Ferrari, indiscrezione su Sainz: buone notizie riguardo alla power unit

La Ferrari ha subito l’ennesimo cedimento della power unit in Austria, ma c’è speranza per il futuro. Ecco cosa accadrà a Carlos Sainz.

In casa Ferrari si prepara il Gran Premio di Francia, quello che potrebbe fare da spartiacque per questa stagione. Il Cavallino viene da due vittorie consecutive, cosa che non accadeva dal 2019, quando furono addirittura tre i trionfi consecutivi del Cavallino, con Charles Leclerc in Belgio ed in Italia e con Sebastian Vettel in quel di Singapore.

Ferrari F1-75 (ANSA)
Ferrari F1-75 (ANSA)

Sicuramente, quanto visto in Austria è incoraggiante per quello che riguarda il discorso prestazionale: la Ferrari è stata, nettamente, la macchina più veloce in pista, ma le gare vanno sempre portate a termine, ed in senno alla Scuderia modenese tutto ciò dev’essere ben chiaro.

I guasti si stanno ripetendo con fin troppa facilità, e Mattia Binotto ha dichiarato che lo stesso problema che ha colpito Carlos Sainz in Austria potrebbe essere simile, se non uguale, a quanto accaduto a Leclerc in quel di Baku. Un problema non di poco conto per la Rossa, che dovrà recuperare in fretta.

Le gare passano e Max Verstappen conserva 38 punti di vantaggio su Charles, che ha comunque accorciato di 11 lunghezze in queste ultime due gare, sulla carta su piste pro-Red Bull. Evidentemente, la Rossa ha un potenziale enorme, senza eguali nel Circus di quest’anno, e ciò aumenta e di molto i rimpianti, ma il tempo per recuperare non manca affatto.

Ferrari, Sainz potrebbe non andare in penalità

Al Gran Premio di Silverstone, Carlos Sainz aveva deliberato l’utilizzo del terzo MGU-K, così come del terzo MGU-H e del turbocompressore. Ciò significa che alla prossima sostituzione, la sua Ferrari sarebbe andata in penalità. Tuttavia, secondo quanto riportato da “Motorsport.com“, pare che l’unità propulsiva andata in fiamme in Austria fosse la numero due, dunque, non quella montata nella vittoriosa corsa di due domeniche fa.

Il motivo del cedimento di Sainz è stato spiegato da Mattia Binotto il giorno dopo la gara: “È possibile che il difetto sia stato lo stesso di Leclerc a Baku. In Austria potevamo fare un’altra doppietta e non ci siamo riusciti. Questa è la dimostrazione che non siamo ancora al riparo dai problemi di affidabilità, dobbiamo lavorarci ancora di più. Ora analizzeremo quanto è successo a Sainz e cercheremo di capire per trovare soluzioni a breve termine“.

Tuttavia, la situazione è in divenire. La Ferrari potrebbe comunque decidere di deliberare la quarta unità, per poi averla a disposizione anche in Ungheria, pista favorevole alla F1-75 dove c’è il chiaro obiettivo di piazzare una netta doppietta. In questi giorni, i motoristi diretti da Enrico Gualtieri prenderanno la loro decisione, nella consapevolezza che il tempo stringe.

C’è bisogno di trovare una soluzione rapida per questi guai di affidabilità che stanno attanagliando il Superfast, ovvero la power unit che tanto ha permesso di migliorare la potenza, compromettendo però la regolarità e la certezza di finire le gare. Anche i team clienti stanno soffrendo e non poco questa situazione, con Kevin Magnussen della Haas che temeva un’esplosione nell’ultimo stint di gara.

Entro l’estate sarà fondamentale portare tutti i tasselli al loro posto se si vuole puntare al titolo, visto che la stagione è ancora eterna. La Red Bull è un avversario fortissimo, ma a volte, come in Austria, incappa in giornate difficili, in cui la monoposto non riesce a competere con la Rossa. La Scuderia modenese deve trovare il modo di ottimizzare il proprio potenziale, evitando scivoloni strategici ed altre problematiche relative ai motori.

In questa stagione, nella quale hanno esordito le nuove monoposto ad effetto suolo, l’affidabilità è tornata un tema, dopo anni in cui le monoposto erano divenute davvero indistruttibili. Questo può anche essere un bene, nel senso che alle prestazioni si aggiunge anche un’ulteriore variabile, ma sarà bene sistemare in fretta il tutto.