Il ritorno di Giovinazzi in F1 era una bufala: ecco perché

La stampa italiana aveva fatto circolare la voce di un possibile rientro nel Circus di Giovinazzi con la Haas, ma il boss Steiner smentisce.

Qualcuno lo aveva addirittura messo in pole position per la sostituzione di Nikita Mazepin, allontanato dalla Haas in quanto di nazionalità russa. Ed invece Antonio Giovinazzi, purtroppo per i tifosi italiani, non è stato nemmeno considerato.

Antonio Givoniazzi (Ansa Foto)
Antonio Givoniazzi (Ansa Foto)

Attualmente impegnato in Formula E dove, dopo tre gare con il team Dragon Penske sta occupando la ventiduesima e ultima posizione, il pugliese, se vorrà rientrare in F1 dovrà aspettare la prossima stagione. L’illusione dunque, è durata il tempo di un amen malgrado il suo legame con la Ferrari, che avrebbe potuto spingere per l’ingaggio.

Perché Giovinazzi non è mai interessato alla Haas

Se la riserva della scuderia statunitense Pietro Fittipaldi è stato bocciato a priori in quanto inesperto, l’italiano che ha corso fino a dicembre scorso, non è stato proprio preso in considerazione.

A dichiararlo dal Bahrain è stato lo stesso responsabile del team Gunther Steiner, il quale di comune accordo con patron Gene, avrebbe immediatamente composto il numero di Magnussen.

Abbiamo ipotizzato diversi sui nomi, ma lui è stato l’unico che abbiamo contattato. Ci ha detto che era interessato e alla fine non c’è stato bisogno di trattative. Entrambi vogliamo la stessa cosa, ossia migliorare. Kevin dovrà darci una mano come in passato“, ha affermato a Motorsport.com il dirigente di Merano, rivelando come sia avvenuto rapidamente e senza intoppi il riaggancio con il pilota di Roskilde.

Nonostante nei quattro campionati trascorsi assieme non siano mancate le tensioni e le liti anche via radio, il danese è sempre stato considerato un uomo chiave. Ecco perché a dispetto di due contratti in essere con Ganassi e Peugeot, per gareggiare nell’IMSA e nel WEC, il 56enne ci ha provato lo stesso. “Ero fiducioso che avrebbe accettato, sebbene ci fossero delle difficoltà. Ci abbiamo lavorato su e abbiamo trovato delle soluzioni. A quel punto la situazione si è sbloccata“, ha spiegato.

Un altro elemento però ha portato l’equipe a stelle e strisce a puntare sul 29enne. La sua esperienza all’interno del gruppo di lavoro e la scarsa voglia di rischiare in un mondiale già complicato per via del nuovo regolamento tecnico.

Accordarsi con un debuttante ci avrebbe posto davanti a delle incognite in quanto sarebbe diventato critico capire davvero il nostro stato di forma. In pratica abbiamo scelto la strada più sicura“, ha infine ammesso l’ingegnere italiano.