Sainz si paragona a Verstappen e Leclerc: la Ferrari è avvisata

Quinto della generale piloti Sainz non esclude la rimonta per la vittoria finale e paragona le proprie prestazioni a quelle di due big.

Un 2021 scoppiettante, ovviamente sempre nei limiti di quel che era il potenziale della SF21, aveva portato molti a definire Carlos Sainz una sorpresa. Sulla carta ingaggiato dalla Ferrari al posto di Sebastian Vettel per fare da scudiero a Leclerc, si era inaspettatamente rivelato poco incline a farsi mettere dietro e tutt’altro che rassegnato ad un ruolo da secondo. Più costante e meno falloso del compagno, alla fine era riuscito a portare a casa risultati migliori.

Carlos Sainz, Ferrari (Ansa Foto)
Carlos Sainz, Ferrari (Ansa Foto)

Poi però, l’ingranaggio si è inceppato. Partito il 2022 della rivoluzione tecnica, al volante della F1-75 ad effetto suolo, lo spagnolo ha cominciato a fatica. Di sovente in errore ha dato, per un certo periodo, l’idea di aver perso la quadra. Quattro i ritiri (non sempre per colpa sua) sul suo ruolino di marcia minarne fiducia ed ottimismo malgrado nelle giornate sì, non fossero mancati i podi.

Quindi la svolta, avvenuta in un GP di Silverstone che ha mancato di scatenare polemiche. Il primo successo in carriera in F1 e una rinnovata consapevolezza nei propri mezzi.

E’ stato un continuo di alti e bassi“, ha commentato a Marca. “E’ complicato con questa macchina. A causa dei due ko iniziali sono subito uscito dalla lotto iridata. In Canada e in Inghilterra sono andato bene, successivamente un altro calo e di nuovo su. Adesso però mi sento competitivo“.

Sainz non teme di alzare l’asticella

Conscio di un appoggio psicologico e non solo da parte della scuderia, il #55 ha voluto sbilanciarsi parlando del futuro con discreto ottimismo.

Nel team sono contenti di me. Ho fatto progressi e non dico di non doverne fare altri, ma adesso sono più a mio agio al volante e mi sento più forte“, ha ammesso. “Ho cambiato mentalità. Sono maggiormente concentrato a massimizzare sfruttando ciò che ho a disposizione“.

Meno nervoso e più maturo nell’atteggiamento, il figlio del Matador non ha nascosto di avere ancora target di rilievo. “A livello matematico, la vittoria iridata è ancora possibile. Adesso comunque, preferisco affrontare gara per gara. E’ un’annata strana, con molti colpi di scena, per cui non si sa mai“.

La speranza è dunque l’ultima a morire anche per il madrileno, fiero di un recupero nella generale che lo sta ponendo in una posizione forte. “In avvio di campionato avevo un deficit di una cinquantina di punti rispetto al leader, e questo ha complicato le cose. Osservando per il mio rendimento nelle corse più recenti, si può notare come non sia dissimile da quello di Verstappen e Charles. La mia sensazione è di essere lì“.

Pagato lo scotto di qualche sbaglio di troppo e di un’affidabilità ballerina, Carlitos è convinto di essere uscito dal tunnel, aiutato, come detto, dal sostegno del boss Binotto e del proprio box. “Come equipe negli ultimi anni abbiamo fatti dei passi avanti notevoli“, ha sostenuto aprendo infine lo spinoso capitolo delle strategie, ossia quelle che in più di un gran premio hanno influenzato in negativo l’esito per i driver rossi.

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E’ sicuramente un tema interessante, ma non so perché la gente guarda con tanta attenzione a questo elemento e pensa di sapere come avremmo dovuto agire“, ha concluso.