Codice della strada: quando è consentito il parcheggio in doppia fila

Il parcheggio in doppia fila è una delle croci delle nostre città. Ma è davvero vietato sempre e comunque? Ecco cosa dice il Codice stradale.

A chi di noi non è mai capitato di avere bisogno di sostare brevemente in un posto e non trovare nemmeno un buco per parcheggiare l’auto. Se a parole sembra un problema da niente quando lo si vive davvero si va nel panico, specialmente se ci si trova in una grande città, dove il traffico è congestionato e di posti liberi manco l’ombra.

Parcheggio (AdobeStock)
Parcheggio (AdobeStock)

In questi casi, di solito, la tentazione è di fermarsi nel punto in cui ci si deve recare, bloccando di fatto le altre vetture in sosta.

Parcheggio in doppia fila: quando non è vietato

Anche per questo il parcheggio in doppia fila non solo infrange il Codice della Strada, ma pure il Codice Penale. Vi sono tuttavia dei casi in cui, se si riceve la multa, si può fare ricorso.

Intanto analizziamo la normativa. L’articolo 158, comma 2, lettera c, vieta la sosta in seconda fila, prevedendo una sanzione amministrativa da 24 a 97 euro per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote, e da 41 a 168 euro per tutti gli altri. Mentre l’articolo 159 dà il potere alle forze dell’ordine di rimuovere il mezzo qualora in sosta vietata costituisca un pericolo o grave intralcio alla circolazione.

Per quanto concerne la parte penale, una sentenza della Corte di Cassazione del 2005, ha indicato come violenza privata, qualunque azione volontaria che comporta l’ostruzione di un veicolo.  Il rischio, inoltre, come avvenuto per la sentenza n. 27962/2013 emessa dal Giudice di Pace di Roma, è quello di dover risarcire l’altro proprietario per la perdita di tempo procurata.

Stando invece a quanto riporta il Codice Penale all’articolo 54, la sosta in doppia fila è consentita se chi la mette in atto ne è costretto per salvare sé stesso o altri da un pericolo altrimenti non evitabile. Alcuni esempi sono: l’acquisto di medicinali salvavita in caso di urgenza, la richiesta di aiuto da parte di qualcuno in gravi condizioni, la necessità di recarsi al pronto soccorso per un malore improvviso, o di accompagnare qualcuno ferito o che comunque ha bisogno di un intervento medico immediato.

Al contrario, se si viene multati non si può fare ricorso quando: ci si è recati dal proprio dottore per normali controlli, si è entrati in farmacia per comprare medicine non urgenti, si sta facendo visita ad un congiunto che è già stato soccorso, si deve sostenere un esame, piuttosto un colloquio di lavoro o si ha un appuntamento.