Alonso, svelato un segreto illecito? Sentite cosa fa con i meccanici

Si torna a parlare della difficile convivenza in McLaren tra Hamilton e Alonso nel 2007. Il retroscena svelato da un ex membro dello staff è agghiacciante.

Con il denaro si può comprare di tutto. Non solo beni materiali, ma pure  le persone. Ed è proprio seguendo questo principio che Fernando Alonso nel 2007 avrebbe cercato di farsi largo in McLaren. Reduce da un biennio vincente alla Renault del suo amico Flavio Briatore, da cui evidentemente aveva ricevuto pure insegnamenti di vita, lo spagnolo è arrivato a Woking seminando il malumore.

Fernando Alonso (LaPresse Foto)
Fernando Alonso (LaPresse Foto)

Prima del crash-gate di Singapore, ma in corrispondenza dello scandalo dei documenti tecnici sottratti alla Ferrari e misteriosamente comparsi sulle scrivanie degli ingegneri inglesi, il Samurai si sarebbe reso protagonista di un altro episodio non particolarmente edificante.

La scuderia britannica è in quel momento diretta da Ron Dennis, un ex meccanico riuscito a fare la grande scalata. Tra le sue fila figura un giovane, di belle speranze, che si capisce che farà strada. Si chiama Lewis Hamilton, ha appena conquistato il titolo di GP2 e il fatto che sia mulatto, una novità assoluta per la F1, lo fa subito entrare nel radar dei media.

Avendo le stimmate del campione, entra immediatamente in collisione caratteriale con l’asturiano, tronfio, egocentrico e già affermato.

Gestire due personaggi del genere si rivelerà una vera e propria impresa e non mancheranno neppure le scorrettezze reciproche. Stiamo parlando di un’epoca in cui le differenze tra le monoposto non erano così marcate. Motivo per cui, i litigi e le tensioni tra i due galletti argentati, si risolse con il Mondiale piloti regalato per un punto a Kimi Raikkonen.

Molto si disse allora di quel rapporto tanto turbolento che portò poi il driver di Oviedo a fare immediatamente le valigie per tornarsene ad Enstone. La storia ci racconta che per lui sarebbe calato il sipario per quanto concerne la lotta all’iride, mentre per l’asso di Stevenage il 2008 sarebbe stato il primo di sette passi verso la leggenda.

Alonso vs Hamilton: com’è andata davvero

Ebbene, malgrado sia trascorso un lasso di tempo ampio, continuano a fioccare rivelazioni su quella coabitazione tanto complessa. L’ultima è a nome di Marc Priestley, membro del team in quel periodo e oggi impegnato in tv.

Stando alle  dichiarazioni rilasciate al podcast Pitstop e diventate virali sul web, Alo, per guadagnare la fiducia dei meccanici e avere un’auto migliore di quella del compagno, avrebbe fatto uso delle più classiche “bustarelle”. Fosse stato italiano, avremmo potuto dire, in piena conformità allo stereotipo del pizza, mafia e mandolino.

Un tentativo di corruzione bello e buono, che il 45enne ha reso pubblico con il sorriso, quasi fosse una barzelletta.

Una delle sue tattiche era cercare di portare la squadra dalla sua parte. Per farlo mandava il suo manager o il suo fisio da tutti quelli che lavoravano nel suo box con una busta marrone in mano e dentro 1500 euro, o qualcosa del genere“, ha rivelato entrando pure nel dettaglio della cifra.

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Questa voce, evidentemente, non è del tutto nuova. Sarà forse per metterla a zittire che già nel 2020, lo stesso 41enne in un’intervista rilasciata al magazine F1 Racing precisava come fosse sua abitudine condividere i premi monetari con il suo garage, quale forma di ringraziamento. Quale delle due versioni è corretta non lo sapremo mai. Ad ognuno il suo parere.