Horner, smacco a Schumacher ed Hamilton: incredibile quanto dichiarato

Il responsabile della Red Bull Horner elegge i piloti con cui andrebbe volentieri ad un party e incredibilmente non nomina due tra i più vincenti di sempre.

Anche se è stato il suo pilota ad uscire vincitore Christian Horner non ha ancora superato il 2021. Le polemiche che hanno tenuto banco nel corso della stagione, più le tensioni del post Abu Dhabi non hanno di sicuro avvicinato Red Bull e Mercedes, a breve di nuovo in pista e pronte a ridarsi battaglia.

Christian Horner (Getty Images)
Christian Horner (Getty Images)

Forse anche per questo quando il boss della scuderia austriaca è stato chiamato a scegliere i driver con cui fare una festa non ha nominato Hamilton.

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Horner “cancella” Hamilton e Schumacher

Se la decisione di non invitare Lewis si può comprendere alla luce di una battaglia mi spenta, che non riguarda soltanto il presente, ma che ci riporta indietro agli anni magici di Sebastian Vettel, quando il tedesco dominava contro la McLaren dell’allora giovanissimo inglese, quella di non ammette neppure Michael Schumacher stupisce di più.

Sarà forse perché dopo un’epoca d’oro vissuta in Ferrari, il Kaiser di Kerpen si riunì alla Stella lasciata prima dell’approdo in F1? Tutto può essere. Certo sorprende pure l’assenza dello stesso Seb che, a Milton Keynes fece sfracelli regalando alla marca di bibite un clamoroso successo, replicato dal 2010 al 2013, nella top class dell’automobilismo.

Dopo aver parlato degli esclusi, ora possiamo concentrarci sulle persone ben accette. Il primo nome è quello di Ayrton Senna. L’indimenticato paulista, ha certamente fatto breccia nel cuore di molti per il suo essere aggressivo in pista e dolce fuori. “Sono sempre stato un suo tifosi, quindi lo vorrei“, ha affermato a TalkSport.

Per restare in ambito F1, ma uscendo dall’abitacolo, il marito di Ginger Spice ha quindi nominato Colin Chapman, il grande progettista della Lotus, noto per essere un’avanguardista, un vero e proprio visionario.

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Seguono Nigel Mansell, “un eroe della mia gioventù“, così lo ha definito il 48enne, e un rappresentate di un periodo indimenticato, ma ormai passato dell’automobilismo come Jim Clark. Per finire, ovviamente, lo scontatissimo Max Verstappen, gioiello tutto genio e sregolatezza della generazione contemporanea.