Verstappen, il campione sotto accusa? Il tecnico si lancia in sua difesa

Max Verstappen è dotato di un talento fuori dal comune, ma spesso è soggetto a critiche importanti. L’ingegnere protegge il pilota.

Un campione di F1 è sempre un personaggio molto discusso: c’è chi lo esalta per le sue qualità di guida, ma anche chi lo critica, adducendo i suoi successi alla superiorità del mezzo tecnico o delle manovre irregolari. Max Verstappen è sicuramente un pilota che fa molto discutere, sia per la sua personalità che per lo stile di guida che utilizza.

Verstappen (ANSA)
Verstappen (ANSA)

Tuttavia, è impossibile ed ingiusto negare il grande talento di cui è dotato, che lo ha portato ad esordire nel Circus con la Toro Rosso quando non era ancora maggiorenne. La Red Bull lo portò nel suo team di punta solo un anno dopo, e lui rispose con una vittoria all’esordio al GP di Spagna del 2016, tenendo dietro le più veloci Ferrari di Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel.

Verstappen è stato protagonista anche di momenti difficili, fatti di errori grossolani che ne hanno messo anche a repentaglio la sicurezza. Nel 2018, Super Max rischiò addirittura il posto a causa di una serie di brutti sbagli, tra cui il tamponamento con il compagno di squadra Daniel Ricciardo a Baku e l’incidente nelle ultime libere di Monte-Carlo che gli costò la partecipazione alle qualifiche, dove sarebbe potuto essere il favorito per la pole position.

Da quel momento in poi, nella testa del figlio di Jos scattò come una lampadina, che lo portò a diventare un vero e proprio computer. La Red Bull è cresciuta assieme a lui, fino a consegnargli una monoposto, grazie anche alla power unit Honda, in grado di competere e battere la Mercedes di Lewis Hamilton, tralasciando quanto accaduto ad Abu Dhabi su cui si è discusso anche troppo a lungo. Ora l’olandese è il campione del mondo, e dopo il trionfo di Imola è il favorito anche per il 2022. Gli avversari sono avvisati.

Verstappen, Adrian Newey lo difende dalle critiche

Max Verstappen, per il suo carattere e lo stile di guida, non figura certo tra i piloti più simpatici della griglia. Lui è il classico tipo da “o lo odi o lo ami”, ma c’è da dire che è riuscito a costruire un vero e proprio impero in Olanda, portando migliaia di tifosi a seguirlo sulle piste di tutto il mondo.

In un’intervista concessa a “The-Race.com“, il direttore tecnico della Red Bull, Adrian Newey, ha esaltato le capacità del campione del mondo, difendendolo dalle critiche: “La cosa grandiosa di Max è che sai sempre di cosa è capace la macchina, perché entra e spreme tutto. Il suo feedback è buono. È molto preoccupato per le gomme, come reagiscono e come lavora. Deve gestirlo. La sua reputazione di essere un pilota “selvaggio” è ingiustificata“.

Newey si è espresso sul duello tra Verstappen e Lewis Hamilton in Brasile: “Quello che ha fatto in Brasile l’anno scorso è stato molto aggressivo. In Arabia Saudita è stata una splendida battaglia in cui entrambi hanno dato tutto, ma penso che si sia sentito frustrato quando Lewis non voleva sorpassarlo. Forse era da evitare quel gioco con i freni“.

L’incidente di Silverstone? A mio avviso, Silverstone è stato un chiaro errore professionale di Lewis e tutti sembrano avere la memoria corta. Si mette subito un’impronta su un pilota e ci vuole un po’ prima che quella reputazione svanisca. Max è una persona molto interessante con cui lavorare, è molto aperto. Se gli chiedi di fare certe cose, ci proverà sempre“.

Parlando di altri piloti, Newey ha affrontato il caso di Sebastian Vettel: “Vettel era uno molto, molto dettagliato nelle sue analisi post-sessione. Il debriefing poteva essere piuttosto lungo. È rimasto a lungo, ha guardato filmati, studiato dati, parlato con il suo ingegnere. Ha funzionato per lui, quindi non è una critica. Max non è così estremo, è più nel mezzo“.