Dovizioso saluta la MotoGP? Il suo messaggio è chiarissimo

Autore finora di una stagione con molte ombre in sella alla Yamaha, Dovizioso ha annunciato il ritiro dalla MotoGP.

Sulla griglia di partenza del prossimo campionato della classe regina del motociclismo mancherà un nome importante, quello di Andrea Dovizioso. Tre volte vice-iridato nel 2017, 2018 e 2019 e quarto nel 2020, il forlivese si era già allontanato dalla MotoGP nel 2021 quando, dopo aver rinunciato a proseguire con la Ducati, si era ritrovato senza un’alternativa.

Andrea Dovizioso (Ansa Foto)
Andrea Dovizioso (Ansa Foto)

Rientrato nello stesso anno con la Yamaha nelle vesti di compagno di Valentino Rossi per disputare gli ultimi cinque round, accettò il rinnovo per il 2022 convinto di poter raccogliere ancora qualcosa. Ed invece al WithU RNF team il 36enne ha ottenuto ben poco.

Giunti al giro di boa il suo bottino conta solo 10 lunghezze. Lo stesso punteggio del giovane vicino di box Darryn Binder, valido per la 22esima piazza. Di certo non quanto voleva e sperava.

Dovizioso e la decisione estrema: lo stop è inevitabile

Rammaricato per non aver centrato alcun obiettivo, il Dovi ha annunciato con ampio anticipo che nel 2023 non ci sarà.

Sicuramente non correrò. Non c’è ragione per farlo“, ha motivato la sua scelta. “Ho sempre detto che non sarei rimasto se non fossi stato competitivo. Ecco perché non ho neppure cercato un’altra sella. Quando fatichi non ti diverti“.

Troppo pesante essere sempre in viaggio e guardare il resto del gruppo dalle retrovie senza poter lottare. Meglio stare a casa. “Ho già provato cosa significa fermarsi“, ha filosofeggiato minimizzando il salto nel vuoto.

Quindi un pensiero alla complessa annata in corso. “Mi auguro soltanto di terminarla in crescendo“. E a proposito del feeling carente con la M1 il #4 ha affermato amareggiato: “Ogni gara è molto difficile perché parto indietro, aspetto che complica ulteriormente le cose. Non mi era mai capitato di non essere competitivo nella mia carriera. E’ un qualcosa di nuovo“.

Ad agevolare la rottura anche un ambiente del tutto diverso a quello a cui era abituato. “E’ cambiato tutto: la serie, i rivali, il modo di guidare. Messo tutto assieme è facile capire la ragione per cui sto soffrendo“.

Infine soffermandosi sulle caratteristiche della moto, l’emiliano ha evidenziato due punti forti: la frenata e la percorrenza.

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Per il resto se non guidi come Quartararo è difficile essere competitivi. Se lui vince, significa che puoi essere veloce, ma se gli altri si lamentano, vuol dire che non ci sono molti modi per essere al top. Io e Morbidelli, ad esempio, abbiamo uno stile molto diverso, eppure i nostri risultati sono simili“, ha concluso la sua riflessione.