Giacomo Agostini dà un consiglio alla MotoGP: ecco cosa cambiare

Agostini espone alcune critiche alla MotoGP, un campionato che a suo avviso dovrebbe cambiare alcune cose per migliorare.

La MotoGP ha bisogno di una scossa per attirare maggiore interesse e dunque più pubblico, sia presso i circuiti che davanti alle tv. FIM e Dorna per il 2023 hanno scelto di introdurre la Sprint Race, sperando che ci siano effetti positivi.

Giacomo Agostini (Ansa Foto)
Giacomo Agostini (Ansa Foto)

Con una gara in più durante i weekend, si spera di rendere più attraenti i gran premi. Un’idea che si ispira a quanto già visto nel Mondiale Superbike e in F1, seppur vi siano delle differenze. Una importante riguarda il fatto che l’ordine di arrivo del sabato pomeriggio non determinerà la griglia di partenza della corsa della domenica.

Non mancano le critiche sulla decisione presa dai vertici del Motomondiale e tra i più dubbiosi sul nuovo format c’è Fabio Quartararo, che ha parlato senza peli sulla lingua dopo l’ufficializzazione della novità. Bisognerà aspettare il 2023 per capire se la scelta fatta sortirà effetti positivi.

Giacomo Agostini commenta la MotoGP di oggi

Giacomo Agostini, intervistato da Motorsport.com, non si è sbilanciato sui benefici eventuali che può avere l’introduzione della Sprint Race: “Non lo so, forse può essere come la Formula 1. Ai miei tempi correvo sia in 350 sia in 500, però si trattava solo di un pilota che faceva più corse. C’erano massimo 24 gare all’anno, ora saranno 42, tante. Vedremo cosa porterà, magari sarà positivo”.

Il quindici volte campione del mondo ritiene anche che manchino dei veri riferimenti alla MotoGP e questo è un problema: “Le gare sono belle, ma manca una vera star dopo il ritiro di Valentino Rossi e l’infortunio di Marc Marquez. I tifosi vogliono essere sorpresi da quello che fanno i piloti. Lo fa Max Verstappen, che vince ed è diventato un eroe. È successo con Diego Armando Maradona, con Eddie Merckx, con Muhammad Alì… Hanno fatto cose che nessuno poteva fare e la gente vuole questo”.

Il ritorno di Marc Marquez è certamente importante per il campionato. Oltre a Fabio Quartararo, campione nel 2021, anche Francesco Bagnaia ed Enea Bastianini possono riuscire ad appassionare la gente. Anche altri giovani possono essere protagonisti. Non ci sono ancora rivalità epiche, ma col tempo potrebbero crearsi.

Agostini pensa che nella MotoGP ci sia troppa tecnologia e questo rende difficile capire quali piloti siano veramente forti e capaci di fare la differenza: “Le lotte non sono male, ma c’è sicuramente tanta tecnologia e tutti hanno accesso allo stesso materiale. Tutti stanno dentro un secondo, è pazzesco. E non credo ci siano 23 Verstappen, 23 Maradona o 23 Alì. Vince Bagnaia, vince Bastianini, può vincere un debuttante. Ci sono diversi piloti che possono vincere ma poi essere decimi la gara dopo. Ti chiedi chi sia veramente bravo. È troppo causale”.

Spesso si parla della tecnologia sempre crescente nella top class del Motomondiale e non manca chi ne vorrebbe di meno. La leggenda del Motomondiale è critico anche per quanto concerne la potenza dei motori: “Lo spettacolo non è necessariamente bello perché i motori hanno 300 cavalli. Ai miei tempi non li avevamo e lo spettacolo era buono. Anche Valentino Rossi non aveva moto così potenti, però ha dato spettacolo. Alle persone non interessano i tempi, non sono in tribuna col cronometro, vogliono i duelli”.

Agostini ritiene che la potenza dei propulsori potrebbe essere diminuita, non è necessario che sia così alta come lo è oggi: “Se riduciamo un po’ la potenza, i motori sono meno pericolosi. Aumenti la sicurezza e le gomme durano meglio”. Vedremo se il consiglio dell’ex pilota verrà ascoltato, in questo momento non sembrano esserci segnali in tal senso.

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