gioia è durata poche centinaia di metri. Al momento del rientro in pit-lane di Fernando Alonso, il figlio del Kaiser di Kerpen ha tagliato il traguardo per primo, diventando il primo leader di una gara di F1 per la Haas.

Alla fine del rettilineo dei box, Mick ha poi ceduto il passo a Max Verstappen, che con le Intermedie era di 5-6 secondi al giro più veloce e non ha avuto problemi a salire in cattedra. Dal muretto box hanno detto al tedesco di continuare a resistere in pista sperando in un aumento della pioggia o in una nuova interruzione, cosa che gli avrebbe regalato un clamoroso podio, ma il tutto non si è poi concretizzato.

La Haas è l’unica squadra del Circus che non ha mai conquistato un finale tra i primi tre, ed il miglior risultato resta un quarto posto ottenuto in Austria nel 2018 di Romain Grosjean, che concluse davanti al compagno di squadra Kevin Magnussen. Quanto al futuro di Mick, queste saranno settimane decisive, e l’errore commesso nelle prove libere del venerdì non lo ha di certo aiutato.

Schumacher jr. è andato a sbattere alla curva Dunlop a sessione ormai finita, distruggendo il telaio della sua vettura e scatenando la rabbia di Gunther Steiner, che ha definito “incredibilmente frustrante” il botto del suo pilota. Al momento, non ci sono ancora notizie ufficiali sul suo sedile, ma c’è da dire che la concorrenza di Antonio Giovinazzi e Nico Hulkenberg è molto forte, e che la decisione finale è tutt’altro che scontata.

Nel prossimo appuntamento di Austin, il pilota pugliese tornerà a bordo della Haas nella prima sessione di libere, dopo averlo già fatto a Monza. Non si sa ancora se Giovinazzi prenderà il volante della monoposto di Magnussen o Schumacher, ma per lui sarà fondamentale dimostrare la stessa velocità fatta già vedere al GP d’Italia. Le prossime settimane saranno decisive per il team americano.