Ferrari, disastro in Belgio: il clamoroso motivo è questo qui?

La Ferrari ha vissuto il suo peggior week-end stagionale a Spa-Francorchamps, dove ha esordito la TD39. Ecco i motivi del crollo.

Il Gran Premio del Belgio corso a Spa-Francorchamps ha messo la pietra tombale sulle già residue speranze della Ferrari di riaprire la corsa iridata. Charles Leclerc è infatti piombato a -98 da Max Verstappen, ritrovandosi nuovamente alle spalle anche di Sergio Perez nella classifica piloti.

Ferrari F1-75 (LaPresse)
Ferrari F1-75 (LaPresse)

La dittatura della Red Bull prosegue senza sosta anche tra i costruttori, dove ora c’è un gap in tripla cifra, pari a 118 lunghezze, un qualcosa di devastante. La stagione della rinascita del Cavallino è durata poche gare, ma poi siamo tornati alla solita, terribile Ferrari del post Jean Todt.

Una squadra allo sbando, incapace di reagire alle difficoltà e che durante la pausa estiva ha dormito. In questo fine settimana ha debuttato la nuova direttiva tecnica, la TD39, che aveva l’obiettivo di controllare la flessione dei fondi ed il porpoising, cosa che ha costretto, in particolare, la Scuderia modenese e la Red Bull ad intervenire sulle loro monoposto.

Gli uomini di Adrian Newey lo hanno fatto in maniera eccezionale, portando in pista un’auto perfetta, superiore alla rivale ormai in tutto e per tutto. Charles Leclerc e Carlos Sainz hanno invece dovuto fare i conti con una macchina che non sta in strada, un vero e proprio incubo da guidare, che ormai distrugge le gomme dopo pochi giri.

Allo spagnolo, durante la gara, è stato comunicato più volte durante la corsa di evitare di saltare sui punti sconnessi o sui cordoli più alti, segno che con ogni probabilità c’era anche qualche problema sul discorso altezza da terra. Insomma, un vero e proprio disastro, ed a quello telaistico si aggiunge anche il fronte power unit.

La Honda ha portato un nuovo ibrido che ha messo le ali a Verstappen, mentre Leclerc era praticamente fermo sui rettilinei. Probabilmente, per evitare guai di affidabilità, la Rossa ha dovuto limitare la potenza e fare degli interventi mirati a sconfiggere i “roghi” che troppe volte abbiamo visto in questa stagione, ma è chiaro che così diventa imbarazzante.

Ferrari, ecco i motivi del crollo di Spa-Francorchamps

Sapendo che in Belgio entrava in vigore la nuova direttiva tecnica, in molti si sono chiesti se il crollo prestazionale della Ferrari potesse essere dovuto a questa novità. Carlos Sainz ha subito negato tutto ciò, ed anche Mattia Binotto la pensa esattamente come lui, sottolineando la superiorità della Red Bull.

Se penso che sia colpa della direttiva? No, non è questo il caso, loro erano nettamente più veloci, il gap è stato enorme per tutto il fine settimana. Comunque, il nuovo regolamento non è la risposta alla nostra mancanza di passo gara in Belgio, è chiaro che le cose non hanno funzionato e che ci sarà da rivedere il tutto, ma non è quella la spiegazione“.

Dunque, quali sono stati i motivi del crollo Ferrari? Quello più evidente che viene in mente è la pista: quella di Spa-Francorchamps esalta l’efficienza aerodinamica, di cui la Red Bull è sempre stata piena sino al collo, potendo così esaltarsi sui rettilinei dove ha fatto registrare delle velocità clamorose.

Secondo “Auto Motor und Sport“, una valida motivazione potrebbe essere legata ai dossi presenti tra Curva 14 e 15, che avrebbero costretto la Rossa ad alzare ulteriormente la macchina per evitare guai al fondo. Con maggiori altezze da terra, la Red Bull non ha avuto problemi, gli avversari hanno invece sofferto.

Max Verstappen, in qualifica, non ha avuto bisogno di scie per far segnare i 340 km/h, mentre Sainz è arrivato a 342 con una lunghissima scia tirata da Charles Leclerc sin dall’uscita della prima curva. Le temperature non possono essere una spiegazione, dal momento che al sabato è stato freddo, ma il clima è divenuto molto più mite alla domenica, ed il gap è ulteriormente aumentato invece che diminuire.

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A ciò può aggiungersi anche un set-up del tutto errato, che ha impedito alla Rossa di poter essere competitiva com’è sempre stata. Il balzo avanti della Red Bull, oltre a ciò, è stato impressionante, come si è visto anche dalle parole di Toto Wolff. La sensazione è che il team di Milton Keynes abbia trovato qualcosa, che potrebbe aver demolito tutti a sorpresa.