F1, i contratti della discordia: ricordate il caos per Michael Schumacher?

Nel mondo della F1 i contratti hanno sempre avuto un’importanza relativa, visto che, spesso e volentieri, sono stati stracciati in un nulla.

La F1 è in vacanza, ma fra meno di due settimane si tornerà in pista per il Gran Premio del Belgio, previsto sul tracciato di Spa-Francorchamps. Quello delle Ardenne è sempre uno degli appuntamenti più attesi per via della bellezza della pista e del clima sempre incerto, che può regalare sorprese e scossoni ad ogni giro.

F1 Michael Schumacher (LaPresse)
F1 Michael Schumacher (LaPresse)

Tuttavia, c’è da dire che questa pausa estiva non ha di certo annoiato gli appassionati, per via di quanto è accaduto tra Aston Martin ed Alpine all’interno del mercato piloti. Il tutto è nato dall’addio di Sebastian Vettel alla F1, annunciato con un video pubblicato sul suo neonato profilo Instagram nel corso del giovedì del Gran Premio di Ungheria.

Pochi giorni dopo, è stata data l’ufficialità dell’arrivo di Fernando Alonso al suo posto, con lo spagnolo che ha così deciso di lasciare l’Alpine. Il team di Enstone, a propria volta, ha annunciato la promozione di Oscar Piastri, campione di Formula 2 dello scorso anno con la Prema, ma è qui che è avvenuto l’impensabile.

L’australiano ha infatti smentito la squadra francese sui suoi canali social, mettendo alla berlina il team principal Otmar Szafnauer e tutto il suo entourage. Incredibile, ma vero, con l’Alpine che si è però rivolta ad un tribunale, ed ora ci sarà da capire a chi verrà data ragione. Se la squadra transalpina dovesse vincere, Piastri sarebbe costretto a correre al fianco di Esteban Ocon, ma tutto può accadere.

La sensazione è che l’australiano abbia già un pre-contratto con la McLaren, ed è per questo che non aveva intenzione di firmare con l’Alpine. La situazione è in completo divenire, ma c’è da dire che non è la prima volta che nel Circus si verificano cose del genere a livello contrattuale. Anche Michael Schumacher, agli albori della sua carriera, fu protagonista di una querelle non indifferente.

F1, ecco tutti i contratti della discordia nel Circus

La F1 è la categoria più ambita del motorsport, il sogno di tutti i giovani che si affacciano a questa disciplina. Michael Schumacher arrivò nel Circus nel 1991, al Gran Premio del Belgio, dove gareggiò a bordo di una Jordan. Il tedesco venne chiamato al posto di Bertrand Gachot, che venne arrestato a Londra dopo una lite con un tassista.

Michael fece subito faville, ottenendo il settimo posto in qualifica. Purtroppo, la sua gara durò poche centinaia di metri a causa di un guasto alla frizione, ma Flavio Briatore, boss della Benetton, aveva già visto tutto. Schumacher era al centro di un accordo tra la Jordan e la Mercedes (il tedesco era parte del programma giovani della casa di Stoccarda), ma il buon Flavio riuscì a strapparlo ad Eddie portandoselo ad Enstone. Il Kaiser di Kerpen non se ne sarebbe pentito.

Anche Jean Alesi fu al centro di una questione curiosa nel 1990, quando corse la sua seconda stagione in F1 al volante della Tyrrell. Grazie alle sue ottime prestazioni, il francese finì nelle grazie di Frank Williams, ma Jean andò poi alla Ferrari dopo un inghippo contrattuale che vide coinvolto anche Ayrton Senna, all’epoca in forze alla McLaren.

La storia più simile a quella di Oscar Piastri è sicuramente quella che vide protagonista Jenson Button nel 2004. Il britannico era legato alla BAR-Honda, squadra che in quella stagione chiuse addirittura seconda nel mondiale costruttori, grazie alle strepitose performance di quello che sarebbe diventato campione del mondo cinque anni più tardi con la Brawn GP.

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Jenson, a metà del 2004, firmò un contratto con la Williams per la stagione successiva, ma la BAR contestò questa scelta e si finì in tribunale. Il Contract Recognition Board del Circus diede ragione alla squadra inglese, a cui Button rimase legato anche per gli anni successivi. Spinosa anche la questione Sauber nel 2015, che ebbe come protagonista Giedo van der Garde, il quale rimase a piedi in modo inatteso.