Ferrari, Binotto è furibondo: duro attacco contro i regolamenti

Mattia Binotto, team principal della Ferrari, si è schierato contro il modo in cui viene controllato il Budget Cap. Ecco le sue parole.

Da questa stagione, i nuovi regolamenti hanno imposto un budget cap di 140 milioni di dollari, che sin da subito si è però rivelato una farsa. A causa dell’inflazione, durante l’anno è stato anche alzato del 3,1%, e c’è da dire che il controllo sulle spese delle squadre appare davvero una barzelletta. Su tutto ciò si era espressa la Ferrari ad inizio anno, con Mattia Binotto che auspicava delle verifiche precise.

Ferrari Mattia Binotto (ANSA)
Ferrari Mattia Binotto (ANSA)

Nel corso delle prime gare, si era molto discusso dei tanti sviluppi portati dalla Red Bull, mentre la Scuderia modenese temporeggiava per non spendere tutto all’inizio del campionato. Tuttavia, dopo alcune discussioni, non si è più parlato del tetto spese, con Mercedes che ha portato degli aggiornamenti praticamente a tutte le gare.

La Ferrari si è in seguito adattata, ma è chiaro che il discorso Budget Cap non ha mai convinto in pieno. Prima di tutto, non c’è una chiara regola che parli delle sanzioni per le squadre che lo superano. Probabilmente, il tutto finirà a tarallucci e vino con qualche multa, ma è chiaro che il tutto sarebbe stato molto più sensato se si fossero imposte alcune penalizzazioni in termini di punti o squalifiche.

Dal 2026, quando entreranno in vigore le nuove regole sulle power unit, subentrerà anche un nuovo tetto massimo di spese, che riguarderà proprio le unità propulsive. Al massimo si potranno utilizzare 95 milioni di dollari a stagione per progettazione, realizzazione e sviluppo, dal momento che il congelamento terminerà alla fine del 2025.

Ferrari, Mattia Binotto vuole controlli sul Budget Cap

Intervistato daMotorsport.com“, il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, ha affrontato la questione Budget Cap, auspicando che vengano effettuati i dovuti controlli nel corso dei vari anni: “Il Budget Cap è nato per dei precisi motivi, e credo sia giusto che venga monitorato attentamente per evitare furbate o spese eccessive“.

Mi fido della FIA, ma il regolamento finanziario è completamente nuovo. Il regolamento tecnico e quello sportivo esistono da molto tempo, ma ci sono ancora aree da tenere d’occhio. Il regolamento finanziario è nuovo per tutti, sia le squadre che la FIA, quindi ci vuole tempo per conoscere il sistema, come interpretarlo, chiarirlo e monitorarlo“.

Binotto ha poi aggiunto: “Nei prossimi anni, dieci persone dovranno occuparsi anche di quello che è il reparto finanza, ma nel frattempo resta un grosso punto interrogativo. Sappiamo di doverlo affrontare. Per la Federazione Internazionale è un compito molto importante da affrontare, e per le squadre è necessario rendere tutto chiaro il prima possibile in modo che possano essere adeguatamente monitorate. Ma dovremmo essere tutti consapevoli che al momento è un grosso problema“.

Effettivamente, la questione Budget Cap rappresentà ciò che è la F1 odierna: un mix di grandi contraddizioni, che sicuramente non aiutano neanche i tifosi a casa. Ad inizio anno, il discorso del tetto massimo di spese era al centro dei vari dibattiti, ma di punto in bianco, in particolare dall’incremento del 3,1% dovuto all’inflazione, non si è più parlato di questo argomento.

Ed ora come si muoveranno i team? Il prossimo periodo sarà ricco di cambiamenti, e non ci dimentichiamo che in Belgio debutterà la nuova direttiva tecnica, la TD39, che ha richiesto alle squadre di attuare delle modifiche importanti alle loro monoposto, spendendo tempo e denaro in ricerca e sviluppo.

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Il Circus è la massima espressione della tecnologia in campo motoristico, ed il Budget Cap è un qualcosa di folle, soprattutto se poi non ci sono gli strumenti per controllarlo a dovere. Il tutto rischia di far perdere ancor più credibilità alla F1, che è già una lontana parente di quella che conoscevamo in passato. Le prossime power unit e le ulteriori restrizioni che arriveranno potrebbero darle il colpo di grazia.