Valentino Rossi, arriva l’ammissione su Biaggi: non l’aveva mai detto prima

Il centauro di Tavullia, Valentino Rossi, ha parlato del suo passato in una intervista molto interessante. Il campione ha fatto una confessione su Max Biaggi.

Valentino Rossi ha lasciato la MotoGP al termine del Gran Premio motociclistico della Comunità Valenciana 2021, lo scorso 14 novembre. La storia d’amore tra il campione italiano e il Motomondiale è iniziata negli anni ’90 e ha regalato emozioni uniche. Nel 2022 il pesarese è entrato in una nuova fase della sua vita. E’ diventato papà e ha scelto di proseguire la sua carriera nel Motorsport nell’abitacolo di una vettura GT per dedicarsi alle corse automobilistiche.

Valentino Rossi Max Biaggi (Ansa Foto)
Valentino Rossi Max Biaggi (Ansa Foto)

La lunga cavalcata di Valentino Rossi è giunta al termine in MotoGP e per il campione è tempo di riflessioni sul suo passato sulle due ruote. Il centauro di Tavullia continuerà ad essere protagonista nel Motomondiale, ma in una veste diversa. Il centauro della Yamaha ha lanciato il proprio team nel 2022 nella classe regina e continuerà a seguire la crescita dei ragazzi della sua Academy. Un percorso che negli anni ha dato grosse soddisfazioni al campione e ai fan italiani.

Gli ultimi due vice campioni del mondo della classe regina sono stati due piloti che sono usciti dall’Academy del Dottore. Nel 2020 ha sfiorato il titolo mondiale Franco Morbidelli, primo prodotto della VR46, oggi impegnato nel team ufficiale Yamaha. Nella scorsa stagione a fare la voce grossa è stato Pecco Bagnaia, alfiere del team Ducati, che ha battagliato con Fabio Quartararo per la corona iridata. Valentino, inoltre, è impegnato nella sua azienda di merchandising.

Valentino Rossi e la rivalità con Max Biaggi

Valentino Rossi è tornato a parlare di un suo vecchio “nemico” in pista. In una intervista a Il Giornale il pesarese ha dichiarato: “A Tavullia sto bene. Faccio vita tranquilla. Ai GP era invece diventata tosta. Non riuscivo più a lavorare. Migliaia di persone nel Paddock. Foto, firme, tutto bello ma anche troppo. Alla sera ero esausto. I contrasti con Biaggi? Io non ero nessuno e lui era il numero uno in Italia e uno dei più forti al mondo e ho cominciato a rompergli le scatole. Ero una carogna (ride). Ma adesso tutto è passato, ci siamo riavvicinati. È stata una bellissima rivalità sportiva“.

La sfida in classe 500 e nei primi anni della MotoGP fu clamorosa. Valentino sin dall’esordio nella classe 500 trovò un feeling unico con la Honda, perdendo il titolo, al suo primo anno, solo a causa di qualche ritiro di troppo. Nel 2001 The Doctor vinse il suo primo mondiale nella classe regina. Max Biaggi arrivò secondo distaccato di oltre cento punti, prendendo paga dall’astro nascente del motociclismo italiano.

L’amore per la MotoGP

Il mio segreto è stato di non voler diventare personaggio – ha aggiunto il pesarese – o almeno non a tutti i costi. Sono rimasto me stesso e alla gente è piaciuto. Il Mondiale c’era prima di me e ci sarà dopo di me. Forse si ridimensionerà, una parte di gente non la seguirà più, ma la MotoGP è una cosa bella, funziona, la gente la guarda, ci sono altri piloti italiani, c’è la Ducati. Andrò a qualche gara. Al Mugello, per esempio. Sarà però una cosa un po’ complicata perché da qualche parte mi devono mettere…non posso stare nel Paddock senza far niente. Andrò a vedere i miei ragazzi del team, mio fratello“.

Valentino Rossi, infine, ha sottolineato che il suo futuro lo ha costruito da tempo con tutte le attività che lo riguardano in prima persona. “Quanto a ostinarmi nel correre in moto, l’ho fatto perché ci credevo – ha raccontato il Dottore – perché credevo di poter continuare a vincere e comunque sono stato molto competitivo fino a metà della stagione 2019. Certo non ero più il Valentino Rossi di dieci anni prima, è normale, però ci credevo. Toh, ecco, potevo smettere un anno prima, a fine 2020, poi però il Covid, un anno del cavolo, spesso tre gare sulla stessa pista e che palle senza pubblico, mi son detto ‘che faccio? Smetto così? No, troppo brutto, dai, faccio un altro anno’.

Io non mi sono arreso fino alla fine. Ma capisci che a quarant’ anni non hai più quegli istinti omicidi di quando ne avevi venticinque. Però è stata dura. A un certo punto della mia carriera, una decina di anni fa, mi sono chiesto: smetto quando sono sulla cresta dell’onda e mi ritiro da campione del mondo, o corro fino a quando non ne posso più?”, ha concluso VR.