Pol Espargaro, un paragone che accende l’entusiasmo: ecco a chi s’ispira

Come rimanere calmi, con le pressioni della MotoGP, Pol Espargaro lo spiega, facendo il paragone con un allenatore.

Alla Repsol Honda, di difficoltà negli ultimi anni ne hanno avute. E come se non bastassero, a dire il vero, queste si palesano ancora oggi, con Marc Marquez al centro della discussione. Stavolta, non per un infortunio, ma per le richieste alte che lo spagnolo, starebbe facendo alla casa giapponese. Al momento, la Honda sembra lontana dal poter lottare per il titolo, eppure sa di poter contare sempre su un pilota affermato: il trentenne, Pol Espargaro.

Pol Espargaro (Ansa)
Pol Espargaro (Ansa)

In Spagna, c’è in programma DAZN, chiamato La Caja, ed è lì che il nativo di Granollers si è sfogato. Lo spagnolo, è sempre stato un pilota affidabile e dal 2014, è in pianta stabile in MotoGP. Ma non ha mai vinto, né combattuto per un titolo: “Questo sport è molto egoista. Quando non vai bene, è difficile essere felici. – Ha spiegato il catalano – La felicità ci è purtroppo data dal nostro lavoro, anche in tanti altri settori, e quando non faccio una buona gara, è come se ciò non mi permettesse di godermi la vita, la mia vita privata, la mia vita sociale, i miei amici”.

Pol Espargaro come Simeone?

Lo spagnolo, nonostante queste difficoltà che spesso non vediamo, perché i piloti si portano nella loro vita privata, ha comunque ammesso che una volta smesso di correre, non è escluso che possa far parte del paddock. Ma non è ora di pensarci, perché lui ha soltanto trent’anni ed a DAZN, spiega di sentirsi perfettamente integro. Ancora un ragazzino, si definisce Espargaro che vorrebbe correre almeno per altri cinque anni.

Il classe ’91 che ha fatto una promessa al fratello, Aleix, ammette anche che per poter proseguire a lungo, si augura un rinnovo con la stessa Honda. Ma lui non ha fretta, anche se, ammette, non è certo senza pensieri finché non potrà mettere nero su bianco. E qui, fa un paragone che fa sorridere: “Ho raggiunto un punto nella mia carriera sportiva in cui posso essere orgoglioso di ciò che ho fatto e sono felice e calmo. Questo non vuol dire che non sia nervoso all’idea di rinnovare, ma sono già avanti, cerco di fare come il Cholo, pensare partita per partita e vedere cosa verrà dopo”. Il Cholo, sarebbe Simeone, tecnico dell’Atletico Madrid.

Pol, sa benissimo che dall’esterno arrivano critiche per la mancanza di risultati e che senza quelli, la Honda non gli farà regali. E su questo argomento è lapidario: “Devo essere al livello di Dani (Pedrosa) e Marc (Marquez). Al momento, non lo sono. Spero che questo sia l’anno per essere al loro livello”. Il catalano infine, parla anche di Alberto Puig, che sa sempre come sostenere i piloti e soprattutto, non gli ha mai fatto mancare il suo supporto.

È una persona che ogni squadra deve avere, dice il catalano, che vede Puig come una persona sempre pronta a difendere in qualsiasi caso i suoi piloti. Secondo Pol Espargaro, farebbe bene al sistema, se ogni team avesse al suo interno, un uomo come lui.