Giorgia Meloni, sapete che auto guida? Resterete stupefatti

Le elezioni politiche hanno decretato la vittoria della centrodestra e di Giorgia Meloni. Ecco che auto guida la leader di Fratelli d’Italia.

Dopo mesi di attesa, gli italiani sono stati chiamati al voto, ed il risultato è stato più che chiaro: la coalizione di centro-destra ha stravinto le elezioni politiche del 25 settembre 2022, con Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni che si sono imposti come primo partito, supportati dalla Lega e da Forza Italia.

Giorgia Meloni (ANSA)
Giorgia Meloni (ANSA)

L’affluenza è stata molto bassa, attorno al 64%, e ciò scatenerà molte polemiche su quelle che sono state le scelte degli italiani, ma anche riguardo all’impossibilità di votare per tanti studenti fuorisede o casi simili. C’è da riconoscere la vittoria della destra e di Giorgia Meloni, che rappresentano il primo governo eletto dagli italiani dai tempi del 2008.

All’epoca, fu Silvio Berlusconi con Il Popolo delle Libertà a farla da padrone, prima di una lunga serie di governi tecnici e di anni ed anni senza la possibilità di scelta per il paese. Questa volta è cambiato qualcosa, ed oggi andremo a scoprire una curiosità interessante legata alla leader di Fratelli d’Italia, ovvero la sua auto preferita e le politiche che potrebbe attuare in chiave automotive.

Giorgia Meloni, ecco l’auto che guida la leader di FDI

In un’intervista rilasciata al “TG2” datata 2019, Giorgia Meloni dichiarò di essere molto appassionata di auto, affermando: “Mi piace moltissimo guidare, ho rinunciato all’auto blu proprio per questo motivo. Sono sempre stata un’appassionata, la possibilità di mettermi al volante mi fa sentire davvero libera, e non intendo cambiare questa mia tendenza“.

La vettura con la quale è stata avvistata diverse volte la leader di Fratelli d’Italia è una piccola ma grintosissima Mini Cooper S, in particolare, la versione che venne immessa sul mercato nel 2018. Punta su un motore 2.0 turbo da 192 cavalli, con cambio robotizzato a sette marce, anche se è possibile anche usufruire di una versione a cambio manuale.

La Mini Cooper rinaque nel 2001, prendendo spunto dalla versione del 1959, spinta dalla voglia di rilanciare questo marchio da parte della BMW. La prima serie, come detto, vide la luce nel 2001 e fu prodotta sino al 2007, equipaggiata da un motore 1.6 Pentagon Chrysler-Rover costruito in Brasile.

In seguito, la gamma andò ad arricchirsi acquisendo anche una versione Toyota 1.4, mentre la seconda serie arrivò nel 2007, restando disponibile sul mercato sino al 2013. Le forme sono rimaste più o meno sempre le stesse, con gli aggiornamenti che riguardarono alcune motorizzazioni, gli interni e l’affinamento di vari dettagli.

Dal 2014 è disponibile la terza serie, che nel 2018 ha subito un restyling, ed è proprio la versione che ha deciso di acquistare Giorgia Meloni. Splendida l’aggressiva presa d’aria posizionata sul cofano motore, il paraurti anteriore ricco di elaborazioni e prese d’aria poste in corrispondenza della parte anteriore che hanno l’obiettivo di evitare il surriscaldamento dell’impianto frenante.

La leader di Fratelli d’Italia ha scelto davvero un bel gioiellino per circolare sulle strade di tutti i giorni, ma sicuramente avrà anche qualche altro bel modello all’interno del suo garage privato. Tuttavia, vista la formazione del nuovo governo, occorre anche dare un’occhiata a ciò che potrebbe accadere sul futuro del mondo dell’automotive e della mobilità in generale.

Ciò che è certo è il secco “no” al full electric, su cui puntava molto il centrosinistra, linea molto vicina se non identica a quella dell’Europa, che ha già annunciato la messa al bando delle auto endotermiche a partire dal 2035. La destra e, dunque, anche la papabile nuova premier, vuole puntare sull’idrogeno, sull’ibrido ed anche sui bio-carburanti, dunque, su una linea più moderata.

Secondo la leader di Fratelli d’Italia, la scelta dell’Europa sarebbe un grave danno al settore produttivo ed economico. Ecco cosa aveva detto la Meloni qualche tempo fa: “Ritengo che la scelta dell’Europa sul fronte delle auto elettriche sia un autogol davvero enorme. I nuovi incentivi agli acquisti sbilanciano la partita a favore di auto elettriche ed ibride, che però non rientrano tra le vetture più desiderate dagli italiani. Così facendo, non si va nella direzione della ripresa, occorre riequilibrare il programma su tutto il parco auto“.

Uno dei problemi legati all’elettrico è legata alle infrastrutture, in particolare alle colonnine per le ricariche. Nicola Procaccini, responsabile del settore Ambiente ed Energia di Fratelli d’Italia, aveva detto: “Bisogna favorire l’installazione nelle abitazioni private delle colonnine di ricarica per le auto elettriche. Tutto ciò però va valutato in base a quelli che sono gli obiettivi e le risorse, solo in quel modo produrrebbero risultati reali ed utili al paese“. Prossimamente avremo novità sul futuro dell’automotive e sulle linee guida del nuovo governo italiano.

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