F1, la tenacia di Jos Verstappen: così ha spinto suo figlio Max al mondiale

Jos Verstappen ha corso in F1 per diversi anni, ma il suo vero obiettivo era quello di portare il figlio Max al top. Ecco come ci è riuscito.

Il 12 dicembre del 2021, Max Verstappen è diventato campione del mondo della F1 per la prima volta in carriera, nel corso della sua settima stagione nella massima serie. L’olandese, dal talento incontenibile e dal carattere forte, era arrivato nel Circus ad appena 17 anni, età in cui debuttò nel Gran Premio d’Australia del 2015 con la Toro Rosso.

F1 Jos e Max Verstappen
F1 Jos e Max Verstappen

Su di lui si erano già spese tantissime parole, ed aveva tutto per diventare il nuovo fenomeno. Venne presentato alla stampa ed al mondo della F1 come il Maradona delle quattro ruote, e c’è da dire che i suoi pigmalioni non si sbagliavano affatto. Tuttavia, prima che il talento cristallino emergesse dalla spregiudicatezza della giovane età, di tempo ce ne è voluto e non è stato neanche poco.

Super Max ha commesso una gran quantità di errori grossolani, venendo spesso anche criticato duramente per le sue manovre pericolose. Il primo grosso rischio lo corse al Gran Premio di Monaco del 2015, quando tamponò la Lotus di Romain Grosjean in fase di sorpasso, schiantandosi violentemente contro le barriere della prima staccata.

Nel 2016, debuttò con vittoria sulla Red Bull al GP di Spagna, ma in seguito non mancarono le polemiche su di lui per i tanti incidenti provocati. Nel corso dell’estate di quell’anno, Verstappen entrò in litigio con Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, vale a dire i due alfieri della Ferrari dell’epoca, per via di alcune manovre difensive fin troppo dure, che spesso non vennero sanzionate dai commissari di gara.

Il punto più basso, il campione del mondo lo ha toccato dopo le prime gare del 2018, quando era ormai al quarto anno nel Circus. Dopo aver speronato Daniel Ricciardo in Azerbaijan, Verstappen distrusse la sua Red Bull nelle prove di Monte-Carlo, in un week-end che avrebbe potuto dominare, lasciando strada al compagno di squadra australiano che fece segnare la pole position e vinse la gara.

Da quel momento in poi avvenne una sorta di switch mentale che cambiò per sempre la carriera dell’olandese, che divenne quasi invincibile e cominciò a demolire i compagni di squadra. Una gran parte del merito, e di questo gli va dato atto, appartiene a Jos Verstappen, il papà di Max che ha investito tutto su di lui per portarlo al top. E c’è da dire che, vedendo i risultati, l’ex pilota ci sia riuscito alla grandissima.

F1, ecco come Jos Verstappen ha portato Max al top

Jos Verstappen ha avuto una lunga esperienza in F1, iniziata nel 1994 con la Benetton, proseguita poi con la Simtek, la Footwoork, la Tyrrell, la Stewart, la Arrows e la Minardi, con la quale concluse la sua carriera nella massima formula nell’ormai remoto 2003.

L’olandese ha gareggiato anche nel mondo dell’endurance, portando a casa la vittoria alla 24 ore di Le Mans nel 2008 con la Porsche RS Spyder in classe LMP2. Per quanto riguarda il rapporto con suo figlio Max, papà Jos ha sempre fatto di tutto per educarlo e portarlo alla vittoria, anche utilizzando metodi piuttosto cruenti, come abbandonarlo in un autogrill del Sud Italia dopo aver perso una corsa.

Max ha raccontato che suo padre era solito ripetergli sempre alcune frasi: “Non diventerai mai un campione di F1, farai il camionista o il pilota di autobus. Lo faceva perché voleva farmi capire che quello che facevo in alcuni momenti non era abbastanza per coronare il mio grande sogno, voleva farmi migliorare“.

Il primo go-kart, Jos lo ha regalato a Max quando quest’ultimo aveva soltanto quattro anni, precisamente nel 2001, periodo in cui Verstappen sr. gareggiava ancora nella massima formula con la Arrows. Il giovane talento vinse tantissime gare in Olanda ed in Europa, dimostrando subito di avere la stoffa del campione, quella che in pochi hanno a disposizione.

Nei primi anni della sua carriera, Jos è stato anche manager di Max, si è praticamente sacrificato per lui portandolo alle corse in giro per tutti i paesi del Vecchio Continente. In seguito, anche grazie dei duri metodi “educativi”, il talento del piccolo Max lo ha portato a diventare un vero schiacciasassi, che nelle categorie minori ha fatto incetta di vittorie.

La Red Bull, nella figura di Helmut Marko, ne ha capito subito la forza devastante in pista, mettendolo sotto contratto e facendolo salire a bordo della Toro Rosso a diciassette anni compiuti, nelle prove libere del Gran Premio del Giappone del 2014. Poco prima, Super Max era stato ufficializzato come pilota della Scuderia di Faenza per la stagione successiva, ed i risultati non tardarono ad arrivare.

I sacrifici di Jos sono stati ripagati alla grande, visto che Verstappen è ormai un’icona che ha saputo far avvicinare al motorsport tutta l’Olanda e non solo, come fece Valentino Rossi per quanto riguarda le due ruote. La battaglia con Charles Leclerc per il titolo mondiale ci indica che il vento è cambiato e che la massima serie delle quattro ruote è ormai in mano a questi ragazzi, che dopo una lunga gavetta sono ormai all’apice degli sport motoristici mondiali.