Come si lava il radiatore dell’auto? Ecco i passaggi da seguire

Il radiatore dell’auto andrebbe lavato con una certa regolarità. In pochi conoscono gli step da seguire per una manutenzione ideale.

Il radiatore è un componente importantissimo per il raffreddamento ed è facilmente riconoscibile per il blocco di lamelle metalliche simile ad una griglia. Tale struttura è assolutamente necessaria per lo scambio di calore; l’aria che investe la vettura in corsa, infatti, raffredda e stabilizza il liquido refrigerante. Quest’ultimo percorre i canali ricavati nella testata del motore e lungo i cilindri, assorbendo il calore generato dal motore.

Radiatore Auto (Adobe Stock)
Radiatore Auto (Adobe Stock)

Il funzionamento è basilare per la salute del veicolo. Il liquido, divenuto caldo, si raffredda per poi tornare in circolazione nel circuito di raffreddamento. Il principio permette all’auto di funzionare senza intoppi. Il radiatore, infatti, è uno scambiatore di calore tra due fluidi. Il radiatore è usato anche dall’impianto di climatizzazione per avere l’aria calda necessaria a scaldare l’abitacolo. Il radiatore è pensato per massimizzare la cessione di calore dal fluido caldo, che circola al suo interno, e l’aria più fredda, che lo attraversa. È costituito da una massa radiante formata da molti tubi affiancati e disposti su varie file contornati da numerose alette che aumentano lo scambio termico. Alle estremità sono presenti due vaschette alle quali sono collegati i manicotti di mandata e di ritorno del fluido.

Naturalmente più grande è la superficie della massa radiante, più alta è la capacità di scambio termico. Le alette metalliche disperdono il calore in eccesso prodotto dal motore, come fossero delle prese d’aria interne. Il motore può così mantenere la perfetta temperatura d’esercizio, senza surriscaldarsi troppo. Il liquido di raffreddamento, invece, viene fatto circolare dalla pompa dell’acqua e passa dal serbatoio di espansione, che contiene l’aumento di volume del liquido che avviene quando la temperatura sale. Se l’aria non è sufficiente a raffreddare il liquido interviene la ventola. Quest’ultima viene attivata da un sensore che misura la temperatura del liquido di raffreddamento, generando un flusso d’aria verso la massa radiante.

Questo può accadere quando la vettura procede a bassa velocità o è ferma, ma il più delle volte quando la temperatura esterna è elevatissima. I diesel hanno anche l’aggravante che l’impianto di raffreddamento deve gestire la pressione diversa del gasolio rispetto alla benzina. In tal caso ricopre un ruolo essenziale l’intercooler che permette di raffreddare l’aria nel collettore di aspirazione dei motori turbo. Ecco come si affronta una curva: consigli utili per chi è al volante. Non vi perdete una serie di articoli utili in merito alle due e quattro ruote. Ad es. vi siete mai chiesti come si controllano i punti sulla patente? Ecco cosa fare per la verifica del saldo dei punti rimanenti.

Le fasi di lavaggio del radiatore di un’auto

Almeno ogni 2 anni sarebbe giusto lavare il radiatore per garantirne il giusto funzionamento. Partiamo da un concetto semplice, che vi sarà già chiaro. Il motore deve essere freddo, spento da almeno due ore prima di affrontare la manutenzione. Mai toccare nulla di un motore incandescente, ricordatevi che il refrigerante raggiunge temperature altissime e può causare ustioni serie. Generalmente il radiatore si trova nella parte anteriore, vicino al motore. Quindi occorre sollevare l’anteriore del mezzo per lavorare al meglio sotto il radiatore. Sarebbe ideale sollevare l’auto, ma non è obbligatorio alzare il veicolo.

Con una spazzola e dell’acqua con del sapone potete iniziare a pulire le griglie di metallo, sia davanti che dietro, per migliorare il passaggio dell’aria. Prima di iniziare la pulizia, ricordatevi di controllare lo stato del radiatore. Se è in buone condizioni e se funziona correttamente potete stare sereni, altrimenti occorre portare l’auto dal meccanico. Se non vi sono macchie di ruggine, corrosione o perdite vorrà dire che tutto è nella norma. Controllate che nessuno elemento sia usurato. Il tappo del radiatore, infatti, funziona come un coperchio che conserva la giusta pressione all’interno. In caso di problemi occorre sostituire il tappo, recandosi da un meccanico per avere un consulto. Nessun tubo del radiatore deve essere schiacciato, il refrigerante deve avere la possibilità di scorrere liberamente, senza intoppi.

Se si avverte l’odore di antigelo alla guida, vorrà dire che qualche intoppo c’è e bisogna correre dal meccanico per effettuare la riparazione. Se il radiatore non fa, correttamente, il suo lavoro, i danni potrebbero essere importanti, quindi occhio sempre ai detriti che possono accumularsi col tempo e diminuire l’efficacia del liquido refrigerante, oltre ad alterare consumi e prestazioni del motore. Sarebbe perfetto pulire il radiatore ogni 2 anni, massimo 5, per non avere patemi.

Per completare la pulizia, occorre posizionare una vaschetta sotto la valvola di drenaggio del radiatore. Si tratta di un tappo di piccole dimensioni che si può togliere per far scorrere il liquido dal sistema di raffreddamento. Una volta raccolto l’antigelo, stando ben attenti ad indossare dei guanti da lavoro perché il refrigerante è tossico. Una volta che il liquido sarà completamente fuoriuscito, chiudere il recipiente, lasciandolo in un posto sicuro. Per lavare il radiatore, a questo punto, occorre chiudere la valvola del radiatore, inserire un tubo da giardino nel foro di rabbocco e riempire il radiatore d’acqua.

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A quel punto occorre accendere il motore e lasciarlo girare almeno 10 minuti. Una volta spenta l’auto e raffreddata, bisogna aprire la valvola di drenaggio e lasciare scolare l’acqua nel contenitore. L’operazione deve essere ripetuta due o tre volte. Una volta aggiunto del nuovo liquido refrigerante fino alla tacca di livello massimo, è importante eliminare le bolle d’aria, togliendo il tappo del radiatore e lasciando uscire l’aria dall’impianto. Infine, occorre accendere l’auto e lasciare girare il motore ancora per circa 15 minuti. Si tratta di una operazione delicata, considerato anche il rischio di contaminazione con il refrigerante tossico che era nel radiatore. Ricordatevi che il liquido non deve finire a terra perché molto inquinante e va portato all’impianto di riciclaggio.