WEC Monza, gara: l’Alpine batte la Toyota, Corvette beffa la Ferrari

Il FIA WEC ha dato spettacolo a Monza, con la vittoria assoluta ottenuta dall’Alpine che sconfigge la Toyota. Corvette vince in GT.

Incredibile quello che è accaduto nella giornata odierna alla 6 ore di Monza, quarto appuntamento stagionale per il FIA WEC targato 2022. La vittoria assoluta se l’è presa l’Alpine #36 di Nicolas Lapierre, Matthieu Vaxivière ed André Negrao, che hanno battuto in volata la Toyota #8 di Sebastien Buemi, Ryo Hirakawa e Brendon Hartley. La Corvette #64 di Nick Tandy e Tommy Milner ha battuto le Ferrari.

WEC Alpine (Twitter)
WEC Alpine (Twitter)

Terribile la beffa per il Cavallino, con le due 488 GTE di AF Corse che sono state costrette a fermarsi a due giri dalla fine per uno splash and go, che ha consegnato il successo alla giallona americana. Seconda la #52 di Antonio Fuoco e Miguel Molina, seguita dalla #51 di Alessandro Pier Guidi e James Calado che ha pagato un drive through, ma che approfittando delle difficoltà delle Porsche sale in testa al mondiale piloti. Riaperto anche il discorso costruttori.

Bravissimi i ragazzi del Realteam by WRT che hanno vinto sull’Oreca 07 Gibson #41 con Norman Nato, Rui Andrade e Ferdinand Hagsburg, mentre tra le GTE AM si toglie una soddisfazione la Porsche con la #77 del Dempsey Proton Racing grazie ad Harry Tincknell, Christian Ried e Sebastian Priaulx.

Bravissime le ragazze dell’Iron Dames, seconde di classe dopo aver fatto segnare la pole position, sulla Ferrari #85 e con al volante Sarah Bovy, Rahel Frey e Michelle Gatting. Il FIA WEC ha dato spettacolo anche oggi, con una corsa fantastica e combattuta sino alla bandiera a scacchi.

WEC, che beffa per la Ferrari

Pubblico delle grandi occasioni presente a Monza per il quarto e terz’ultimo round stagionale del FIA WEC, con la 6 ore che si è disputata per il secondo anno consecutivo sul tracciato brianzolo. La pole position se l’era presa ieri la Glickenhaus #708 di Romain Dumas, il quale ha effettuato la partenza sulla vettura americana.

Seconda al via la Toyota #8 di Sébastien Buemi, davanti all’Alpine #36 di Matthieu Vaxivière. Subito battaglia nelle prime fasi con la Toyota #7 di José Maria Lopez che attacca l’Alpine, ma non c’è nulla da fare, mentre la Peugeot #94 di Loic Duval mantiene la quinta piazza.

Benissimo le Ferrari in GTE PRO, con la #51 di Alessandro Pier Guidi che mantiene la testa, mentre la #52 affidata ad Antonio Fuoco supera di potenza la Corvette #64 di Nick TandyIron Dames al top con la 488 GTE #85 di Sarah Bovy tra le AM, mentre l’Oreca 07 Gibson #22 dello United Autosports comanda la LMP2 grazie a Williams Owen.

Il passo della Glickenhaus è impressionante nella prima fase di gara, con Dumas che stacca Buemi di oltre sei secondi. Bello il duello tra lo svizzero e Vaxivière, con i due equipaggi che sono anche in lotta per il primato in classifica. Rinviene anche la Peugeot #93 che era partita dal fondo dopo le qualifiche, con Mikkel Jensen che supera tutte le LMP2 e le GT riportandosi nel gruppone delle Hypercar.

Contatto alla Parabolica tra l’Aston Martin #98 di Paul Dalla Lana e la Ferrari #54 di Thomas Flohr, con lo svizzero che finisce nella ghiaia causando la prima Full Course Yellow di oggi. La prima a mescolare le carte è proprio l’AF Corse, che richiama la 488 GTE di Pier Guidi per un breve rabbocco dopo un quarto d’ora di corsa. Il pilota di Tortona torna in pista quinto ed ultimo della sua classe, ma con pista libera davanti.

Anche la Toyota #7 con Lopez opta per un rifornimento, così come altre LMP2 e GTE AM. Visto il protrarsi della neutralizzazione, tantissime vetture decidono di pittare, inclusa anche l’altra Toyota e tutte le GTE PRO. L’unica a differenziare la strategia è proprio la #52 di Fuoco, che prende la testa di classe.

Il calvario della Peugeot #93 non accenna a terminare, con Jensn che si ferma del tutto in uscita dalla Ascari. In Hypercar non si sono fermate la Glickenhaus, l’Alpine e la Peugeot superstite, che superano le GR010 Hybrid. La direzione gara opta per una nuova Full Course Yellow per ripristinare la sicurezza in pista.

Jensen effettua un paio di reset e riesce a ripartire, raggiungendo la pit-lane ma fermandosi a pochi metri dalla linea che consentirebbe ai meccanici di riportare la 9X8 al box. Il pilota riesce nell’impresa e la vettura viene fatta rientrare nel garage per le riparazioni.

In seguito viene data bandiera verde, con la Glickenhaus davanti alle Toyota mentre la Ferrari ha fermato anche la #52 di Fuoco, che rientra in pista ultimo di classe, con Pier Guidi al comando delle operazioni. Fuoco è scatenato e supera la Porsche di Bruni, guadagnando la quarta piazza.

Il calabrese non si accontenta e scavalca anche l’altra 911 RSR, quella affidata a Kévin Estre, unendosi a Pier Guidi e Tandy nella lotta per il primo posto. Solo la Corvette è in grado di tenere il ritmo delle Rosse di AF Corse, mentre le Porsche arrancano almeno con queste temperature così elevate.

Dopo la seconda sosta, le Ferrari mantengono il dominio con Fuoco che nel frattempo si era liberato della Corvette. Le vetture cambiano le gomme, con la giallona americana che però perde più tempo del previsto finendo dietro alla Porsche di Estre. Davanti a tutti, sulla Glickenhaus prende il volante Luis Felipe Derani, mentre la Toyota opta per un triplo stint sugli pneumatici e recupera la posizione sull’Alpine con Lopez.

Problemi per la #8 di Buemi che scivola indietro, incalzata anche dalla Peugeot di James Rossiter. Menzione d’onore per la Prema, che domina in LMP2 con Louis Deletraz sull’Oreca 07 Gibson. Dopo quasi tre ore si assiste ad un terrificante incidente per l’Aston Martin #33 del TF Sport che decolla e si cappotta alla Variante della Roggia, con il portoghese Henrique Chaves al volante.

Il pilota ne esce illeso dopo essere decollato su un cordolo, ma entra in pista una Safety Car piuttosto lunga che neutralizza la corsa. A metà gara c’è il disastro per la Glickenhaus, che dopo aver subito un drive through è costretta al ritiro per l’esplosione del motore, un gran peccato per la vettura che prestazionalmente era stata inarrivabile sin dalle qualifiche.

Davanti si scatena una battaglia pazzesca tra l’Alpine e le Toyota, ma la #7 ha la peggio nel corso della bagarre e subisce un grosso danno al posteriore, perdendo due giri ai box. Per le Peugeot l’esordio è una caporetto, con entrambe le macchine che accusano tantissimi problemi e devono fermarsi ritirandosi.

Ad un paio d’ore dal termine c’è il colpo di scena che rivoluziona la classifica in classe GTE PRO, con la Ferrari #51 punita con uno stop and go a causa di un’irregolarità al pit-stop. Ne approfitta così la #52, ma Pier Guidi non si dà per vinto dopo essere scivolato sino alla quarta posizione.

Il campione del mondo in carica rimonta sulla Porsche #92 di Estre e riesce a passare il francese, che scorrettamente lo tampona in frenata facendolo finire lungo. La direzione gara punisce il francese con un drive through, in una giornata in cui le penalizzazioni sono davvero fioccate.

L’Alpine prende il volo nel finale ed allunga le mani sulla vittoria, con Vaxivière che tiene dietro Ryo Hirakawa ed ottiene la seconda vittoria stagionale dopo Sebring assieme a Nicolas Lapierre ed André Negrao. Le Toyota completano il podio, mentre le Ferrari vengono beffate dalla Corvette, che al contrario delle 488 GTE non effettua lo splash and go finale e vola a vincere. Prossimo appuntamento al Fuji l’11 settembre.

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